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Politica
Elezioni, caos nel Pd. Salvini conquista il Centrodestra


Il Pd non festeggia dopo il voto delle Regionali e il 40% delle Europee è ormai soltanto un lontano ricordo. Al Nazareno si respira una forte delusione mista a una preoccupazione per le ricadute del voto sulla forza del governo. Le elezioni regionali consegnano al sistema politico italiano una nuova morfologia. Salvini maggior azionista del centrodestra, i Cinque Stelle che contendono - da vicino - il primato al Pd. E i democratici costretti a rivedere la propria strategia.
 
"Non è un voto sul governo". Il mantra che ha attraversato gli ultimi giorni della campagna elettorale si fa strada anche nella notte dei risultati. E al Nazareno, la sede romana del Pd, i commenti sono tutti ispirati dall'ottimismo. "Finirà 5 a 2", dice il vice segretario Guerini. "Faremo festa per il ritorno della Campania al centrosinistra", aggiunge il presidente del partito Matteo Orfini. Si ostenta sicurezza, tranquillità. Renzi sfida addirittura Orfini in una sessione notturna di videogame. Ma il dato nazionale del partito, al 23%, lascia tracce. La stessa Alessandra Moretti parla di "errori" commessi, della necessità di avviare una riflessione nel partito. Le voci di un avvicendamento ai vertici del si fanno strada, insistenti. Forse Luca Lotti nel ruolo di vicesegretario. Forse Maria Elena Boschi.
 
Il "caso Liguria". Proprio Guerini, vicesegretario dei democratici, fa il punto: "Rispetto al passato, oggi, nelle regioni che sono andate al voto da quando è in campo la segreteria Renzi, avremmo 10 governatori di centrosinistra e solo due di centrodestra. Aspettiamo ovviamente di vedere quali saranno i dati definitivi". Ai democratici arriva la critica a caldo di Sergio Cofferati: "Il Pd ha fatto tutto da solo". Di certo c'è che le discussioni sull'effetto Pastorino non si fermeranno a questa notte. Come ricostruisce Francesco Bei in un retroscena pubblicato su Repubblica in edicola oggi, l'interpretazione del voto ligure data da Palazzo Chigi è che i voti in uscita dal Pd vadano diritti ai Cinque Stelle. Non alla minoranza. Da qui la critica alla "Cosa Rossa" di Civati e Cofferati il cui unico effetto è far vincere il centrodestra.
 
"Abbiamo vinto perchè il Pd ha governato male", sono state le prime parole del neogovernatore forzista Giovanni Toti. Amaro il commento di Raffaela Paita, Pd: "Abbiamo perso per colpa della sinistra". La replica di Luca Pastorino arriva a stretto giro: "La Paita non si smentisce mai: il Pd a livello nazionale è al 22%. Si facciano degli esami di coscienza".
 
L'astensione. "Per noi il lavoro inizia domani, per tanti partiti finisce stasera", taglia corto Matteo Salvini. Il leader della Lega inizia commentando anche il dato relativo all'astensione, un calo generalizzato del 10% rispetto alle regionali del 2010: "Chiunque vinca, con un dato di affluenza al voto così, con metà della gente che è rimasta a casa, deve pensare che anche lui deve migliorare qualcosa". Qualcosa di "preoccupante", il commento di Nicola Fratoianni, coordinatore di Sinistra e Libertà, sulla percentuale di astenuti. E Renato Brunetta riporta anche il commento di Silvio Berlusconi: "E' molto preoccupato per i numeri sull'affluenza".
 
Gli effetti sul governo e gli impresentabili. Proprio il capogruppo di Forza Italia apre il tema dell'influenza del voto sulla vita del governo: "Lo sconfitto di questa tornata elettorale è Renzi. Ci saranno conseguenze sul governo". Replica Guerini: "Brunetta festeggia Forza Italia a cifra unica...". Vendola: "A questo giro ha perso Renzi". Di segno opposto la lettera del voto fatta dello stato maggiore dei democratici: "Non si tratta di un esame per il governo" dice Debora Serracchiani. E nel Pd sottolineano, nal caso di Puglia e Campania, la 'non-rilevanza' della querelle sugli impresentabili sull'esito del voto. "L'accusa di 'impresentabili' è stata rivolta all'ultimo momento, in maniera furbesca ma non corretta. Gli elettori campani lo hanno capito". Lo ha detto Ettore Rosato, vicecapogruppo vicario Pd alla Camera.
 
La Campania ritrovata e la paura per l'Umbria. "Non possiamo non festeggiare il dato della Campania che è passata al Pd. Ora abbiamo tutte le regioni del sud sotto la guida del centrosinistra. Un dato di radicale innovazione". Così Matteo Orfini, presidente del Pd in conferenza stampa a largo del Nazareno. Poi sull'Umbria: "Che potesse essere una partita così difficile non ce lo aspettavamo. Sapevamo di venire da una tornata elettorale non positiva che ci aveva fatto perdere il comune di Perugia". Poi la situazione si chiarifica con il passare delle ore. E Catiusca Marini ricorda che "lo scarto con il centrodestra, pur limitato, era previsto: in Umbria si sono presentati uniti. Ma la nostra proposta è stata percepita dai cittadini come la migliore".
 
Laboratorio Puglia: l'asse Pd-Cinque Stelle. Nella regione governata fino a pochi mesi fa da Nichi Vendola le preoccupazioni del centrosinistra erano poche. E Michele Emiliano, neo governatore della regione, apre al MoVimento Cinque Stelle: "A loro l'assessorato all'ambiente". E aggiunge: "Siamo certi che la politica italiana, lo dico dalle ultime elezioni politiche, possa prendere un indirizzo diverso se il Pd e il M5S si rendessero conto fino in fondo del potenziale di cambiamento che in essi è contenuto".
 
M5S, primi in tre regioni. "E' un risultato clamoroso, siamo primi in tre regioni. Questo risultato ci permette di sapere che quello fatto fino ad ora è premiato". Lo afferma Luigi di Maio, vice presidente della Camera.
 
Il risultato in Veneto è solo la punta dell'iceberg. Zaia supera il 50% e surclassa l'ex compagno di partito Flavio Tosi. La Lega di Salvini incassa uno dei suoi migliori risultati di sempre: la media è vicina al 13%. "C'è di che essere felici e orgogliosi. E ovviamente è una responsabilità in più, abbiamo preso tanti voti in zone fino a ieri non generose con la Lega". E nonostante la sconfitta, Alessandra Moretti, Pd, annuncia che il suo "impegno per i veneti non si fermerà".

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