“È stato tradito dal suo solipsismo”, analisi e aneddoti su Berlusconi - Affaritaliani.it

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“È stato tradito dal suo solipsismo”, analisi e aneddoti su Berlusconi

di redazione politica

Le interviste dei quotidiani ai protagonisti della politica e della finanza che insieme a Berlusconi hanno scritto gli ultimi 30 anni della storia italiana

Monti: "Gli subentrai e fu rispettoso"

"Con lui ho avuto convergenze e dissensi, ma sempre in un rapporto di stima e lealta'". Cosi' l'ex premier e senatore a vita Mario Monti rende omaggio a Silvio Berlusconi in una intervista al "Corriere della Sera" e aggiunge: "Verso di lui ho due debiti di riconoscenza, uno personale e uno istituzionale. Perche' appena diventato capo del governo nel 1994, mi volle commissario europeo e perche' con l'appoggio parlamentare del suo partito, con Pd e Terzo polo in una vera unita' nazionale, permise all'Italia e all'Europa di superare, con misure anche impopolari, la grave crisi finanziaria esplosa nel 2011". Ha piu' di un ricordo personale: "Sono tantissimi e molti sono molto umoristici. Nel luglio 2004 quando il secondo governo Berlusconi ruppe con Tremonti, lui e Gianni Letta mi chiamarono un venerdi' sera, per andare la domenica sera a cena a Macherio, con le consorti. Gli dissi che ero onorato dalla proposta e che avrei anche potuto accettare, ma solo se lui avesse rinunciato alle promesse, solennemente fatte a Porta a Porta, di ridurre le tasse, perche' in quel momento la situazione non lo consentiva".

"Questo - ricorda - avveniva su un cart, mentre il presidente mi mostrava il suo parco. Rientrati nella villa, dove le nostre mogli ci aspettavano per la cena, Berlusconi annuncio': 'Il prof Monti ha ragione, mi ha persuaso che non posso prenderlo come ministro dell'Economia'". E il passaggio della campanella a Palazzo Chigi: "A dispetto delle varie tesi sul golpe fu visibilmente cordiale, molto cordiale. Prima eravamo nel suo studio con Gianni Letta e Antonio Catricala', poi ci siamo ritirati lui e io. Era il momento in cui si parla di segreti di Stato, fra premier uscente ed entrante. Lui mi regalo' una scatola di cravatte, e fu prodigo di consigli sul personale di Chigi, sull'uso delle sale". Un commento infine sulla sua eredita' politica: "Penso che questa scomparsa fara' il gioco della Meloni e la portera' ad avvicinarsi al Ppe", ha concluso Monti.

Renzi: "Ha scelto di non avere eredi"

"Berlusconi ha scelto consapevolmente di non avere un erede. Non ha mai considerato l'ipotesi di una successione a sé stesso". Il presidente di Italia viva Matteo Renzi respinge così l'ipotesi di essere lui il 'royal baby' del fondatore di Forza Italia. "Aveva ragione - spiega in un'intervista a La Repubblica -, una personalità come la sua, eccezionale nel senso letterale del termine, non può essere sostituita". Renzi assicura di non puntare all'elettorato azzurro: "E comunque sarebbe irrispettoso parlarne ora", aggiunge.

Ma "è chiaro che Meloni ha uno spazio più grande al centro da conquistare e mi stupirei se non provasse a occuparlo". Il Cavaliere lo voleva nel suo partito, "questo è vero". "Siamo stati avversari ma non l'ho mai odiato e ne sono orgoglioso", afferma Renzi. Berlusconi "era molto di più di uno spazio politico", aggiunge il fondatore di Italia viva con Il Foglio. E dunque "anche il consenso che ha saputo catalizzare intorno alla sua figura va oltre un'agenda politica, e resterà imprendibile". "L'aver saputo ricorrere alla fantasia è stata la cifra più memorabile del Cav", secondo Renzi, il quale crede però "che il suo vero limite sia stato in ciò che non ha fatto, nella rivoluzione liberale rimasta un po' una promessa sfuggente".