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Politica


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


A spiegare perfettamente quello che sta accadendo in Forza Italia è un parlamentare vicinissimo a Raffaele Fitto, che ad Affaritaliani.it afferma: "I generali sono chiusi nel bunker, ma nessuno se li fila. Mentre il capo gioca al dividi et impera. Siamo al Gattopardo". Facciamo un po' di ordine. Ufficio di presidenza di Forza Italia, Renato Brunetta presenta le dimissioni da capugruppo nelle mani di Silvio Berlusconi. Gli altri vertici del partito, da Romani a Toti, a parole si dicono pronti a seguire l'ex ministro della P.A. ma in realtà non lo fanno. Romani e Matteoli convincono l'ex Cavaliere a dire no, anche e soprattutto perché le dimissioni di Brunetta porterebbero a cascata l'inevitabile addio di tutti i big azzurri.

E quindi si va avanti così. Raffaele Fitto ribadisce in conferenza stampa che serve l'azzeramento di tutte le cariche, nazionali e locali. Richiesta non nuova ma ribadita con forza. Berlusconi, anche pubblicamente, dice che l'ex Governatore pugliese ha ragione su tutto, ma poi - affermano i suoi - fa esattamente l'opposto. Ma veniamo al rapporto con Renzi. Giovanni Toti esce dal summit azzurro e sentenzia: "Il Patto del Nazareno è finito". Immediata la replica della vice di Renzi, Deborah Serracchiani: "Meglio così". La verità è che la parole del consigliere politico di Forza Italia, condivise dal 'cerchio magico', quindi Gelmini, Bergamini e Rossi, non rispecchiano la linea di tutto il partito. Fittiani a parte, da sempre critici nei confronti del dialogo con il segretario Pd, i fedelissimi di Verdini, Letta e Ghedini continuano a tenere aperto il canale con il premier.

E non a caso qualcuno racconta che Verdini abbia rassicurato i renziani: in sostanza, se al Pd dovessero mancare i numeri a Palazzo Madama per approvare le riforme istituzionali (l'Italicum è già passato al Senato ed ecco perché Fitto contesta la linea dell'ex Cav) comunque ci sarebbe sempre il soccorso di 10-15 senatori verdiniani pronti a non far andare sotto il premier. Berlusconi va avanti così, "nella palude" dicono i fittiani, senza una linea precisa. Il problema vero è che da un lato il Pd snobba Berlusconi, come ha spiegato bene la Serracchiani, e dall'altro pure Salvini va per la sua strada, pronto a correre da solo alle Regionali. In mezzo l'ex premier, diviso tra la fronda anti-Renzi sempre più forte, ma divisa tra Fitto e l'area di Toti e del cerchio magico (due anime in rotta e che quasi non si parlano), e quella parte di azzurri, circa 40 parlamentari, che fa capo a Verdini e Letta e che fa da sponda alle richieste dei figli di Berlusconi e di Confalonieri di non rompere il Patto del Nazareno.

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