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Politica


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Ci siamo. Quasi 23 milioni di italiani sono chiamati alle urne per le elezioni regionali e comunali. Ormai i giochi sono fatti e la campagna elettorale è alle spalle. Si tratta del primo vero test per il governo Renzi ma anche per le opposizioni. Quali saranno i risultati del voto? I sondaggi, si sa, sono vietati (e non sempre ci azzeccano) ma è possibile vedere gli ultimissimi sentiment che arrivano dai partiti e dai candidati.

LA SITUAZION REGIONE PER REGIONE

- Veneto. Luca Zaia sia sempre più tranquillo e sicuro di essere confermato presidente della Regione. Nella Lega c'è chi scommette su un vantaggio addirittura di venti punti sulla democratica Alessandra Moretti. Non solo, la somma di Lega e Lista Zaia potrebbe superare nettamente il 30% - dicono nel Carroccio - piazzandosi davanti al Pd. E Forza Italia? Tra i leghisti si sprecano le battute e...le scommesse: si fermerà al 6 o al 7%? E c'è perfino chi punta sul 5...

- Liguria. Luca Pastorino, ex deputato Pd, civatiano doc e candidato della sinistra radicale fa davvero paura. Fa paura al Pd e a Raffaella Paita. Se Pastorino supera il 15% - dicono alcuni deputati dem - Giovanni Toti rischia davvero di diventare Governatore. E a destra? Anche qui Forza Italia è sconsolata... "Possiamo vincere, ma con la Lega che triplica i nostri voti", afferma un big azzurro. Pare che i calcoli di Berlusconi assegnino al Carroccio almeno il 20% con Forza Italia sotto il 10. Insomma, sempre peggio...

- Toscana. Enrico Rossi, Governatore uscente del Pd, si sente già rieletto. La legge regionale prevede il doppio turno solo nel caso in cui nessun candidato superi il 40%. Il democratico Rossi è sicuro di fare almeno il 45%, anche se il timore è quello di un forte calo del Pd rispetto al 56,5% ottenuto in Toscana alle Europee. Giacomo Giannarelli, 36 anni, candidato dei grillini, è sicuro di arrivare almeno al 20% e la sfida è apertissima con il leghista Claudio Borghi Acquilini, sostenuto anche da Fratelli d'Italia, che invece è certo di essere lui il secondo. L'azzurro Stefano Mugnai, nonostante l'ottimismo di Berlusconi, spera di fare almeno il 10% ma teme alla fine di restare sotto.

- Umbria. Qui potrebbero esserci dei colpi di scena. Claudio Ricci, candidato del Centrodestra stranamente unito, e amatissimo sindaco di Assisi, annusa il colpaccio. Sembra proprio che zitto zitto voglia diventare la sorpresa di queste elezioni. Riuscirà a battere la democratica Catiuscia Marini, Governatrice uscente? Difficile, ma anche nel Pd c'è qualche preoccupazione (pare)...

- Marche. Luca Ceriscioli del Pd è certo di diventare presidente, anche se teme di non avere la maggioranza in Consiglio regionale per colpa della legge elettorale. Gian Mario Spacca, Governatore uscente sostenuto da Forza Italia, Area Popolare e liste civiche, teme di non farcela e spera di non essere superato dal grillino Gianni Maggi o dal candidato di Fratelli d'Italia e Lega Francesco Acquaroli, che invece è molto ottimista e punta sul colpaccio.

- Campania. Caos totale. Stefano Caldoro è convinto di andare avanti e di poter essere riconfermato presidente, anche se altrettanto ottimismo si respira nel quartier generale del democratico Vincenzo De Luca. C'è chi scommette che lo scrutinio sarà da brivido e il risultato finale sarà deciso dalle ultime sezioni. Staremo a vedere.

- Puglia. Michele Emiliano viagia come un treno e si sente già Governatore dopo Nichi Vendola. Francesco Schittulli, invece, è certo di arrivare secondo, grazie soprattutto all'appoggio determinante di Raffaele Fitto (fortissimo in Puglia). Il timore di Adriana Poli Bortone, candidata di Berlusconi, è quello invece di restare al palo e di fermarsi non oltre il 15%. Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle sente di poter ottenere un buon risultato e punta a scavalcare almeno la Poli Bortone.

LA SITUAZIONE PARTITO PER PARTITO

- Pd. C'è una certa preoccupazione. L'impressione è che la polemica sugli impresentabili, l'emergenza immigrazione, il caos pensioni e la riforma della scuola possano penalizzare il partito di maggioranza relativa in Parlamento. Il premier - stando a quanto si dice nel Palazzo - si attende una flessione dell'ordine del 10 per cento rispetto al dato del 25 maggio dell'anno scorso, quello delle Europee. E' vero che in questa tornata elettorale ci sono molte liste civiche, ma una flessione è quasi certa. E Renzi spera che non sia del 15% (in alcuni casi qualcuno si spinge a ipotizzare un calo addirittura del 20%).

- Forza Italia. Silvio Berlusconi, nonostante le ultime uscite in tv, non sembra essere stato in grado di risollevare le sorti degli azzurri, come accadde nel 2013 alle Politiche. Il sentiment tra i colonnelli dell'ex Cavaliere è molto negativo e le attese sono per una flessione fin sotto il 10% in quasi tutte le Regioni. Tanto che in molti ipotizzano la stessa rottamazione di Fi dopo la chiusura delle urne per dar vita a un nuovo soggetto politico magari guidato da Mara Carfagna.

- Lega-NoiConSalvini. C'è grande ottimismo. Matteo Salvini si è speso personalmente in campagna elettorale, con tanto di contestazioni da Nord a Sud, e conta di passare all'incasso. In Via Bellerio ci si aspetta quantomeno di raddoppiare i voti rispetto alle Europee, ma c'è chi pensa addirittura di poter triplicare o quadruplicare i consensi, superando oveunque Fi. In ogni caso, il leader del Carroccio punta a diventare la "locomotiva" del Centrodestra per poi trattare con i possibili alleati del cartello anti-Renzi dando lui le carte.

- Movimento 5 Stelle. Luci e ombre. Beppe Grillo si è fatto vedere pochissimo in questa campagna elettorale e i pentastellati si attendono risultati a macchia di leopardo. C'è chi parla di un successo in Campania e in Liguria, ad esempio, ma anche chi teme una flessione rispetto a dodici mesi fa, specie nel Centro Italia.

- Sinistra radicale. Gli "amici di Tsipras" si presentano in modo disomogeneo e sperano di ottenere un incremento di voti intercettando una parte di delusi del Pd, soprattutto in Liguria con il civatiano Luca Pastorino.

- Fratelli d'Italia. Moderato ottimismo con Giorgia Meloni che conta su un aumento del consenso rispetto alle Europee.

- Area Popolare. Grande preoccupazione tra i centristi di governo. Alfano, Casini e gli ex montiani temono che dopo questa tornata elettorale Renzi possa ulteriormente marginalizzarli all'interno dell'esecutivo.

La parola ai cittadini. Vedremo lunedì chi ha vinto e chi ha perso.
 

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