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Politica

La legalita' innanzitutto. Il leader del Pd Guglielmo Epifani e' chiaro e in un'intervista al 'Corriere della Sera' spiega: "Non vedo altra possibilita' che prendere atto della sentenza e degli effetti che produce, non ci sono strade ed e' anche sbagliato cercarle". E ancora: "Le sentenze vanno rispettate ed eseguite. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, per quanto possa essere dura. In qualsiasi ordinamento democratico il principio di legalita' non puo' mai essere discusso".

Per Epifani "il principio di legalita' in uno stato democratico viene prima di qualsiasi valutazione politica". E insiste: "E' il fondamento. Se annulliamo legittimita' e legalita' non c'e' piu' nessun caposaldo, per questo bisogna avere una linea rispettosa ma anche molto ferma. Io non vedo altre strade". Commentando le parole di ieri del capo dello Stato, interpretate da qualcuno come un'apertura, il leader del Pd tagli corto: "A me e' parso assai chiaro, ha detto 'non forzate le mie parole'. Non lo si tiri per il bavero, lo si lasci fuori. Lo dico anche a Grillo, le cui parole ritengo inaccettabili e intollerabili". Non c'e' dunque alcuna via che porti a un salvacondotto? "Adesso stiamo parlando del tema in se', le conseguenze di carattere sanzionatorio della sentenza - argomenta Epifani - e su questo terreno non c'e' via di uscita. E' chiaro che siamo di fronte a un fatto enorme, pero' guardiamo anche cosa succede negli altri Paesi. E poi la stragrande maggioranza della opinione pubblica e degli elettori del Pd chiedono che Letta vada avanti, ritengono che vengano prima gli interessi del Paese che quelli di una parte o di un singolo".

Il governo "ha le mani legate dal peso del debito, dalle scelte dell'Europa che non si smuovono da una linea di austerita' e dalla eredita' del governo di centrodestra, che ha assunto il fiscal compact e l'obiettivo del 3 per cento nel rapporto deficit pil". Ad affermarlo e' il segretario del Pd Guglielmo Epifani che, intervistato dal 'Corriere della Sera', spiega: "Se si ragiona entro questo limite le cose che il governo sta facendo, con poche risorse, sono tutte buone. Piccole cose, intendiamoci. Ma dopo anni di tagli, il provvedimento su cultura e spettacolo e' un'inversione di tendenza. Ora dobbiamo chiedere uno sforzo ancor piu' grande per dare impulso all'occupazione e agli investimenti". Due le priorita' dell'esecutivo indicate da Epifani: "il conflitto di interessi e la legge elettorale". E assicura: "Da settembre avanti tutta".

La reazione di Fabrizio Cicchitto alla fermezza di Epifani non si fa attendere: "Epifani afferma nella sua intervista che il logoramento del governo è un rischio che il paese non può permettersi e poi contraddittoriamente con questo assunto dà un contributo proprio a questo logoramento". E continua: "Sembra ignorare che l'altro partito che sostiene il governo è il Pdl il cui leader notoriamente è Berlusconi il quale, da anni è sottoposto ad un attacco giudiziario di inusitata violenza. Epifani sapeva benissimo tutte queste cose anche prima di fare l'intesa, per cui adesso il suo, nel migliore dei casi, è un esercizio di ipocrisia e di rimozione. "Questa sortita ci sembra che apra molti problemi e interrogativi senza risolverne nessuno".

Per Luca D'Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera, il leader dem "cerca la crisi di governo senza intestarsela". Duro anche il parlamentare Maurizio Bianconi: "Guglielmo Epifani, già segretario generale della Cgil e oggi segretario pro tempore del Pd, ci inonda di sciocchezze. Fra i miei colleghi di partito c'è chi si indigna o chi si arrabbia. Io no. Mi viene sempre in mente la frase di Bettino Craxi: i sindacalisti quando fanno i sindacalisti sono dei grandissimi rompicoglioni, quando entrano in politica restano dei grandissimi coglioni".

Il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, se la prende soprattutto con Roberto Benigni, solito introdurre le sue letture dantesche con monologhi umoristici sull'attualità. A Brunetta, in particolare non è andato giù un passaggio in cui il comico toscano ha affermato che per portare gente alla manifestazione pro-Berlusconi in via del Plebiscito, domenica scorsa, "hanno pagato tutto e tutti". "Non c'entra nulla con l'umorismo, ed è pura menzogna" accusa Brunetta, "una infamia che colpisce non solo gli organizzatori ma diffama volgarmente tanta gente comune e perbene, che è capace di provare affetto per Berlusconi e rabbia per l'ingiustizia, ed è la stessa che prezzola Benigni con il canone quando ci rifila a tariffe milionarie i suoi flop danteschi". Quanto a Epifani, per Brunetta il segretario Pd "ha esplicitamente messo in conto la fine delle larghe intese".
 

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