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Di Maio ha mentito su Marra? Ma non deve dimettersi

Di Maio ha mentito su Marra? Ma Non deve dimettersi, presunzione di non colpevolezza e garantismo valgono anche per don Gigino

Di Pietro Mancini

Era il 10 agosto scorso. La giunta di donna Virginia Raggi era travolta dalle polemiche per la vicenda dell’assessora all’Ambiente, donna Paola Muraro. E il funzionario del Campidoglio, don Raffaele Marra, in passato collaboratore dell’allora, deludente, Sindaco, Gianni Alemanno (AN), veniva attaccato da Roberta Lombardi e da altri deputati romani del M5S, che chiedevano alla Sindaca di annullare la sua discussa nomina a vice-capo di gabinetto. > Ma, dopo averlo ricevuto, nel suo mega-ufficio di vicepresidente della Camera, don Gigino Di Maio definì Marra un “servitore dello Stato, che non deve sentirsi umiliato”, in un sms inviato alla prima cittadina della capitale, che a sua volta lo girò al fidato don Raffaele. Le chat, dunque, hanno svelato le contraddizioni e le bugie nella versione, fornita dall’aspirante premier grillino che, domenica scorsa, ha detto, su Rai3, a donna Lucia Annunziata : “Volevo cacciare via Marra!”. Non era affatto vero!

Nel 2014, il 14 dicembre, Di Maio disse : “Ai politici non va applicata la presunzione di innocenza. Per questa gente, vedo solo la presunzione di indecenza…Se i politici finiscono in scandaloni, costoro devono dimettersi dagli incarichi!”.

Invece, il garantismo vale anche per l’allora giustizialista Di Maio, non indagato, di cui Grillo e i suoi avversari politici del PD devono ascoltare la versione, finalmente autentica, senza sollecitare le sue dimissioni da vicepresidente della Camera dei deputati.