A- A+
Politica

Di Gianni Pardo

Finché il risultato delle elezioni non è noto e definitivo è lecito giocare con le ipotesi. Ammettiamo che il Movimento 5 Stelle abbia un grande successo: il 20% in campo nazionale. In questo caso, per l'effetto che ciò avrebbe sul Parlamento, molto dipenderebbe dal fatto che Beppe Grillo intenda effettivamente mantenere la posizione più volte proclamata di votare a favore dei provvedimenti che piacciono al Movimento e contro quelli che non gli piacciono. Infatti un gruppo parlamentare che abbia simili intenzioni non può essere accettato in nessuna maggioranza. Dunque i suoi voti, positivi o negativi, sarebbero in ogni caso ininfluenti. Ma le cose potrebbero andare diversamente. Truppe raccogliticce, e prive di un'ideologia che non sia il turpiloquio, non offrono nessuna garanzia di coerenza. I partiti estemporanei non possono contare sull'obbedienza dei loro eletti, spesso sensibili a tutte le tentazioni. Nessuno ha dimenticato che, appena insediati, parecchi parlamentari di Di Pietro lo abbandonarono. Se dunque Grillo veramente insistesse per non entrare in nessuna maggioranza, non è detto che molti dei suoi - che magari l'avranno utilizzato come un taxi - non lo lascino per andare ad accasarsi col Pd. Pierluigi Bersani in Senato potrebbe avere bisogno di un ulteriore sostegno ed essere dunque disposto a ricompensare i transfughi. Né si può escludere che altri, per ipotesi assolutamente ostili al Pd, non lascino il Movimento se questo decidesse di accostarsi al centrosinistra. Insomma all'inizio ci sarà turbolenza ma dopo qualche tempo, anche se rimarrà un rumoroso drappello di arrabbiati, ci saranno scissioni e transumanze. Il risultato elettorale ci dirà soltanto la percentuale ottenuta dal Movimento 5 Stelle ma l'effetto sul Parlamento di quella percentuale si saprà settimane o mesi dopo: quando si conoscerà la sistemazione finale degli eletti.

Considerazioni analoghe valgono per la coalizione di Mario Monti. Il Professore un giorno si propone come Primo Ministro sostenuto da Pd e Udc e un giorno dice di essere incompatibile col centrosinistra; un giorno afferma che non entrerà come semplice ministro in un governo Bersani e un altro giorno tale possibilità non la esclude; un giorno dice di essere disposto a capeggiare un governo sostenuto da chiunque si riconosca nel suo programma e un altro... Insomma dice tutto e il contrario di tutto. E nessuno dei suoi lo contraddice. Lui, nel suo sfrenato narcisismo, crede di guidare una coalizione che gli obbedisce a bacchetta, in realtà quelli che lui crede i suoi pretoriani lo hanno scelto come bandiera e come tale lo utilizzano. Per ora gli conviene stare zitti, ma ad urne chiuse alzeranno la cresta. Pierferdinando Casini, da bravo democristiano navigato, probabilmente gli farà le scarpe. E non si parla di Fini perché ormai è quantité négligeable: ma figurarsi se uno che ha tradito Berlusconi poi non tradirebbe lui. Nel futuro di Monti ci sono parecchie delusioni. Va tuttavia riconosciuto che il Centro ha un orientamento politico molto più leggibile di quello del M5S: la chiusura di Casini e dei suoi nei confronti di Berlusconi dura da troppo tempo per non essere credibile. E da troppo tempo dura il digiuno di potere.

Dunque, dal momento che la previsione è per una vittoria del centrosinistra, checché pensi o dica Monti, la sua truppa andrà da quella parte. E se il Professore, nella sua presunzione, tentasse di mettersi di traverso, se insistesse per escludere Vendola o per avere la carica di Primo Ministro, probabilmente si accorgerebbe di comandare solo a se stesso. L'alleanza Pd-Centro non sarebbe nemmeno molto negativa per la nazione. Con l'apporto di Casini Bersani potrebbe avere una navigazione tranquilla e una maggioranza abbastanza ampia per mandare a quel paese qualche estremista e qualche veterocomunista. Uno di quelli che resero la vita difficile a Prodi. E nel frattempo Casini potrebbe moderare gli eccessi sinistrorsi della maggioranza. Per Berlusconi non c'è molto da dire. Il Pdl veniva dato per morto, è vivo ed avrà la fortuna di stare all'opposizione. Malgrado la vanagloria di Monti, l'Italia non si è affatto salvata; il debito pubblico ha continuato ad aumentare (attualmente è a 2.030 miliardi); è cresciuta la disoccupazione; le imprese chiudono a migliaia; di rilancio dell'economia si parla per semplice retorica e tutti i parametri sono negativi. La stessa Europa non sa che pesci pigliare e crede che navigare a vista e rinviare i problemi sia una politica. Il compito che attende Bersani farebbe tremare anche Cesare. Non resta che fargli i più sinceri auguri di successo. Per il bene dell'Italia. Berlusconi e i suoi invece dovrebbero essere felici. Perché stavolta amministrare la vittoria sarà molto più difficile che amministrare la sconfitta.

Tags:
febbraiovoto
in evidenza
Arriva l'aria polare dalla Svezia Fine maggio brividi. Previsioni

Meteo

Arriva l'aria polare dalla Svezia
Fine maggio brividi. Previsioni

i più visti
in vetrina
Scatti d'Affari SEA, Air Canada lancia il collegamento non-stop tra Milano Malpensa e Montreal

Scatti d'Affari
SEA, Air Canada lancia il collegamento non-stop tra Milano Malpensa e Montreal


casa, immobiliare
motori
DS Automobiles svela le sue Edizioni Limitate

DS Automobiles svela le sue Edizioni Limitate


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.