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È il governo Draghi-Mattarella (su input Ue). Ai partiti contentini

È il governo Draghi-Mattarella (su input Ue). Ai partiti contentini
mario draghi mattarella

Hanno ragione Guido Crosetto e Gianluigi Paragone che, entrambi seppur con parole diverse, ha ben spiegato ad Affaritaliani.it come nel governo a comandare è Mario Draghi e i partiti si adeguano. Punto. L’accordo in extremis sulla riforma Cartabia della Giustizia lo dimostra plasticamente. I 5 Stelle fino all’ultimo hanno minacciato l’astensione, chiedendo poi il rinvio in Aula alla prossima settimana. Il presidente del Consiglio ha alzato la voce in Cdm affermando che “si chiude oggi”. Con tanti saluti al Parlamento, umiliato, annichilito ed esautorato (non eravamo una democrazia?).

E così è stata. Il testo è stato smussato varie volte per accontentare tutti, Giuseppe Conte e pentastellati in testa, ma anche la Lega e Forza Italia (scontato fin dall’inizio il sì quasi acritico del Pd). Al di là dei particolati tecnici, seppur importanti, il dato politico è che questo non è un esecutivo di larghe intese tra forze politiche diverse tra loro, ma un governo dei due presidenti (Draghi-Mattarella) che, su input dell’Unione europea (senza riforma della Giustizia bye-bye soldi del Recovery) decidono e vanno avanti, distribuendo briciole e contentini ai partiti per arginare la loro base e le loro fronde interne.