Giallo Matteo Renzi mentre ancora è in corso lo scrutinio e dopo rumors insistenti che circolano da ieri sera, intorno alle 12 l’agenzia Ansa batte il flash tanto atteso: “Matteo Renzi ha deciso di dimettersi da segretario del Patrito Democratico”. La notizia è confermata “da fonte diretta e autorevole del partito”, si legge nel lancio. A ruota seguono tutte le altre agenzie.
Nel giro di pochi minuti però arriva la smentita dei Dem: “A noi non risulta che Renzi si dimetta”, spiega il portavoce del segretario, Marco Agnoletti.
Il tema, vista la debacle alle urne, resta sul tavolo: l’ex premier questa notte aveva maturato, spiegano fonti parlamentari dem, la decisione di lasciare la mano di fronte ai dati secondo i quali il Pd e’ sotto l’asticella del 20%. L’ex presidente del Consiglio potrebbe rimettere il suo mandato ma sarebbe l’assemblea a decidere se ratificare la decisione.
C’e’ gia’ chi vede in Gentiloni e Delrio due possibili traghettatori in questa fase post-voto. Renzi parlera’ alle 17 di oggi.
Renzi ottiene primo seggio nella ‘ridotta’ di Firenze
E’ Firenze la ‘ridotta’ di Matteo Renzi. Il segretario dem con 109.830 preferenze ottiene il seggio al Senato ed e’ la prima volta che diventa parlamentare. Un’affermazione personale nel giorno della disfatta del Pd che fa scattare rumors di dimissioni. Renzi ha vinto nel collegio uninominale Toscana 1 del Senato (comprendente Firenze citta’, Lastra a Signa, Signa, Scandicci e Impruneta) con il 44,11%, davanti al candidato della Lega Alberto Bagnai (al 24,5%) e a quello del Movimento 5 stelle Nicola Cecchi al 19,82%. Alessia Petraglia di Leu e’ al 6,65%. Una vittoria amara, se si guarda ai dati complessivi del partito e che portera’ inevitabilmente all’instaurarsi di nuovi equilibri.
La Toscana si e’ infatti risvegliata molto meno rossa, rispetto alla sua tradizionale storia politica. Quella che un tempo era una delle roccaforti della sinistra si ritrova con il Pd ancora primo partito a livello regionale, ma il margine di vantaggio su centrodestra e M5s si fa sempre piu’ risicato. E molti di quelli che erano considerati feudi della sinistra vengono conquistati dal centrodestra e dai pentastellati. Qualche battaglia il partito di Renzi continua a vincerla. Oltre al successo del segretario Pd nella sua Firenze, fra i big la spuntano con percentuali piu’ o meno nette il fedelissimo Luca Lotti, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, il segretario toscano Dario Parrini o il “paracadutato” Roberto Giachetti. Il centrosinistra mantiene inoltre anche una roccaforte simbolo come Arezzo, anche se Riccardo Nencini la spunta per poco piu’ di un’incollatura sulla candidata del centrodestra. Molte sono, pero’, le sfide perse. Per esempio a Lucca un altro renziano di ferro come Andrea Marcucci viene sconfitto in maniera netta nel suo collegio uninominale dall’ex sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni (centrodestra) con uno scarto che supera il 12 per cento. Mentre a Pisa rischia una bruciante sconfitta per l’ex ministro all’istruzione Valeria Fedeli. Sul fronte del centrodestra brinda soprattutto la Lega, che conquista percentuali mai viste prima di oggi in Toscana. Fa festa anche Forza Italia, che sulla costa, oltre a Mallegni, piazza all’uninominale anche la berlusconiana Debora Bergamini. Anche Fratelli d’Italia assesta un colpo insperato con la vittoria di Riccardo Zucconi a Lucca. Molto bene anche il Movimento 5 stelle che si piazza secondo dietro soltanto al Pd, anche se nelle sfide dell’uninominale perde gran parte dei confronti diretti e perde Livorno, dove vince il candidato del centrosinistra Andrea Romano. Sempre sul fronte della sinistra, risultato al di sotto delle aspettative anche per Liberi e uguali, che in Toscana si attesta su percentuali intorno al 5 per cento Matteo Renzi, secondo quanto si apprende da fonti dello stato maggiore dem, avrebbe deciso di dimettersi da segretario del Pd. Il suo intervento al Nazareno è atteso per il pomeriggio.
