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Politica
Farage (Ukip) ad Affaritaliani.it: sto trattando un'intesa con Grillo

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Nigel Paul Farage
, il controverso leader dell'Ukip, il partito indipendentista britannico, contattato telefonicamente da Affaritaliani.it, afferma: "In questo momento stiamo discutendo e negoziando con Beppe Grillo un possibile accordo al Parlamento europeo tra noi e il Movimento 5 Stelle ma nessuna conclusione è stata raggiunta. E' tutto ciò che posso dire su questo argomento".

GRILLO: FARAGE NON E' RAZZISTA, E' SPIRITOSO - Beppe Grillo detta al britannico Telegraph le sue riflessioni su Nigel Farage, leader dell'Ukip incontrato ieri a Bruxelles per sondare una possibile alleanza tra euroscettici all'Europarlamento di Strasburgo. Mossa, quel faccia a faccia, che ha fatto lievitare ulteriormente la tensione all'interno del Movimento 5 Stelle, già vicina al livello di guardia dopo la diffusione di un documento riservato dell'ufficio comunicazione del movimento contenente una dura analisi degli errori commessi nell'ultima campagna elettorale.

Il "comico" Grillo apprezza in Farage il "senso dello humor e dell'ironia", riporta il Telegraph. Ma, soprattutto, non è razzista. E con l'Ukip, afferma ancora il leader M5s, esistono punti in comune sul tema dell'immigrazione. "Farage non è come viene descritto - le parole di Grillo -, così come io non sono il fascista e il nazista descritto dai giornali italiani. Vuole controllare i flussi migratori in Europa così come lo vogliamo noi". E, a riprova di quanto sia ingiusta la patente di "razzista" affibiata al leader di Ukip, Grillo ricorda che Farage ha scelto di non stringere alleanze con la Lega Nord.

Grillo comunque precisa che ancora non esiste alcun accordo tra M5s e Ukip. "Ho incontrato Farage per conoscerlo. Era necessario un incontro faccia a faccia" spiega, aggiungendo che Farage gli è piaciuto. Ma ora la parola passa ai sostenitori di M5S, che attraverso la rete rifletteranno sull'esistenza di ogni possibile denominatore con la formazione inglese e decideranno se e quali posizioni in comune il movimento ha con l'Ukip. "Non cambieremo il nostro programma, non cambieremo le nostre idee, ma se parliamo di concetti come quello della democrazia diretta allora abbiamo qualcosa in comune".

Nell'intervista Grillo ricorda anche che il movimento è tenuto a cercarsi dei partner nel parlamento europeo: "Con 17 parlamentari, se formi un gruppo autonomo, sei tagliato fuori". Dopo l'incontro tra Farage e Grillo mercoledì a Bruxelles, l'Ukip ha rilasciato una dichiarazione per precisare che, in un potenziale nuovo gruppo, i partiti potrebbero fare campagna e votare come meglio credono pur restando nel quadro di un accordo di massima.

CAOS NEL M5S PER L'IPOTESI DI ALLEANZA CON LO UKIP - Dopo le critiche di esponenti di primo piano come Giulia Sarti, arrivano i tweet di altri deputati pentastellati contro l'alleanza con i populisti inglesi. Il deputato Aris Prodani, da tempo su posizioni critiche nei confronti dei vertici del M5S, in un tweet definisce l'alleanza con Farage "#dabrivido", mentre la deputata piemontese Eleonora Bechis definisce Farage "uno speculatore finanziario" con "modi e idee da estrema destra". Critiche che si aggiungono a quelle di altri militanti che contestano la linea di Grillo e Casaleggio, come il deputato Tommaso Currò e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e che provocano la reazione di Roberta Lombardi, già capogruppo alla Camera del M5S, che non esclude altre espulsioni se il dissenso non dovesse rientrare. La scelta di alleanza con il partito "eurofobico e anti immigrati dell'Ukip dovrà passare al vaglio della rete e non è escluso che i militanti possano respingere la scelta di Grillo", ha scritto su Facebook Alessandro Di Battista attacca "la stragande maggioranza della stampa asservita come nell'Argentina di Videla".

CASALEGGIO: IN EUROPA PER CONTARE - In Europa non come controfigure ma per contare e cambiare le regole del gioco. Dopo avere spiegato l'importanza del ruolo che l'Europa avra' sempre piu', soprattutto sul fronte delle misure economiche, cosi' Gianroberto Casaleggio avrebbe spronato gli europarlamentari M5S nel corso della riunione che si e' svolta a Milano. L'obiettivo, sempre a quanto si apprende, e' arrivare a Bruxelles con una posizione di forza a livello di bilanciamento istituzionale, senza escludere presidenze e vicepresidenze di commissione. Per questo fervono i contatti. Per dimostrare con i fatti, sintetizzano fonti M5S, che l'esordio al Parlamento europeo non vedra' i 5 Stelle, come disse Silvio Berlusconi in campagna elettorale, relegati 'ai cessi'.

Entro il 24 giugno i gruppi che siederanno nell'Europarlamento dovranno essere formati e, dunque, al massimo a meta' mese bisognera' avere le idee chiare sul posizionamento. Una scelta strategica, quella che si sta soppesando. Con un punto fermo: dopo gli approcci di questi giorni con le altre formazioni politiche approdate in Europa sara' la Rete a decidere, come prevede il codice deontologico. Ma tant'e', il tempo stringe, bisogna darsi da fare e si guarda alle formazioni 'compatibili' che possono costituire i gruppi piu' significativi per potere incidere sulle decisioni. Da un lato i contatti con Farage, che fonti del movimento ed anche lo stesso Grillo continuano a difendere smentendone una radice xenofoba. Con l'Ukip, e' il ragionamento, l'immigrazione non costituisce un problema, e ci sarebbe sintonia, addirittura entusiamo da parte degli inglesi, sull'importanza della democrazia diretta. Si potrebbe puntare, ragionano in M5S, a referendum popolari confermativi e abrogativi per coinvolgere i cittadini europei e fra gli obiettivi, secondo quando si apprende, c'e' anche quello di scoperchiare il 'vaso di pandora' dell'informazione europea. Perche' ad oggi, almeno secondo i 5 Stelle, nessuno saprebbe quello che accade nell'Europarlamento della burocrazia. E con i Verdi? Non si escludono contatti ma sul tappeto c'e' la posizione dei tedeschi che sarebbero contrari ad una alleanza con i parlamentari di Grillo. Il che creerebbe tensioni all'interno del gruppo. Cio' desta qualche preoccupazione in M5s per la futura convivenza. Parola alla Rete, allora, per la scelta finale, viene ripetuto ancora perche' sia chiaro che saranno gli attivisti a dare l'eventuale ok finale. Ma da qui al 15 giugno i giorni sono davvero pochi.

MESSORA: SULLE ALLEANZE DECIDE LA RETE - "E' stata una riunione esplorativa per valutare le alleanze, c'e' piu' di un'opzione sul tavolo. A decidere sara' la rete. L'obiettivo e' di costituire in Europa un gruppo capace di cambiare le regole, un gruppo che conti, non solo di rappresentanza. Hanno detto che ci avrebbero relegato nei cessi, ma nei cessi ci finiscono loro": lo ha detto Claudio Messora, capo della comunicazione al Senato del M5S, al termine dell'incontro con i neo euro parlamentari grillini che si e' tenuto negli studi della Casaleggio & Associati a Milano. "Grillo e' intervenuto via Skype, sta guardando ad altro, si sta concentrando per la prossima battaglia che si combattera' in Europa contro il predominio delle banche e per il fiscal compact" ha detto ancora Messora.

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