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"Nell'immediato penso che Forza Italia salirà di circa due punti percentuali, ovvero 600mila voti. Questa impennata è dovuta all'effetto adesione, che quando c'è un processo di  abbattimento dell'idolo si traduce in solidarietà".  Alessandro Amadori, numero uno Coesis Research, analizza in chiave elettorale per Affaritaliani.it la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. "Sul lungo periodo il dato è più incerto, può essere uno straordinario motivo di successo oppure una catastrofe. Se sé la gioca bene Berlusconi può rinascere ed essere come Lazzaro o come l'Araba Fenice: il potenziale è notevole, se invece si mette in posizione depressiva è perduto. O riparte con una seconda giovinezza o è il declino definitivo".

Il colpo lo subisce, e arriva dritto allo stomaco. Silvio Berlusconi ha da poco terminato il suo discorso, torna sul palco per salutare ancora una volta i manifestanti. Poi fa rientro a palazzo Grazioli, lì lo attendono i fedelissimi. Ed è in quell'istante che arriva la notizia: Berlusconi e' decaduto, non e' piu' senatore. L'ex premier allarga le braccia, raccontano i presenti, era gia' tutto scritto, tutto scontato, dice scuotendo la testa. Poi solo qualche battuta con i forzisti, e via in macchina verso Arcore dalla famiglia, è con loro che Berlusconi vuole trascorrere le prossime ore, in un momentaneo black out dagli schermi.

 

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Di lì a poco esce la durissima nota della primogenita Marina. Ore dopo fa sentire la sua voce anche Pier Silvio. Ma il Cavaliere, sebbene provato dalla giornata e da quella che considera un'onta, un "giorno di lutto per la democrazia", guarda gia' oltre, alle europee del prossimo anno: sara' quella la mia vendetta, ripete ai suoi, sara' quello il giorno del riscatto, della mia rivincita. Il Cavaliere e' consapevole che sara' una sorta di traversata nel deserto, con il timore non solo di una nuova escalation giudiziaria che potrebbe sfociare - e' la preoccupazione maggiore - in una richiesta di arresto, ma anche quello di sparire dai riflettori. Per questo, ai militanti oggi e nelle recenti riunioni al partito, cosi' come nell'ultima conferenza stampa, ha ribadito come un mantra di non avere nessuna intenzione di farsi da parte: "sono pronto, non mollero' mai".

Del resto, afferma anche dal palco di via del Plebiscito, "ci sono altri leader di partito che non sono parlamentari, come Renzi e Grillo, che dimostrano che anche da fuori si puo' continuare a battersi e combattere per la nostra liberta'". Ed e' a Renzi e Grillo che l'ex premier si prepara a lanciare la sfida, li battero' sul loro stesso terreno, e' la determinazione del 'combattente'. L'appuntamento e' per il "primo giorno della campagna elettorale", annuncia dal palco. Una campagna che Berlusconi intende giocare su due fronti: innanzitutto, la sua riabilitazione personale agli occhi degli italiani. Io non sono un fuorilegge, sono innocente e lo dimostrero'. L'intenzione e' di mettere in atto un battage mediatico a tutto tondo, per spiegare agli italiani la verita'. Stesso compito che affida ai parlamentari azzurri: andate in tv a dire come stanno realmente le cose.

Il secondo fronte e' quello che vede come bersaglio principale l'Europa, l'austerita' e, di conseguenza, il governo italiano, a suo dire ancora succube della Germania. Berlusconi mira a riconquistare i delusi del centrodestra, ma soprattutto i voti dei grillini: sono nostri voti, ripete il Cavaliere sin dall'indomani delle elezioni politiche. Una campagna elettorale, ha in mente l'ex premier, tutta sui temi economici, sulla crisi e sulla spirale recessiva. L'obiettivo e', come del resto nelle ultime tornate elettorali, toccare il tasto delle 'paure' degli italiani e portarli a votare per Fi, addossando allo stesso tempo la responsabilita' delle scelte sbagliate e dell'immobilismo del governo Letta sulle spalle di Renzi. Per farlo, servono tutti i voti del centrodestra, tutti i partiti. Di fatti, anche se non smette di esortare gli italiani al voto utile ("non disperdete i voti - grida dal palco - ma votate per Forza Italia"), Berlusconi sa che le liste 'satellite', compresa quella di Ncd, potrebbero tornare utili, soprattutto in vista del voto politico. E ai falchi che scalpitano e che avrebbero gradito un attacco frontale ai 'traditori' di Alfano, chiede prudenza: i sondaggi ci stanno premiando. Da qui, viene spiegato, la scelta di non sferrare l'affondo all'ex delfino.

Ma c'e' anche un altro motivo, dettato in primis dall'orgoglio ferito: non daro' mai la soddisfazione ai miei carnefici, avrebbe spiegato ai suoi, di attaccarli e dimostrare che ho subito il colpo. La stessa strategia risiede nella scelta di non scagliarsi contro quello che, in privato, definisce il vero regista e artefice di tutta l'operazione volta ad eliminarlo dal Parlamento: Giorgio Napolitano. Nessun riferimento, ne' esplicito ne' implicito al Colle. Berlusconi oggi, spiegano i fedelissimi, ha voluto dimostrare alla sua gente che lui non e' un fomentatore dell'odio e delle piazze ("la nostra manifestazione e' pacifica", scandisce dal palco), non e' un istigatore alla violenza e all'estremismo. Ma un leader di una forza democratica, tanto che oggi torna a parlare di voler riunire tutti i voti dei moderati. Certo, c'e' il timore - soprattutto del partito - che dopo la decadenza altri lascino FI per aderire al Nuovo Centrodestra. Ma Berlusconi ora guarda al 2014, al voto europeo. Aspettando l'8 dicembre, quando Renzi conquistera' la guida del Pd. L'ex premier resta convinto che il sindaco di Firenze stacchera' la spina, tanto da mettere in guardia i suoi fedelissimi: tenetevi pronti a una nuova campagna elettorale in primavera. Ma non e' sul voto a breve che il Cavaliere fa affidamento, sa di non avere i numeri, bensi' su quello europeo. Ed e' li', non si stanca di assicurare, che ripartira' la mia riscossa.

 

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