Il doppio forno di Salvini schiaccia il centrosinistra del Pd, affossa la leadership di Di Maio, consolida il centrodestra nazionale. I cinque stelle perdono Ragusa, ed è il primo dato che dovrebbe far riflettere il movimento grillino, ma conquistano Avellino ed Imola. Per la prima volta a perdere non è Renzi ma il “comitato di salvezza” targato Martina.
I temi post regime, che portarono alla Liberazione d’Italia, non servono alla sinistra per indebolire il “figlioccio” di Bossi. Lo stato sociale, i meriti ed i bisogni (gli eredi della sinistra di massa oggi targata Pd non li fece propri neanche negli anni ‘80 quando i cittadini premiarono il riformismo socialista) abbandonati totalmente in favore di pseudo battagli antifasciste, ed anti razziste, incoronano proprio colui che ne sarebbe l’interprete.
Macron e gli anti Renzi rafforzano Salvini e l’ex segretario dei Democratici se la ride. Per la prima volta la sinistra va al mare ed il centrodestra alle urne, i cinque stelle vincono dove il voto del leghista gli va in soccorso e questo ballottaggio è l’incoronazione della strategia salviniana. L’attività da Ministro all’Interno premia il piede in due scarpe: a Roma gialloverde, sui territorio uomo di coalizione, un vero e proprio paracadute in caso di elezioni politiche anticipate.
I cinque stelle perdono li dove devono riconfermare la propria attività amministrativa, Ragusa e nei due municipi (i cosiddetti quartieri) romani, e vincono solo dove, seppur senza apparentamenti ufficiali, godono dell’appoggio del centrodestra leghista che invece vince dove si scontra con il Pd e con lo stesso movimento grillino. Se il partito democratico non può più dare la colpa al solo Renzi, i five stars dovranno individuare un nuovo leader (si inventeranno una “segreteria” Di Battista?) e Salvini gongola con il doppio forno e comprende sempre più che in Italia non potrà vincere in autonomia senza Forza Italia e Fratelli meloniani. Come detto prima a Roma in alleanza giamaicana ma nel Paese con i compagni di strada. Mutandone i valori Salvini fa tornare di moda l’ideologia ed il partito organizzato a discapito di strutture in crisi di valori, al di là della condivisione, ed organizzazione.

