Dalla sanità al futuro dell’ex Ilva, fino alle alleanze del centrosinistra in vista delle prossime elezioni. Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, attraversa i principali dossier regionali e nazionali sul palco della terza e ultima serata de La Piazza 2026 a Ceglie Messapica, intervistato dal direttore di Affaritaliani Marco Scotti.
Decaro: “Sulla sanità serve una riorganizzazione di carattere nazionale”
“Più che cambiare passo rispetto al passato, dobbiamo cambiare passo anche rispetto al presente. Mi riferisco alla sanità, che è il tema più sentito dai cittadini. I cittadini chiedono di avere servizi e dobbiamo ampliare l’offerta sanitaria a fronte di una domanda che tende ad aumentare in tutto il Paese, perché aumenta la prospettiva di vita e aumenta l’età media delle persone”, afferma Decaro.
Il presidente della Regione Puglia richiama l’aumento dei costi legati ai contratti del personale medico e ai nuovi farmaci innovativi, soprattutto antitumorali. “Le Regioni ci provano, ma abbiamo risorse contingentate. Ogni anno quelle risorse aumentano, però non aumentano in maniera analoga all’aumento dei costi e quindi in tutte le Regioni ci ritroviamo con un disavanzo che poi siamo costretti a coprire anche con manovre fiscali”. Per Decaro il problema riguarda anche il funzionamento del sistema delle liste d’attesa: “È un sistema sanitario nazionale che sembra nato per non eliminare le liste d’attesa. Se sono un medico che lavora solo per l’ospedale pubblico, se non c’è la lista d’attesa non posso fare le prestazioni aggiuntive. Se sono un medico in intramoenia, se non ho la lista d’attesa non c’è nessuno che mi chiama a fare una prestazione extra libero-professionale. Se sono un medico in extramoenia e faccio l’attività libero-professionale nelle ore libere in un ospedale privato, se non ci sono liste d’attesa nessuno mi viene a chiedere una visita medica o un’operazione. È un sistema che sembra organizzato per non abbattere le liste d’attesa. In realtà dobbiamo lavorare tutti per dare delle risposte ai cittadini. Lo possiamo fare attraverso un’organizzazione che non può essere solo una riorganizzazione regionale, ma deve essere una riorganizzazione di carattere nazionale”.
Ex Ilva, Decaro: “Una bomba sociale, il polo siderurgico è fondamentale per il Paese”
“Siamo preoccupati perché quella è, da un lato, una bomba sociale. Stiamo parlando di 20mila lavoratori, 10mila diretti dell’Ilva e 10mila che lavorano nell’indotto. Contemporaneamente è un problema anche per il nostro Paese, perché il polo siderurgico e la produzione di acciaio sono fondamentali per le aziende italiane. Molti comparti utilizzano l’acciaio, dall’automotive all’edilizia. Se non c’è l’acciaio non hanno la possibilità di realizzare carpenterie e tondini che vanno nelle travi e nei pilastri delle strutture edilizie. Stiamo parlando di un comparto fondamentale per l’Italia e per l’Europa”.
Decaro ribadisce la necessità di sottrarre il dossier allo scontro politico: “Dobbiamo lavorare insieme, enti locali e governo nazionale. In questo caso ancora di più, perché stiamo parlando di un tema di straordinaria rilevanza non soltanto per Taranto ma per tutto il Paese. La mia posizione non è cambiata: il polo siderurgico è importante, ma è importante che sia decarbonizzato, cioè che non impatti sull’ambiente. È importante per noi che continui a lavorare l’area a freddo, magari ampliando l’attività, perché ci sono tante linee produttive ferme da tanti anni che potrebbero dare lavoro a una parte delle persone ancora in cassa integrazione”.
Per la realizzazione del forno elettrico, secondo Decaro, sarà necessario anche l’intervento pubblico: “Tutte le proposte che sono arrivate dicono che c’è bisogno dell’intervento dello Stato per il forno elettrico. A quel punto lo Stato, visto che mette le risorse, può entrare nel capitale sociale e poi uscire quando si è completata la realizzazione del forno elettrico, che serve a produrre bramme e coils. Credo che avere un polo siderurgico decarbonizzato che non inquini a Taranto sia un tema importante non solo per il lavoro a Taranto, ma anche per l’autonomia e lo sviluppo economico del nostro Paese. Bisogna cominciare da subito a pensare a come realizzare i forni elettrici e come produrre l’acciaio a Taranto utilizzando forni innovativi. Tutta l’Europa sta andando in quella direzione. Quando parliamo di decarbonizzazione non stiamo dicendo solo che dobbiamo togliere il carbone, dobbiamo togliere la CO2 che va nell’atmosfera e che è causa dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo in questi giorni. Se noi anticipiamo la transizione ecologica investendo sulle tecnologie green, e i forni elettrici sono tecnologie green, saremo anche più competitivi rispetto ad altri Paesi”. Ha risposto il Presidente della Regione Puglia alle domande del direttore di Affaritaliani Marco Scotti.
Fischi a Meloni ai Giochi del Mediterraneo, Decaro: “Mi è dispiaciuto”
Sui fischi rivolti a Giorgia Meloni durante l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, Decaro prende le distanze: “Non lo so, onestamente. Io non credo che qualcuno abbia organizzato quei fischi. A me è dispiaciuto, so che qualcuno non ci crederà. Non sono un tifoso della Meloni, però magari non era il momento più opportuno, perché c’erano i capi di Stato e tante delegazioni che venivano da più parti del mondo. Però è successo e il popolo ha il diritto di esprimersi in maniera democratica. Me ne sono presi tanti di fischi pure io, chissà quanti me ne verranno oggi alla fine. Si va avanti, fanno parte del gioco, fanno parte dell’attività di chi fa politica”.
Turismo, Decaro: “Taranto sarà la città su cui investiremo di più”
“Sull’ospitalità abbiamo investito tanto nella nostra Regione, forse anche troppo”, afferma Decaro. “Abbiamo fatto tanto sull’accoglienza e siamo diventati un brand anche dal punto di vista turistico grazie agli investimenti che abbiamo fatto in questi anni”. Il presidente si concentra quindi su Taranto: “È stato bello vedere finalmente una città orgogliosa, cittadini orgogliosi di viverci. Diciamoci la verità, è una delle città più belle che abbiamo nel nostro Paese, è la culla della Magna Grecia e c’è uno dei musei più belli che abbiamo in Europa. Taranto è una città speciale, però ancora non riesce a crescere dal punto di vista turistico come sono cresciute altre realtà. Cominciano ad arrivare le crociere, ma come sapete i crocieristi poi non lasciano molto dal punto di vista economico. Quando facevo il sindaco di Bari e mi chiedevano se i crocieristi fossero importanti, io dicevo di sì perché il crocierista fa fotografie che manda in tutto il mondo e, se dovessimo quantificare economicamente la pubblicità che ci fanno sui social, avrebbe un valore inestimabile. Ma è importante che ci siano presenze che stanno più giorni nelle nostre città”.
“Taranto credo sarà la città turistica su cui investiremo di più”, annuncia Decaro. Il presidente cita il progetto su Via Cava, dove la Regione intende investire risorse e il Comune mettere a disposizione immobili per “attivare economia, piccoli negozi, strutture ricettive e piccoli alloggi da mettere a disposizione delle giovani coppie, per ravvivare un centro storico straordinario. Ci sono ancora Taranto e Foggia che non crescono come altre città pugliesi. Ci sono realtà che in maniera inspiegabile ancora oggi sono sconosciute agli occhi dei visitatori e che magari dovranno scoprire nei prossimi anni”.
Elezioni 2027, Decaro: “Prima la proposta al Paese, poi si sceglie il leader”
Sul perimetro del centrosinistra e sulla scelta del candidato premier, Decaro indica una sequenza precisa: “La coalizione ormai c’è, nel senso che l’abbiamo sperimentata nelle Regioni e nei Comuni in questi ultimi anni. È la coalizione di chi sta all’opposizione di questo governo ed è una coalizione che, stando all’opposizione, ha avuto la possibilità di cercare elementi di condivisione per guardare al futuro di questo Paese con una propria proposta. Per me va fatta prima la proposta al Paese, poi si sceglie il leader. Io non sono preoccupato per le primarie, sono figlio delle primarie pure io. Ho fatto le primarie per il Parlamento, le primarie per fare il sindaco. È importante però fare prima una proposta al Paese”.
Decaro entra nel merito dei temi su cui costruire il programma, dal potere d’acquisto delle famiglie alla sanità territoriale fino alla politica industriale e alla transizione ecologica. “Facciamo la proposta, poi se il leader lo troviamo attraverso una soluzione interna, una condivisione interna, deve essere il leader che meglio interpreta quel programma. Non è che si fanno le primarie per decidere il programma, perché poi quelli che non si ritroveranno nel programma di chi ha vinto le primarie magari non vanno a votare. Non può funzionare così. Se non lo troviamo in maniera condivisa, si faranno le primarie. Le abbiamo fatte tante volte, non mi preoccupa. A questo punto, se non cambia la legge elettorale e non ci sono le preferenze, la mia parte politica faccia pure le primarie per scegliere chi deve andare in Parlamento, perché altrimenti continueremo ad avere parlamentari che non hanno nessun legame con il territorio e che i cittadini nemmeno conoscono”.
Decaro sulla candidatura: “Io faccio il presidente della Regione Puglia”
Alla domanda su una sua eventuale candidatura alle primarie del centrosinistra, Decaro chiude: “Lo leggo sui giornali quasi ogni settimana. Io faccio il presidente della Regione Puglia e ho lasciato un incarico prestigioso in Europa perché me l’hanno chiesto i miei concittadini. Non ho mai voltato le spalle alla mia terra e alla mia gente, che mi ha dato tanto nella vita. Non riuscirò mai a restituire alla mia gente quello che la gente mi ha dato. Io farò il presidente della Regione. Ho tanti problemi da risolvere: ho citato prima l’ex Ilva, le liste d’attesa, la sanità. Farò il presidente della Regione”.


