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Politica
Casaleggio Grillo

Dopo l'espulsione di Adele Gambaro ratificata dalla Rete, nel Movimento 5 stelle continua il "disagio", cosi' lo definisce qualcuno dei dissidenti, per quello che viene descritto come un "clima pesante e da caccia alle streghe". Ma allo stesso tempo, secondo quanto apprende l'Agi, i cosiddetti 'integralisti' stanno pensando a una strategia diversa per placare gli animi ma soprattutto - cosi' viene spiegato - per dimostrare che molti di coloro che criticano il Movimento in realta' sono solo interessati ai soldi.

E in quest'ottica, secondo quanto si apprende, sarebbe stata ritirata la richiesta di espulsione per Paola Pinna. Perche', viene spiegato, la deputata sarda "sarebbe solo interessata a non restituire i soldi della diaria" e "noi la vogliamo mettere spalle al muro con i fatti". Accuse che arrivano non soltanto dagli ortodossi ma anche da qualcuno tra i dissidenti.

Tra l'altro, stava per scoppiare un nuovo incidente: quello di Tommaso Curro' per le parole sulle "logiche fasciste" pronunciate in un'intervista a un quotidiano. Ma in questo caso, l'incidente e' stato subito 'disinnescato' perche', spiegano alcuni degli integralisti, "sappiamo che Tommaso anche se ogni tanto ha dei mal di pancia e' uno che lavora".

La strategia del Movimento 5 Stelle, quindi, cambia. E si vede anche dall'ostruzionismo messo in atto in aula alla Camera, prima volta per i deputati grillini che cosi' cercano di 'fare notizia' per qualcosa di diverso dalle espulsioni. Gli integralisti hanno capito che andare di espulsione in espulsione, con assemblee fiume che diventano ogni volta degli psico-drammi, e' un boomerang mediatico dannoso per il Movimento e hanno deciso di far parlare i fatti. Tra pochi giorni infatti (al massimo entro la fine della prossima settimana) - viene spiegato da uno dei deputati piu' fedeli - ci sara' la chiusura della rendicontazione e quello sara' il momento della verita': perche', spiega un autorevole esponente 5 stelle, li' si vedra' chi restituisce i soldi della diaria e chi no. E chi non li restituisce, viene sottolineato, sara' automaticamente fuori dal gruppo perche' in quel caso ci sarebbe una violazione palese dello Statuto.

La deputata sarda Pinna sta defilata, non ha contatti con gli integralisti del gruppo e, cosi' viene raccontato, una collega del gruppo oggi in aula le si e' rivolta con tono sarcastico dicendole: "Hai sbagliato a sederti qui, il gruppo Misto e' piu' su..". Pinna, che ha ricevuto anche una telefonata da Beppe Grillo, sembra non curarsi di questo clima di ostilita' intorno a lei e comunque, secondo quanto si apprende, reputa ogni proposta di espellerla "irregolare". Diversa la situazione di Curro' (anche lui ha ricevuto una telefonata da Grillo). L'intervista su un quotidiano conteneva parole pesanti: "Le espulsioni collettive seguono una logica da partito fascista" aveva detto il deputato siciliano, un 'dissidente' della prima ora. Parole che non potevano passare inosservate dal momento che fino a ieri, in ambienti grillini si diceva che "dopo ogni intervista di critica, ci sarebbe stata un'espulsione". Ma Curro', visibilmente provato, oggi ha avuto un chiarimento con alcuni deputati, come ad esempio Manlio Di Stefano e Laura Castelli.

Deputati che hanno confermato il chiarimento e di non voler in alcun modo l'espulsione di Curro', nonostante le parole pronunciate fossero molto dure, perche' - e' la tesi di entrambi - "Curro' e' uno che lavora e lo apprezziamo". In realta', in un giro di mail c'era gia' stato chi - secondo quanto si apprende - aveva proposto la sua espulsione. Ma, anche dopo la telefonata con Grillo, la cosa e' stata archiviata.

In ogni caso, gli integralisti hanno capito che al Movimento non giova parlare sempre di espulsioni. "Tanto si faranno fuori da soli" dice sicuro uno di loro. Ma si registra una certa stanchezza anche sul fronte dei dissidenti. C'e' chi ad esempio e' stufo di queste continue assemblee e che gia' si diceva pronto a non andare in quella che avrebbe trattato il caso Pinna. Perche', spiega il deputato, "lei sulla Gambaro aveva detto che tra liberta' e schiavitu' avrebbe scelto la liberta' e invece ha lasciato quell'assemblea dopo un'ora e non ha nemmeno partecipato al voto contro l'espulsione di Gambaro". Insomma, dissenso anche tra chi dissente. Ma c'e' anche chi rivendica il diritto di esprimersi.

Da settimane, fa notare uno di loro, "non facciamo dichiarazioni ma e' una situazione che non puo' continuare. Il disagio c'e' e invece ci viene detto che non possiamo parlare liberamente per non alimentare le polemiche. Ma cosi' - prosegue la stessa fonte - ci si sente privati della liberta' di "azione politica" anche nell'esprimere il proprio pensiero". E chi ora tace, in realta' medita su come comportarsi, se lasciare o farsi cacciare. Un'altra dissidente lamenta: "Se ci impediscono di parlare e parlano sempre gli stessi allora c'e' il 'Pensiero unico', proprio come negli altri partiti... e allora alla fine scoppiero' anch'io, faro' un'intervista e saro' cacciata". Un altro deputato accusa: "Non c'e' spessore, si ripuliscono la faccia gettando fango sugli altri".

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