Dl lavoro, l’opposizione abbandona la commissione
Le opposizioni hanno abbandonato i lavori della Commissione Lavoro della Camera durante l’esame del decreto Lavoro, denunciando una gestione del confronto parlamentare definita “una finzione” e “una pantomima”. La ministra del Lavoro Marina Calderone era attesa in Commissione per un confronto su una norma contestata dalle opposizioni, ritenuta potenzialmente in grado di legittimare i cosiddetti “contratti pirata”.
“Non partecipiamo oltre a questa finzione, a questa pantomima e abuso di potere sul Parlamento. Ce ne andiamo”, ha dichiarato il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, annunciando l’uscita dall’aula. Sulla stessa linea anche gli altri gruppi di opposizione. Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno parlato di una situazione “grave” e di una “totale irresponsabilità” da parte del governo. “Siamo indignati per come il ministro sta trattando il provvedimento”, ha aggiunto il deputato M5S Dario Carotenuto. In una nota congiunta, Pd, M5S e Avs hanno sottolineato come la ministra Calderone, pur avendo assicurato attenzione e approfondimento sulla norma contestata, abbia scelto di non presentarsi in Commissione proprio nel giorno del confronto. Secondo le opposizioni, il provvedimento rischierebbe di indebolire la contrattazione collettiva e favorire il cosiddetto dumping contrattuale.
La nota
“È grave che la ministra Calderone abbia scelto di non presentarsi in Commissione proprio nel giorno in cui era chiamata a dare risposte su una norma che colpisce la contrattazione collettiva e sulla quale aveva assicurato attenzione e approfondimento”, dichiarano i capigruppo di Pd, M5S e Avs in Commissione. “Non solo la ministra non si è presentata, ma il Governo non ha fatto alcun passo reale indietro rispetto a una disposizione che rischia di legittimare i contratti pirata, indebolire la contrattazione e favorire il dumping contrattuale”, proseguono. “Per queste ragioni abbiamo deciso unitariamente di abbandonare i lavori della Commissione che stanno diventando una vera e propria farsa. Il Governo si assume la piena responsabilità di uno strappo che colpisce lavoratori e parti sociali e che mette in discussione il ruolo dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative”.

