
“In un momento cosi’ importante per la storia del Partito Democratico come e’ il dibattito sul futuro del nostro Paese, sentiamo il dovere di lanciare un appello ai candidati alla guida del nostro partito”, e cioe’, si legge nel documento che “centinaia di amministratori locali legati all’area Democratico-popolare e liberal”, hanno inviato ai tre candidati alla segreteria del Pd, Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati, chiarire che “non possiamo tornare indietro: chi immagina di rifugiarsi sotto le coperte del Socialismo europeo compie una scelta che merita rispetto, ma che non e’ nel Dna di un Pd che non puo’ essere trasformato nell’organizzazione nazionale del PSE”. Insomma, “perche’ tornare alla tv in bianco e nero mentre la politica moderna, innovativa va con l’hd?”.
“Per guardare avanti, per dare forza al nostro orizzonte – si legge nel documento – dobbiamo, tutti, avere chiarissimo il nostro certificato di nascita, da cui ha mosso i primi passi l’unica forza popolare e riformista italiana. Un certificato di nascita scritto insieme, scritto da chi ha creduto con tutto se stesso che si potesse coronare un grande progetto, un grande sogno: far confluire le grandi tradizioni democratiche-popolari, socialiste, ambientaliste della nostra cultura, forte in fondo di quel processo unitario che fu alla base della lotta al Fascismo e della Liberazione. Un processo politico – prosegue il documento – ma anche ideale, sociale, ed il problema del 2008 non fu mettere insieme i resti di storie passate, ma elaborare una visione nuova, moderna. Costruire, con fatica, superando mille problemi, diffidenze, a volte rancori storici, il progetto di un’Italia nuova. Appunto. Un’Italia nuova”. “Non possiamo e non vogliamo tradire quello che ogni democrat ha impresso nel documento d’identita’. Non vogliamo – prosegue l’appello – un Pd che, attratto dalle sirene di famiglie politiche europee si trasformi, proprio ora, in un grande granchio rosso”.
“Nello stesso modo – si legge ancora – il Pd non puo’ sostenere il governo Letta, avendo pero’ in testa comunque il progetto di unirsi domani con chi proprio oggi e’ all’opposizione di un esecutivo di emergenza nazionale. Costringere oggi i nostri iscritti, i nostri amministratori, i nostri sostenitori, i giovani che per la prima volta hanno varcato la porta di un Circolo Pd ad ascoltare musiche di un juke box nostalgico e che gracchia un po’, sarebbe un errore incredibile”. “Per queste ragioni l’area del riformismo democratico chiede che ci sia un confine preciso sul lato radicale e movimentista dello schieramento politico nazionale. Diamo forza, con coraggio, alle nostre convinzioni profonde, andiamo avanti sulla strada della collaborazione tra forze responsabili, esaltiamo tutti insieme il nostro contributo di valori seguendo l’unico cammino che il Paese si attende dal Pd: indicare una rotta di modernita’, dentro ai problemi reali degli italiani per uscire tutti insieme dalla crisi. Non ci sono – concludono gli amministratori del Pd – molte strade di fronte a noi. L’unica alternativa e’ smentire, per superficialit a’ o peggio per arroganza, la ragione stessa della nostra costituzione in partito”.
Il documento e’ firmato fra gli altri da Vito Santarsiero (sindaco di Potenza), Francesca Raciti (presidente Consiglio comune di Catania), Mirko Coratti (presidente Consiglio comunale di Roma), Livio Petitto (presidente Consiglio comunale di Avellino), Emilia Barrile (presidente Consiglio comunale di Messina), Nino Interdonato (vice presidente Consiglio di Messina), Luisa Ciambella (vice sindaco di Viterbo), David Paolo (capogruppo Consiglio comunale di Messina), Alberto Monaci (presidente Consiglio Regione Toscana), Eros Brega (presidente Consiglio Regione Umbria), Vittoriano Solazzi (presidente Consiglio Regione Marche), Massimiliano Scarabeo (assessore Regione Molise), Luca Barberini (consigliere Regione Umbria), Andrea Smacchi (consigliere Regione Umbria), Francesco Rinaldi (Assemblea Regionale Siciliana), Gianfranco Zambelli (consigliere Regione Lazio), Ruggiero Mennea (consigliere Regione Puglia), Michele Monno (consigliere Regione Puglia), Donato Pica (consigliere Regione Campania), Maurizio Policastro (consigliere Comune di Roma), Daniela Tiburzi (Consigliere Comune di Roma), Vinicio Guasticchi (presidente Provincia di Perugia), Feliciano Polli (presidente Provincia di Terni), Riccardo Burresi (presidente Consiglio Provincia di Siena), Maurizio Rubbi (presidente Consiglio Provincia di Pistoia), Marco Bergonzi (capogruppo Provincia di Piacenza), Stefano Mocio (assessore Provincia di Terni), Vincenzo Cappello (sindaco di Piedimonte Matese), Domenico Vitto (sindaco di Polignano), Pino Varacalli (sindaco di Gerace), Daniele Benedetti (sindaco di Spoleto), Gino Emili (sindaco di Cascia), Sebastiano Ventre (sindaco di Alcamo), Massimo Battaglia (sindaco di Campofelice di Roccella) Salvatore Cala’ (sindaco di Mussomeli), Salvo Gambino (sindaco di Torretta), Lucia Nicoletti (vice sindaco di S.Stefano di Rogliano), Liviana Zanetti (vice sindaco di Bagni di Romagna), Sandro Mariani (assessore Comune di Campli), e Giuseppe Chiappini (consigliere di Montenero di Bisaccia).
