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Politica
Forza Italia: un danno uscire dall'euro. La video-intervista



Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


LEGGI L'INTERVISTA

Forza Italia ritiene che il nostro Paese debba uscire dall'euro come chiedono la Lega e Fratelli d'Italia?

"No, l'Italia non deve uscire dall'euro. Però l'Italia, grazie a Berlusconi nel 2004, fece firmare a tutti i partner la costituzione europea il 29 ottobre di quell'anno. Nella costituzione europea c'erano tutti gli elementi critici che dovrebbero essere la base della politica monetaria europea: unione bancaria, unione fiscale, stato federale, uniformità di governo e metro di giudizio. Purtroppo la Francia e l'Olanda con i loro sciagurati referendum fecero saltare quella costituzione e oggi ci troviamo una moneta senza una politica economica comune. Questo è il dramma, quindi una moneta senza una banca di ultima istanza, senza una banca che possa fare quello che fanno la Fed o la banca d'Inghilterra o quella del Giappone, che nei momenti di difficoltà e di recessione possono stampare moneta, cosa che noi non possiamo fare, e che forse a Draghi, forse, viene concesso dalla Germania. E quindi c'è una politica economica europea di stampo tedesco che ha tutto l'interesse a tenere l'euro alto, tanto le merci tedesche si vendono lo stesso e noi siamo quelli che portano acqua al mulino tedesco".

Ma niente ritorno alla lira...
"Oggi uscire dall'euro può darsi che crei più danni che vantaggi al nostro Paese, però se la politica europea continua ad essere quella che è stata fino ad oggi noi dobbiamo porre con grandissima forza il problema. Continuare così non si può".

Ma come farete a costruire un'alleanza con Lega e Fdi che dicono fuori dall'euro?
"Giustamente loro pongono un problema sull'euro che poniamo anche noi, uscire dall'euro poi può essere anche uno slogan di chiara marca elettorale. Però pongono un problema che noi condividiamo. Il no euro può anche essere inteso come no all'euro di questo tipo e a queste condizioni di politica economica. Vuol dire non poter continuare a stare in un'Europa che gestisce l'euro in questa maniera".

Forza Italia farà una campagna elettorale contro la Germania?
"Quando noi diciamo più Italia in Europa e meno Europa in Italia diciamo che siamo contrari al trasferimento della tradizionale politica tedesca all'attuale politica europea. La Bce, grazie a Draghi, ha fatto sicuramente dei grossi passi in avanti ma la politica tedesca ha permeato in larga parte la politica della banca europea. Ma al di là dell'atteggiamento della Germania, che trae da questa situazione tutti i vantaggi possibili e immaginabili, è la politica europea nel suo complesso che deve cambiare. Quando noi ci lamentiamo della burocrazia italia dovremmo lamentarci a maggior ragione della burocrazia europea".

La Merkel è la nemica dell'Italia?
"No, ma si può dire un'altra cosa. Ad esempio Fitch ha dato di nuovo un 'BBB', anche se con l'outlook stabile e non negativo, a un paese come il nostro che solo l'anno scorso ha dato 44 miliardi di euro, pari al deficit del 3% che è di 47 miliardi, ai paesi europei in difficoltà senza chiedere una lira. E quindi vuol dire che abbiamo i fondamentali assolutamente sani. E un gruppo di impiegati americani dà dei giudizi assolutamente inaccettabili a un grande paese europeo. E tutto questo è consentito perché il grande teatrino della politica economica europea e mondiale non è in grado di difendere un paese come il nostro".
 

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