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Politica

Di Tommaso Cinquemani
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paolo sisto

"Mai come oggi Pd e Pdl stanno dando prova di buon senso. Sono fiducioso nel lavoro della Convenzione". Francesco Paolo Sisto, onorevole Pdl e presidente della commissione Affari costituzionali, spiega ad Affaritaliani.it il percorso di riforma costituzionale: "Un comitato di esperti preparerà una bozza che passerà poi al vaglio del governo e successivamente della Convenzione. Centrale sarà il lavoro del Parlamento". Sisto non è preoccupato per le frizioni tra Pd e Pdl, perché "la ricerca di una soluzione ragionevole non risentirà delle differenze ideologiche. I problemi, se ci saranno, arriveranno da una discussione che non sarà facile". Sul tappeto ci sono "la riduzione del numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo perfetto", ma "ogni proposta verrà vagliata". I tempi? "Non sono un must, l'importante è fare bene".

Presidente, come si articolerà il percorso di riforme?
"Come ha spiegato oggi il premier Letta ci sarà un comitato di esperti che collaborerà con il governo per la formulazione delle proposte di riforma. Tali proposte verranno vagliate dall'esecutivo e successivamente dalla Convenzione che sarà composta dalla commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato. Il punto centrale è che la discussione su questa bozza verrà fatta a livello parlamentare. Anche il presidente Letta ha dato prova di non voler bypassare il controllo dell'Aula sui percorsi di riforma".

Questa convenzione sarà presieduta da lei e dalla senatrice Finocchiaro?
"Sì, ma per galanteria è meglio dire dalla senatrice Finocchiaro e da me".

Il fatto che lei e la Finocchiaro apparteniate a due partiti contrapposti non rischia di pregiudicare il buon lavoro della Convenzione e paralizzare le riforme?
"E' l'ultimo dei nostri problemi. La ricerca di una soluzione ragionevole non risentirà delle differenze ideologiche. Noi vogliamo fare l'interesse del Paese in un momento difficile. La divergenza di opinioni è sinonimo di democrazia. E' un bene quando ci si incontra per ragionare partendo da diverse posizioni, ma con la consapevolezza che alla fine serve una sintesi. I problemi, se ci saranno, arriveranno da una discussione che sarà necessariamente approfondita e non facile. Si tratta di temi fondamentali su cui non ci possono essere ratifiche, ma su cui si dovrà discutere nel merito".

Ritiene che la modifica della legge elettorale debba essere messa in fondo al percorso di riforme, come richiesto da Schifani e Brunetta?
"Certamente sì. Perché tale legge è modulata sul resto delle riforme. La legge elettorale non può prescindere dalle modifiche costituzionali".

 

Anna Finocchiaro

Quali sono le priorità della Convenzione?
"Sono quelle segnalate dal Pdl in campagna elettorale e dai saggi nei loro punti. La riduzione del numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo perfetto in primis. Questo vuol dire anche la riforma dell'articolo 117 della Costituzione. Da queste riforme dipende fortissimamente anche la legge elettorale. E' un evoluzione del sistema".

Si sente fiducioso nel successo della Convenzione?
"Assolutamente sì. Lavoreremo bene e terremo sempre il Parlamento al centro".

Uno dei cavalli di battaglia di Berlusconi è il semipresidenzialismo. E' una ipotesi che vaglierete?
"Non c'è ipotesi che non debba essere vagliata. Dire questo sì e questo no prima che ci sia l'individuazione del comitato degli esperti mi sembra prematuro. Stiamo ancora parlando del metodo, poi arriveremo al merito".

Quali sono i tempi? Si è parlato di 100 giorni per la prima bozza, è così?
"Centro giorni sono un tempo indicativo, nessuno si spaventi se ci metteremo un po' di meno o un po' di più. Non voglio dire che faremo presto, ma faremo di sicuro bene".

Dopo Brescia pensa che le fibrillazioni all'interno del governo possono pregiudicare il buono svolgimento di un lavoro che Pd e Pdl devono fare assieme sulle riforme?
"Mai come oggi Pd e Pdl stanno dando prova di buon senso. Anche se c'è qualche apparente forzatura nelle rispettive compagini, la ricerca del risultato prevarrà sulla quotidianità delle scintille politiche che è naturale ci siano in un governo fatto in questo modo. Con maturità ciascuno deve dare il massimo perché lo scopo dell'esecutivo sia raggiunto".

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