Politica
Di Maio: "Con il M5S mai in guerra contro l'Isis"
"Ci accusano di non essere preparati sulla politica estera, ma nell'ultimo anno e mezzo le proposte sul rafforzamento dell'intelligence, sulla tracciabilità dei passeggeri dei voli aerei e contro la vendita di armi le abbiamo presentate noi del Movimento, e solo noi. Ora tutti sostengono queste posizioni". Così in un'intervista al Fatto Quotidiano, Luigi Di Maio (M5S), vicepresidente della Camera, che sottolinea l'importanza di rompere i rapporti con gli emiri che supportano il Daesh. "Quella in atto non è una guerra tra civiltà, ma un conflitto per interessi economici", sottolinea. "Il Daesh, lo Stato islamico, è cresciuto attorno ai pozzi di petrolio e guadagna 2 miliardi di dollari all'anno con il contrabbando. Per rassicurare i cittadini bisogna mostrare loro che stiamo facendo il vuoto attorno ai terroristi, togliendogli le risorse. Dobbiamo affamare l'Isis". Come? Intanto secondo Di Maio "serve una moratoria sulla vendita di armi ai Paesi che finanziano l'Isis, come l'Arabia Saudita e tutte le monarchie sunnite. L'Italia vende loro armamenti e bombe, e gran parte di questi affari sono gestiti da Finmeccanica". "Servono anche sanzioni", "si potrebbero anche interrompere i rapporti commerciali con questi Paesi. Ma non credo che ci si arriverà. Si può fare un lavoro diplomatico per richiamare all'ordine gli emirati e anche la Turchia, che vende armi a Daesh in cambio di petrolio". Finora, aggiunge Di Maio, Matteo Renzi "è stato debolissimo. Non ha fatto proposte, non ha inciso sull'agenda internazionale".
