“È stato tradito dal suo solipsismo”, analisi e aneddoti su Berlusconi - Affaritaliani.it

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“È stato tradito dal suo solipsismo”, analisi e aneddoti su Berlusconi

di redazione politica

Le interviste dei quotidiani ai protagonisti della politica e della finanza che insieme a Berlusconi hanno scritto gli ultimi 30 anni della storia italiana

Tremonti: "Ha cambiato l'Italia in profondità"

"Non tutti hanno la consapevolezza di quanto Silvio Berlusconi abbia cambiato l'Italia in profondità". Ne è convinto Giulio Tremonti, presidente della commissione Esteri della Camera per Fratelli d'Italia, ex ministro azzurro. Intervistato dal Corriere della sera, spiega che il Cavaliere ha cambiato il Paese a partire dalla tv "commerciale". "Fino alle televisioni di Berlusconi, gli italiani compravano quello che vedevano nelle vetrine dei negozi. Altra possibilità non c'era. Con le televisioni commerciali, le merci, i beni hanno cominciato a vederli sullo schermo". Questo, prosegue l'economista, "ha cambiato tutto davvero. Dato l'impatto che la televisione aveva sul pubblico, per la media industria è stato un impulso formidabile". Dunque, secondo Tremonti, "da questo punto di vista, ha cambiato l'Italia. Non è soltanto il fatto di aver creato un grande gruppo, ma è l'aver dato un contributo decisivo a tutta l'economia italiana". Berlusconi non lascia successori. "È un po' nella natura delle figure superiori - spiega l'ex azzurro -. Era nella sua natura il non pensare a successori. C'è una contraddizione tra le figure superiori e l'idea di successione".

Bersani: "Affascinava il popolo con l'empatia"

Silvio Berlusconi aveva un grande dono, "l'empatia". A riconoscerglielo è Pier Luigi Bersani che sfidò lo scomparso fondatore di Forza Italia alle elezioni politiche del 2013. "Insieme agli interessi che lui certamente rappresentava c'è un elemento di mistero, che si chiama empatia e che riguarda molto il rapporto con gli strati popolari", spiega in un'intervista al Corriere della sera. Secondo Bersani, quella del Cavaliere era "una personalità non riproducibile, il cui principale tratto era il vitalismo inesausto". "Era uno che si faceva i suoi affari - aggiunge -, ma trasmettendo una generosità che affascinava".

Che Berlusconi "sia stato sul piano storico e politico una persona di rilievo nella storia della Repubblica - aggiunge Bersani - è indiscutibile". L'ex premier "ha dato per una ventina di anni l'imprinting di un elemento che in parte c'è ancora", ovvero, "la personalizzazione della politica, che per vincere diventa critica della politica e poi antipolitica e questo è un Made in Italy che deriva da Berlusconi. Voleva essere la soluzione di un problema, è diventato un guaio". Sull'eredità politica di Berlusconi, Bersani sostiene che "la sua ventennale leadership del centrodestra non lascia una eredità liberale, lascia una destra-destra". La sua eredità la giudica negativamente, "nel senso che Berlusconi non ci lascia una cultura propriamente liberale. Il grande partito conservatore non s'è fatto".