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Di Maio scrisse alla Raggi: “Marra servitore dello Stato”

Sul caso Marra chat svelano le contraddizioni di Di Maio

Di Maio scrisse alla Raggi: “Marra servitore dello Stato”
raggi di maio
“Un servitore dello Stato”: spunta l’sms che Luigi Di Maio mandò a Virginia Raggi un mese dopo aver ricevuto alla Camera Raffaele Marra. Dunque non è vero, come Di Maio ha sostenuto più volte, che “quel signore volevo cacciarlo”

Luigi Di Maio non sarebbe stato contrario a Raffaele Marra, ex capo del personale del Comune di Roma ora in carcere con l’accusa di corruzione, ma anzi lo avrebbe ‘sostenuto’ e in un sms inviato alla sindaca Raggi, lo avrebbe definito “un servitore dello Stato”. E’ quanto riportano oggi ‘Repubblica’ e ‘Il Corriere della Sera’ sulla base di due chat telefoniche custodite nel telefono dello stesso Marra. Era stato Di Maio invece, intervistato domenica da Lucia Annunziata, a sostenere che avrebbe voluto cacciarlo e che fu l’ostinazione di Virginia Raggi a impedirne l’allontanamento

MARRA – DI MAIO: L’INCONTRO NELL’ESTATE 2016 E L’SMS ALLA RAGGI

“Un servitore dello Stato”: spunta l’sms che Luigi Di Maio mandò a Virginia Raggi un mese dopo aver ricevuto alla Camera Raffaele Marra. Era il 10 agosto 2016, la giunta era nella bufera per il “caso Muraro” e Marra era sotto attacco di alcuni leader M5S che chiedevano alla sindaca di annullare la sua nomina a vice capo di gabinetto. Marra disse che il colloquio con Di Maio era “andato molto bene”, come scrive il Corriere della Sera. Dunque non è vero, come Di Maio ha sostenuto più volte – anche domenica scorsa ospite di Lucia Annunziata a In ½ h – che “quel signore volevo cacciarlo”.

Contraddizioni già raccontate tra l’altro da svariati testimoni. Di Maio rinnovò la stima a Marra, mentre pubblicamente ha detto: “Dopo quell’incontro ho continuato a chiedere alla sindaca di rimuoverlo. Si vuole far passare come mia una responsabilità che era nelle mani del sindaco di Roma”.

Si torna così a questa estate: Raggi tenta di formare la giunta. Nomina Daniele Frongia vicesindaco, Salvatore Romeo capo della sua segreteria, mentre Marra è stato scelto come vice del capo di gabinetto Carla Raineri.

Di fronte alle accuse dei grillini, Marra chiede un incontro a Di Maio che il 6 luglio lo riceve. Poi Marra scrive alla Raggi un mese dopo. “Vorrei ricordarti che ho manifestato la mia disponibilità a riprendere l’aspettativa sin dal giorno in cui ho incontrato il vicepresidente Di Maio a cui manifestai la mia disponibilità a presentare l’istanza qualora non fossi stato in grado di convincerlo, carte alla mano, sulla mia assoluta correttezza morale e professionale. L’incontro come sai andò molto bene tanto che lui mi disse di farmi dare da te i suoi numeri personali cosa che per correttezza non ho mai fatto. Pensavo che quell’incontro potesse rappresentare un punto di svolta. Evidentemente mi sbagliavo”.

Raggi il 10 agosto informa Di Maio, che risponde con un lungo messaggio e nell’ultima parte scrive: “Quanto alle ragioni di Marra… lui non si senta umiliato. È un servitore dello Stato. Sui miei il Movimento fa accertamenti ogni mese. L’importante è non trovare nulla”. Insomma, secondo queste ricostruzioni, il 6 luglio Marra non era stato “licenziato”.  

Roma: Di Battista difende Di Maio, bufale screditano stampa

“Oggi il Corriere della Sera, la Repubblica di De Benedetti e il Messaggero di Caltagirone, per attaccare, ancora una volta, Luigi Di Maio, pubblicano l’ennesima bufala”, scrive su Facebook Alessandro Di Battista. “Questa scarsissima professionalita’ pregiudica il lavoro di tanti bravi giornalisti, molti da 1000 euro al mese, e quando perde di credibilita’ la categoria dei giornalisti – prosegue il deputato M5S – e’ un problema per la democrazia”. “Lo ripeto ancora una volta, se il 10% di questa attenzione morbosa, a volte ossessiva, l’avessero dedicata anche alle proposte del M5S, su tutte il reddito di cittadinanza, probabilmente questo Paese sarebbe piu’ giusto”, conclude.

M5S: Grillo, sms Di Maio? Giornalismo killer, misura e’ colma

“#GiornalismoKiller, la misura e’ colma. Solidarieta’ a Luigi Di Maio per il tentativo di killeraggio nei suoi confronti”. Cosi’ su twitter Beppe Grillo difende Luigi Di Maio dopo gli articoli sull’sms nel quale il vicepresidente della Camera ha definito Raffaele Marra “servitore dello Stato”. Il leader M5S rimanda quindi al suo blog dove scrive: “Oggi quattro giornalisti differenti su tre giornali diversi riportano la stessa fake news su Luigi Di Maio. La faccenda e’ di una gravita’ inaudita perche’ quello che hanno scritto e’ falso, fuorviante e non verificato: perche’ le parziali informazioni in loro possesso sono state pubblicate senza compiere tutte le dovute verifiche al fine di uccidere la reputazione di Di Maio. La buona notizia e’ che possiamo dimostrare, prove alla mano, non solo che mentono ma che sono in mala fede”.