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Elezioni 2018, Boccia: “Così Renzi ha affossato il Pd. Collaborare col M5s? Si può”

Elezioni 2018/ Francesco Boccia racconta ad Affari come il Pd di Renzi è passato dal 41% al 18,7%. E apre al M5s

“In quel 41% c’era la speranza di una bella storia politica. Oggi ci ritroviamo a doverci chiedere quale centrosinistra vogliamo ricostruire perché oggi mi sembra chiaro che il centrosinistra non c’è più”. Francesco Boccia, influente deputato Pd e presidente della Commissione Bilancio della Camera durante tutta l’ultima legislatura, ripercorre in un‘intervista ad Affaritaliani.it la parabola discendente del Partito Democratico, a partire dal dato storico raggiunto alle elezioni europee del 2014 fino al 18,7% del voto di questo 4 marzo 2018. Lucido, ma anche provato, Boccia non si tira indietro nell’analizzare il percorso di Matteo Renzi, che da rottamatore rischia di ritrovarsi rottamato.

Francesco Boccia, Renzi ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di segretario ma le ha congelate in attesa della formazione del nuovo governo. Che cosa significa? Che cosa succede nel Pd?

Sarò sincero: non ci ho capito nulla. Le dimissioni o si danno oppure non si danno. Il Pd non è proprietà di nessuno.

Ma quindi le dimissioni di Renzi ci sono oppure no?

Le aspettiamo. Per ora le ha annunciate ma non le ha date. Posso fare un appello?

Prego.

Bisogna voler bene al Pd. Questo è il partito di tutti, o almeno dovrebbe esserlo. E’ una comunità straordinaria, oggi in difficoltà per il brutto risultato elettorale. Ora si apre una nuova stagione nel Paese, una stagione che ci vede in una posizione non positiva. Siamo tutti responsabili di questa situazione ma per ripartire bisogna voler bene al partito e alla sua comunità.

Ma è vero che c’è stato un pressing su Renzi per farlo dimettere?

Nessuno di noi aveva chiesto le dimissioni. Per questo quello che ha detto ha creato più confusione che altro mentre noi abbiamo bisogno di grande chiarezza.

Che cosa succede ora nel Pd?

Bisogna chiedersi quale centrosinistra vogliamo ricostruire perché mi sembra chiaro che il centrosinistra non c’è più e il Pd non basta.

Renzi può guidare ancora questa ricostruzione?

Veniamo da anni difficili, Renzi ha avuto le sue chances. Ha rappresentato il Pd in questi anni. Penso che abbia senso manifestare amore verso questo partito e questa comunità rispettandoli. Rispettare significa essere leali fino in fondo. Renzi deve esserlo così come lo sono stati i suoi predecessori quando sono andati via.

Ma lui può avere un ruolo o si sta chiamando fuori?

Dobbiamo lavorare tutti insieme. Ma prima di tutto bisognerebbe stabilire un percorso tutti insieme, non da soli.

Renzi ha detto che il Pd starà all’opposizione.

E’ il voto degli italiani che ci colloca all’opposizione. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un grande risultato soprattutto al Sud, la Lega ha avuto un risultato strepitoso in particolare nelle aree più ricche del Paese. Noi, come ho detto, dobbiamo chiederci che centrosinistra vogliamo ricostruire,

Renzi sembra escludere anche qualsiasi tipo di collaborazione con un ipotetico governo composto dal centrodestra o dal Movimento 5 Stelle. Lei è d’accordo con questa posizione?

Dipende di che tipo di collaborazione stiamo parlando. E’ chiaro che l’esito elettorale ci colloca all’opposizione ma sui singoli temi si può anche offrire collaborazione, visti i problemi che hanno gli italiani. Credo comunque che la prima cosa da fare sia convocare la direzione del partito e decidere insieme, sottolineo insieme, come presentarsi dal Presidente della Repubblica.

Esclude una collaborazione con un ipotetico governo M5s?

Ribadisco, dipende di che tipo di collaborazione si parla. Ritengo comunque chiaro che sul piano dei contenuti, che non si fanno però con gli slogan, ci siano più convergenze con il Movimento 5 Stelle che non con la Lega. Questo non significa fare l’inciucio. Si può restare fieramente all’opposizione e magari votare a favore di un decreto sul quale c’è una convergenza. Ci sono temi su cui la si può pensare allo stesso modo.

Una nuova legge elettorale potrebbe essere il cardine di un governo di scopo qualora non si trovasse una maggioranza in grado di governare?

Mi pare convinzione comune che la legge elettorale va migliorata. In questo momento ci sono due certezze: la prima è che il Pd esce ridimensionato dal risultato delle urne, la seconda è che Salvini e Di Maio da soli non possono governare. Non possiamo uscire da questa situazione di probabile stallo facendo i bambini capricciosi.

Boccia, com’è possibile passare da quel famoso 40% del 2014 al 18,7% di oggi?

A me dispiace molto trovarmi a descrivere questa parabola del Pd. In quel 41% c’era la speranza di una bella storia politica. Una bella storia che è stata il Pd grazie all’Ulivo e grazie alla nostra generazione. Come si è arrivati qui? Penso ci sia stata una mancanza di ascolto degli altri, una mancanza di collegialità. La conduzione del partito ha prodotto alcune scelte che hanno portato il Pd lontano dal sentimento collettivo.

Qual è il più grande errore di Renzi?

Ma non c’è un errore specifico. Guardi, il Pd ha fatto alcune riforme positive. Il problema è stata la modalità con la quale le riforme sono state fatte. Penso a quella sulla scuola, dove non è stata ascoltata la base degli insegnanti. Penso all’intervento sulle banche dove sono stati messi dei soldi per salvarle ma i tempi dovevano essere diversi. Bisognava evitare strumentalizzazioni. Si dovevano offrire queste e altre riforme, fatte o rimaste solo in cantiere, al popolo italiano e non parlare di “vita” o “morte”. Ci siamo poi allontanati da alcuni temi dirimenti del mondo della sinistra storica. Non c’è stato un singolo errore macroscopico ma tanti piccoli errori, soprattutto nella gestione e nei modi, che ci hanno portato qui. Le scelte sono state spesso fatte in solitudine, senza ascoltare voci contrarie, anche quando queste voci avevano una finalità costruttiva.

C’è il rischio che Renzi crei un nuovo soggetto politico a sua immagine e somiglianza lasciando un Pd “svuotato”?

Speriamo di no, farebbe l’ultimo errore. Io vorrei ancora aiutarlo e vorrei che lui si mettesse a disposizione e aiutasse noi. Mi piacerebbe per una volta non sentire ex post che avevo ragione. Spero ancora di poter far vivere questo partito tutti insieme. Sarebbe semplice, basterebbe fidarsi e considerare il Pd come quella grande comunità politica qual è.

twitter11@LorenzoLamperti