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Politica
Fede ad Affari: "Grande commozione. Sereno per il mio appello"

di Fabio Massa

Emilio Fede, ex direttore del Tg4, condannato in primo grado proprio per il caso Ruby, racconta ad Affaritaliani.it il proprio stato d'animo: "Io a quelle serate c'ero. Oggi è un giorno di grande commozione, ho mandato sms a Silvio, a Confalonieri, a Piersilvio e Marina. La corte non poteva che assolvere. Io mio processo? Non ci voglio pensare..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Emilio Fede, come commenta questa assoluzione?
Sono davvero commosso. Berlusconi è un grande, grandissimo amico. Penso al suo stato d'animo nelle ore della vigilia. Immagino che stia gioendo. Mi vengono in mente le parole che ha pronunciato davanti ai gruppi parlamentari: io vi prego di aver ancora fiducia in me. Ecco, quelle parole mi hanno colpito molto.

Secondo lei con quelle parole voleva dire che se l'aspettava, di essere assolto?
No, secondo me no. Nel massimo del suo ottimismo poteva pensare a uno sconto di pena. Eppure io ho raccontato tutta la verità al processo di primo grado. Io c'ero. Io non sono stato ascoltato.

Questa assoluzione può solo avere conseguenze positive per il suo processo, no?
Adesso mi godo questa assoluzione. Non penso minimamente a quello che potrà accadere a me. Lui è stato uno statista, per vent'anni è stato protagonista della politica. E' stato mortificato all'estero e in Italia. Ora si goda la sua assoluzione. Per quanto riguarda il mio processo d'appello, mi auguro che vada bene. Ovviamente.

Secondo lei la giustizia è a orologeria?
Non questa corte. Che ci sia stata e sia ancora in atto una vera e propria persecuzione penso che sia vero. Hanno creato su questo episodio un clamore mediatico enorme, con particolari scabrosi.

Il Fatto Quotidiano un paio di giorni fa ha anticipato che la sentenza di primo grado non era giusta.
Che cosa può essere accaduto? Secondo me hanno semplicemente ascoltato bene Dinacci e Coppi, i difensori di Berlusconi. Le parole dei legali non erano minimamente turbate da sottintesi. Probabilmente al Fatto Quotidiano hanno trovato il coraggio di essere obiettivi. Questo manca a gran parte del mondo dell'informazione.

Quando sarà il suo appello?
A metà ottobre. Ci vado serenamente. Io so, come lo sapeva Berlusconi, di non aver commesso quel reato. Io so di non aver invitato nessuno a prostituirsi. Nel mio caso è stato fatto un grande danno alla famiglia, nel suo caso un grave danno al Paese.

Che cosa ha fatto quando ha saputo della sentenza?
Ho mandato sms a Berlusconi, a Confalonieri, a Piersilvio, a Marina.

@FabioAMassa

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