A- A+
Politica

Di Gianni Pardo

Guglielmo Epifani è il segretario del Pd, ma è un prodotto deperibile. Non va consumato dopo l’autunno. La data di scadenza coincide infatti col congresso del Partito. Si potrebbe pensare che in fondo un segretario eletto per cinque o sei mesi abbia poca importanza: male che vada non avrà il tempo di fare danni. E invece non è così. L’esperienza ci ha insegnato che chi ha un compito “temporaneo” a volte sa usarlo come trampolino per ben altra carriera. Una carica vale quanto colui che la occupa. Non solo ci sono stati “papi di transizione” che poi hanno fatto la storia, ma Enrico Mattei, avuto il mandato di liquidare un’impresa di Stato, la trasformò in una delle più importanti del mondo. Dunque bisogna essere molto prudenti, e ciò non deve suonare come una critica al Segretario. Se egli riuscisse realmente a capeggiare il partito e portarlo alla vittoria, divenendo magari uno di quei coordinatori carismatici che sembrano inamovibili, sarebbe un uomo superiore che avrà tutto il diritto di fare ciò che farà.

Il punto è che se ne può dubitare. La nomina sembra nata sotto i peggiori auspici. Siamo nell’era televisiva e il pover’uomo, con la sua aria di serio intellettuale, non è telegenico. Sembra un pubblico ministero dispeptico e bilioso cui un accesso di riso (mai visto fino ad ora) per mancanza di allenamento potrebbe provocare un aneurisma. Non è colpa sua ma, accanto ad un Silvio Berlusconi con sorriso incorporato, sembra un menagramo. Né si può dire che lo favorisca la carriera. Si è segnalato come capo della Cgil, cioè di un’ipersinistra pressoché irragionevole, quella che sembra costantemente affetta da tentazioni di sfascismo. E se questa fosse la sua posizione ancora oggi, il Segretario potrebbe essere sentito soltanto come il capo di una fazione del Pd, quella della sinistra oltranzista.

Il partito è profondamente diviso, al suo interno, e sarebbe stato necessario un nome che suonasse come elemento unificatore. Sempre che di un simile nome si disponga e sempre che l’unificazione sia possibile. Infatti il Pd è in parte di sinistra e in parte di centro; in parte di sinistra comunista e in parte di sinistra socialdemocratica; in parte è religioso ed anzi cattolico, in parte è laico e laicista. Dunque il problema non è tanto il nome del Segretario “traghettatore”, quanto l’interrogativo riguardante la politica che si intende fare. Sarebbe bello sapere se si vuole veramente sostenere il governo Letta, alleato con Berlusconi, o se si aspetta la prima occasione per buttarlo giù. E in caso di nuove elezioni, se la sua bandiera sarebbe quella del moderatismo socialdemocratico o quella dell’estremismo utopico e populista per fare concorrenza al M5S. E per decidere tutto ciò forse sarebbe stato necessario non aspettare l’autunno.

Ecco perché le dimissioni di Pier Luigi Bersani e l’elezione di Epifani non hanno senso. Non è che il primo sia stato un imbecille che ha ridicolizzato il Partito. Aveva un mandato preciso e inderogabile: o quell’alleanza col M5S, a qualunque costo, anche perdendo settimane, oppure…

Già: oppure che cosa? Andare a nuove elezioni non si poteva, perché il Presidente della Repubblica, nel semestre bianco, non poteva sciogliere le Camere. Allearsi con Berlusconi era vietato. Presentarsi in Parlamento e chiedere la fiducia senza avere i numeri non era ragionevole e comunque Napolitano non lo permetteva. Si pretendeva che Bersani facesse dei miracoli? Alla fine non gli è rimasto che dimettersi, ma la colpa è stata sua o di tutto il partito? E quel partito che allora ha dato un mandato impossibile, al Segretario, ora che mandato intende dare, ad Epifani?

A sinistra sembrano non capire che si sceglie un uomo per attuare un programma, non perché è calvo o ha i capelli. Ciò che non ha saputo fare Bersani neanche Epifani avrebbe saputo farlo. E ciò che potrebbe fare Epifani anche Bersani saprebbe farlo. È il partito che deve sapere quello che vuole. È il partito che deve assumersene la responsabilità. Le dimissioni di Bersani sanno molto di invio del capro nel deserto. Anzi, di sacrificio umano per implorare dagli dei un segno su ciò che bisogna fare. Un segno che non si è certo visto, nell’elezione di Epifani.

 giannipardo@libero.it

Tags:
epifaninebbiasegretariopd
in evidenza
Aria fredda polare sull'Italia Fine maggio da... brividi

Meteo previsioni

Aria fredda polare sull'Italia
Fine maggio da... brividi

i più visti
in vetrina
Banca Ersel, inaugurato il progetto di ristrutturazione della nuova sede

Banca Ersel, inaugurato il progetto di ristrutturazione della nuova sede


casa, immobiliare
motori
BMW, nuova iX xDrive50 rivoluziona il piacere di viaggiare

BMW, nuova iX xDrive50 rivoluziona il piacere di viaggiare


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.