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Politica

Sono 318 gli emendamenti complessivi al testo base della riforma elettorale depositati in commissione Affari costituzionali della Camera. Il termine è scaduto alle 13. Un solo emendamento è unitario, di tutto il Pd. Gli altri, in tutto poco più di una trentina, sono trasversali, rappresentativi di tutte le aree del Pd e riguardano modifiche alle soglie di sbarramento, al premio di maggioranza, ma anche le preferenze o le primarie per legge. Quello unitario, spiega il capogruppo in commissione Affari costituzionali, Emanuele Fiano, prevede una delega al governo per ridisegnare, entro 90 giorni, i nuovi collegi elettorali. "Su questo - ricorda Fiano - abbiamo registrato un'apertura da parte di Forza Italia".

Quanto al resto degli emendamenti, "non ci sono temi che riguardano un'area del partito piuttosto di un'altra, ma sono trasversali". Nel merito, alcuni prevedono l'abbassamento della soglia per i singoli partiti all'interno di una coalizione dal 5 al 4%; altri sono relativi alla soglia dell'8% da portare al 6%. Poi altre richieste di modifica prevedono l'innalzamento dal 35 al 38% della soglia per accedere al premio di maggioranza (c'e' anche chi chiede di portarla al 40%). Infine, altri emendamenti hanno l'obiettivo, spiega ancora Fiano, di "ottenere una maggiore vicinanza tra elettori ed eletti, attraverso le preferenze, le primarie obbligatorie per legge o i collegi uninominali".

Pochi emendamenti 'renziani' e relativi a punti non portanti dell'impianto di base dell'Italicum. E' quanto emerge sfogliando la trentina di emendamenti depositati dal Pd in commissione Affari costituzionali della Camera. Al momento, ma le firme si possono ancora aggiungere, l'unico renziano che compare tra i firmatari degli emendamenti e' Matteo Richetti, per proposte su parita' di genere, primarie obbligatorie per legge e diritto di voto per gli italiani che si trovino momentaneamente all'estero, come gli studenti Erasmus, durante le elezioni politiche. Sempre al momento, nessun renziano ha sottoscritto gli emendamenti che invece mirano a modificare alcuni punti chiave dell'Italicum, ovvero le preferenze al posto delle liste bloccate; le modifiche delle soglie, sia quella del 35% per ottenere il premio di maggioranza sia quella di sbarramento del 5% per i partiti in coalizione da abbassare al 4%. E' confermato, invece, l'emendamento unitario del Pd sulla delega al governo per la definizione dei collegi.

Sono in tutto 11 gli emendamenti Ncd depositati in commissione Affari costituzionali della Camera al testo di riforma elettorale. Un emendamento chiede l'eliminazione dal testo base dell'Italicum delle norme relative al Senato; Ncd, poi, ha presentato un unico emendamento relativo alla modifica del sistema di soglie di sbarramento, chiedendo l'intervento solo sulla soglia del 12%, da portare all'8. Alcuni emendamenti sono relativi alle preferenze, tra cui anche una norma che introdurrebbe un sistema misto collegi-preferenze; Ncd, ancora, chiede di eliminare il divieto delle pluricandidature - sul quale, invece, Forza Italia ha insistito con il Pd affinche' rispetti i patti, essendo contraria alla reintroduzione della possibilita' di multi candidature - e infine tra le modifiche avanzate da Ncd c'e' anche una norma per il calcolo dello scorporo, in modo da conteggiare anche i voti di quei partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento, ferma restando l'asticella fissata al 5%. Ncd e' a favore della delega al governo per la ridefinizione dei collegi.

Sono circa una ventina, secondo quanto viene riferito, gli emendamenti di Forza Italia al testo base della riforma elettorale.

Scelta civica ha concentrato i suoi emendamenti al testo dell'Italicum su sei punti chiave, che affrontano il tema delle soglie di sbarramento, le preferenze e l'ineleggibilita' di chi e' titolare di concessioni pubbliche. Lo ha spiegato in una conferenza stampa il capogruppo alla Camera, Lorenzo Dellai, ricordando che "abbiamo deciso di prendere come base di discussione il testo Italicum, non lo abbiamo firmato ma abbiamo deciso di votare a favore della sua adozione come testo base per senso di responsabilita', per l'avvio di un proficuo confronto. La nostra e' una posizione chiara su alcuni contenuti sui quali riteniamo di non dovere recedere ma c'e' l'assoluta disponibilita' al dialogo", ha assicurato Dellai.

Una sessantina di emendamenti è stata presentata dal Movimento 5 Stelle: trenta per modificare la parte dell’Italicum che disciplina il sistema di voto per la Camera, trenta sul sistema di voto per il Senato. I 5 Stelle chiedono di reintrodurre le preferenze e puntano a modificare soglie di sbarramento e premio di maggioranza: gli aspetti del testo base che presentano, a loro parere, “grossi dubbi di costituzionalità”. L’obiettivo è “portare la proposta di legge elettorale” nata dall’accordo tra Pd, FI e Ncd, “verso un proporzionale puro“, secondo quanto emerso dalla prima consultazione on-line tra gli iscritti al Movimento. Alcune delle proposte di modifica sono mutuate dalla proposta di legge sul modello svizzero-spagnolo depositata dal gruppo alla Camera, a prima firma Toninelli.
 

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