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“Di Matteo? Né vulnus né dubbi. Il Movimento al fianco di Bonafede”

Intervista di Affaritaliani.it a Gianluca Perilli, capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Senato

“Di Matteo? Né vulnus né dubbi. Il Movimento al fianco di Bonafede”
Gianluca Perilli
Intervista di Affaritaliani.it a Gianluca Perilli, capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Senato. Il caso Di Matteo ha aperto un vulnus nel Movimento ma anche dubbi nella base. Temete una mozione di sfiducia contro Bonafede? “Sinceramente credo che si…”

 

Presidente, in un’intervista ad Affaritaliani.it, ieri, il premier Conte ha sottolineato come nessuno degli alleati possa avere interesse a compromettere l’azione di governo. L’instabilità, ha detto il presidente del Consiglio, “sarebbe un gravissimo danno alla vigilia della sfida della ripartenza e indebolirebbe, inevitabilmente, la nostra posizione in Europa in una fase decisiva per il futuro italiano ed europeo”
Sono d’accordo con il presidente Conte. Proprio poche ore fa abbiamo ricevuto un nuovo attestato di stima dall’Oms per la gestione dell’emergenza e della ripartenza. Questo governo sta avviando un programma massiccio di rilancio economico e produttivo e stiamo obiettivamente ottenendo un cambio radicale di politiche in Europa. Pensare di indebolirlo sarebbe da irresponsabili, verso un intero Paese.

La fase due, però, parte in salita all’interno della maggioranza. Nella compagine di governo i ministri più esposti sono tre e sono tutti del M5S. Come se lo spiega?
Il governo sta gestendo una crisi sanitaria, economica e sociale, con forti interconnessioni con dinamiche sovranazionali. Una situazione senza precedenti di cui si parlerà anche nei libri di storia. Tutti i ministri sono esposti, sfido a sostenere che ci sia un ministero non coinvolto dall’emergenza e che non debba risolvere problemi enormi. Poi è chiaro che noi siamo la prima forza politica in Parlamento e al governo, ci siamo assunti responsabilità importanti. Di conseguenza siamo anche esposti al costante giudizio dell’opinione pubblica, ma stiamo lavorando con rigore, impegno e serietà.

Il caso Di Matteo ha aperto un vulnus nel Movimento ma anche dubbi nella base. Temete una mozione di sfiducia contro Bonafede?
Sinceramente credo che si tratterebbe di una strumentalizzazione fuori luogo. Il lavoro del ministro Bonafede si è fin da subito distinto per l’affermazione della legalità e per la lotta ad ogni forma di criminalità. Anche i nomi di alto profilo che ha recentemente proposto per i vertici del Dap ne sono una dimostrazione. Non vedo vulnus né dubbi nel Movimento.

Proprio il caso Di Matteo potrebbe essere cavalcato da Renzi che già sul tema prescrizione aveva promesso battaglia contro Bonafede. Anche se ieri il capogruppo dei senatori di IV Faraone ha detto che il ministro ora non deve dimettersi, vi aspettate che si apra un nuovo fronte di polemica con Italia Viva?
No. Renzi ha detto che sulla vicenda “vuole capire” e ha aggiunto che sia Bonafede che Di Matteo sono esponenti di un fronte che lui chiama “giustizialista” e che io invece definirei dalla parte della legalità e della certezza della pena, sempre e comunque. Mi fa piacere che anche lui confermi il rigore del lavoro del nostro ministro della Giustizia. Quanto al capire, Bonafede ha già spiegato tutto in dettaglio.

Renzi, tra l’altro, è il più critico sulla gestione della fase due e ha colto subito la palla al balzo dando ragione a Confindustria. Denuncia ritardi e scarso coraggio. E’ solo un tira e molla per far valere il punto di vista di Italia Viva sul decreto maggio o c’è dell’altro?
Questo potrà dirglielo solo Renzi. La gestione dell’emergenza coronavirus da parte del nostro governo è un grande esempio di ponderazione, lucidità e capacità di bilanciare le scelte. Ci viene riconosciuto dai cittadini e da diversi interlocutori stranieri. E’ appena iniziata una fase diversa con i primi significativi allentamenti e l’esecutivo, insieme agli esperti che lo supportano in questa fase, sta già predisponendo i passi successivi, realizzando sistemi innovativi di monitoraggio e valutazione. Quanto al prossimo decreto economico è un provvedimento decisivo per la tenuta economica e sociale del nostro paese. Immagino sia chiaro a tutti. 

Le opposizioni sono sul piede di guerra sul caso Di Matteo vs Bonafede. Un chiarimento in Aula appare un passaggio obbligato. Lo stesso Movimento, a parti invertite, lo avrebbe preteso, non le pare?
E’ legittimo che le opposizioni lo chiedano, ci mancherebbe. Gli strumenti della democrazia sono sacri e mi permetta di dire che l’ingresso del Movimento cinque stelle nel Parlamento li ha rafforzati. Il ministro farà le sue valutazioni, fermo restando che già oggi è tutto molto chiaro, così come è evidente che lavoro hanno fatto Bonafede e i parlamentari 5 Stelle dal 2018 a oggi. Voglio solo ricordare la legge Spazzacorrotti, il rafforzamento di strumenti di indagine come i trojan e le intercettazioni, la riforma dell’articolo 416 ter del Codice penale contro il voto di scambio politico mafioso.

Per il M5S a breve si apre un momento di decisioni difficili da prendere: sul Mes la vostra posizione nella maggioranza di governo è abbastanza isolata. L’Olanda paradossalmente dà un assist alla vostra tesi?
In realtà, la nostra posizione non è isolata. Sono tante le voci critiche all’interno dei partiti e non potrebbe essere altrimenti. Se si ragiona con serenità e razionalità non si può non vedere come il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e il trattato istitutivo del Mes prevedano rigorose condizioni nel meccanismo di accesso ai relativi fondi. ‘Rigorose’ è un aggettivo testualmente ripetuto, e tanto basta a far capire di cosa stiamo parlando. La conferma di questo stato di cose arriva proprio dalla posizione olandese. L’Olanda, infatti, per l’accesso ai fondi Mes, vuole un’analisi di sostenibilità del debito del Paese che chiede i fondi e una durata del prestito minore rispetto a quella attuale: è la prova, in effetti, che il Mes è uno strumento rigido, inadeguato e insufficiente, come il Movimento 5 Stelle ha sempre detto.

Ci sono movimenti all’interno della maggioranza, Forza Italia sta facendo una opposizione morbida e pare non manchino i contatti tra Conte e Tajani. Di fronte a un contributo di FI a sostegno della maggioranza, il M5S come reagirebbe?
Immagino che retroscena sulle geometrie parlamentari possano incuriosire, ma il M5S ha sempre avuto una particolarità rispetto alle altre forze politiche: non ha mai prestato il fianco al tatticismo. Meno che mai ci interessa ora che ci sono milioni di italiani che vivono giornate complicatissime. Una maggioranza c’è, e lavora di buona lena per dare man forte a un governo che nei mesi a venire dovrà dare risposte senza precedenti ai cittadini. Tutto il resto è brusio di sottofondo.