Forza Italia si spacca sui diritti civili alle coppie gay. Mara Carfagna, responsabile del Dipartimento Libertà civili e Diritti umani del partito, lo scorso venerdì ha depositato il disegno di legge con l’obiettivo di regolamentare i diritti e i doveri delle coppie di fatto omosessuali senza però equipararle al matrimonio. Oggi ha fatto una conferenza stampa in cui ha spiegato nei particolari le sue proposte.
Parte del partito è insorta. Su tutti il senatore Maurizio Gasparri. Intervistato da Affaritaliani.it sull’argomento spiega: “In un partito ci sono tante tesi. Nitto Palma sostiene che la proposta della Carfagna non sia conforme ai principi costituzionali. Io invece resto ancorato ai principi del diritto naturale visto che la vita nasce dall’incontro tra uomo e donna. Rispetto le opinioni di tutti, ma non rinuncio alle mie. Credo che Forza Italia debba rimanere, pur essendo disponibile al confronto, sulla sua posizione di Centrodestra. Abbiamo già perso un numero sufficiente di voti e non mi sembra il caso di perderne altri. Ho visto che ci sono esponenti del Pd che hanno lodato la proposta della Carfagna. Se ti lodano quelli che stanno dell’altra parte, o sbagliano loro o sbagli tu. Credo che nel rispetto di tutti ciascuno debba fare la propria parte. Io sostengo tesi diverse e in Senato mi batterò per queste”.
Entrando nello specifico Gasparri spiega: “Difendo un’impostazione, che pur aprendo su alcune questioni di diritti, cerchi di fare minori danni possibili alla nostra società. Ci sono alcuni punti fermi sui quali non transigo: il matrimonio, come sancito dalla Corte Costituzionale, rimane quello tra uomo e donna. Lo stesso vale per le adozioni delle coppie gay verso cui sono assolutamente contrario”
Anche il presidente della Commissione Giustizia del Senato Francesco Nitto Palma di Fi ribadisce di voler “superare finalmente l’arretratezza in cui versa l’Italia in tema di diritti civili”, ma non può non considerare “quanto sia forte sia la differenza di impianto tra il testo presentato dall’onorevole Carfagna e quello depositato in commissione dai senatori Caliendo, Malan, Falanga e Cardiello. Nel primo si regolamentano solo le unioni civili tra persone dello stesso sesso, nel secondo si disciplinano quelle tra persone anche di sesso diverso”.
“Sul piano politico, giuridico e sistematico non si tratta di differenze di poco conto, anche in considerazione delle conseguenze che possono derivare dall’una o dall’altra impostazione. Mi auguro che sul punto possa addivenirsi, a breve, ad una riunione dei gruppi parlamentari sì da poter giungere alla migliore sintesi possibile”, aggiunge. “Desidero assicurare che non vi saranno impuntature giuridiche o procedurali, ma desidero, altresì, evidenziare che, senza il puntuale rispetto del nostro diritto costituzionale e ordinamentale, qualsiasi modifica del complesso sistema di diritto civile corre il rischio di non risolvere il problema”.
Daniele Riosa (@DanieleRiosa)


















