Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha chiesto la fiducia sul testo senza emendamenti. Il decreto, già approvato dalla Camera, dovrà essere convertito in legge entro il 25 agosto. Il governo ha posto la questione di fiducia sul Dl Pnrr, all’esame del Senato in seconda lettura. A chiederla in Aula è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, sul testo senza modifiche. Dopo le dichiarazioni di voto è prevista la chiama dei senatori, mentre il via libera definitivo al provvedimento è atteso nel corso della giornata.
Il decreto contiene misure in materia di infrastrutture e interventi per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Approvato dalla Camera due giorni fa, è approdato a Palazzo Madama senza il mandato del relatore e dovrà essere convertito in legge entro il 25 agosto. Si tratta dell’ultimo decreto all’esame dell’Aula del Senato prima della pausa estiva.
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Tra le principali novità del provvedimento figura la sospensione, su richiesta dell’appaltatore e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, del recupero dell’anticipazione del prezzo nei contratti pubblici per lavori in corso, misura introdotta per fronteggiare il rincaro dei materiali da costruzione. Il decreto prevede inoltre una cassa integrazione senza contributo addizionale per i lavoratori del settore edile nei periodi interessati da emergenze climatiche e rinvia dal 1° luglio al 1° ottobre 2026 l’entrata in vigore della cosiddetta “tassa sui pacchetti”, che introduce un prelievo di due euro sulle spedizioni di valore fino a 150 euro provenienti da Paesi extra Ue.
Nel corso dell’esame parlamentare è stato infine approvato un emendamento che elimina dal decreto il riferimento alla possibilità di indire la gara per i servizi Intercity con un lotto unico. La norma introduce inoltre l’obbligo per le Regioni di effettuare un censimento del materiale rotabile, che dovrà essere messo a disposizione del futuro aggiudicatario della gara.

