La leader radicale Emma Bonino, ex ministro degli Esteri, parla a tutto campo con Affaritaliani.it all’indomani dell’approvazione della legge sulle unioni civili da parte della Camera.
Che cosa pensa della legge sulle unioni civili licenziata dalla Camera? E’ un passo in avanti? Ha ragione Matteo Renzi che ha parlato di ‘giorno di festa’?
“Di sicuro è un passo in avanti, che sia proprio un giorno di festa dipende. Ma un passo in avanti certo è. Io ero ragazza quando la prima proposta è stata presentata nel 1988 da Alma Capiello e da Margherita Boniver, quindi… Strada lunga e tortuosa. Un passo in avanti lo è, certamente poteva essere meglio ma penso che in realtà bisogna prendere questo risultato e lavorarci sopra per rilanciare tutto quello che manca sui diritti civili, che vanno dall’eutanasia alla cittadinanza fino alla legge sull’asilo. Se vogliamo occuparci di diritti civili abbiamo molto da fare in Italia”.
Il prossimo passaggio sarà arrivare all’adozione dei bambini da parte delle coppie dello stesso sesso e alla cosiddetta stepchild adoption?
“Su questo con l’Associazione Luca Coscioni abbiamo presentato una rigorosa proposta di legalizzazione. Mi pare che l’impegno è stato quello di riscrivere l’intera legge sulle adozioni che in effetti è piuttosto datata e se terranno questo impegno, magari, con l’occasione, si potrà abbinare anche la legge che abbiamo depositato noi dell’Associazione Luca Coscioni e cominciare a discuterne. Il proibizionismo non funziona”.
Osservando le parole di monsignor Nunzio Galantino e non solo, ritiene che la Chiesa cattolica sia state troppo ingerente e abbiamo avuto troppa influenza?
“Francamente l’ho trovata lontana mille miglia dall’ingerenza veemente dell’epoca Ruini 2005 sulla fecondazione assistita. Siamo veramente in un altro mondo e in un altro pianeta. La Cei ha mandato il suo messaggio ma con discrezione se paragonato a tempi recenti”.
Quindi l’Italia sta diventando davvero un Paese laico…
“L’Italia in termini di opinione pubblica lo è, è in termini di classe politica che è più complicato”.
Alle prossime elezioni politiche potreste presentarvi insieme al Pd di Matteo Renzi?
“Siamo al di là di qualunque pensiero attuale, stiamo parlando del 2018 o di quand’è e non abbiamo mai avuto schieramenti di tipo ideologico, abbiamo sempre valutato di volta in volta la situazione per portare avanti i temi che ci sono cari. Non è mai stata una questione di schieramento a prescindere”.
Come voterà al referendum istituzionale di ottobre?
“Ci penserò. Io sostengo la tesi del voto per parti separate come richiesto. E spero che questa possibilità venga presa davvero in considerazione”.

