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Forza Italia, 20 pronti a lasciare. Destinazione Meloni, non Alfano

Forza Italia, 20 pronti a lasciare. Destinazione Meloni, non Alfano
berlusconi piange ape
INSIGHT/ Terremoto nel Centrodestra. Se Forza Italia non fa almeno il 21% alle Europee se ne va una ventina di parlamentari (i nomi). Ma la destinazione non sarebbe Ncd, diviso e anch’esso a rischio flop il 25 maggio, bensì Fratelli d’Italia-An della Meloni. Ecco perché i partiti di Berlusconi e Alfano sono in declino

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Il punto chiave per capire quello che sta accadendo e soprattutto quello che accadrà nel Centrodestra sono i risultati delle prossime elezioni europee. Uno dei massimi dirigenti di Forza Italia, consapevole che gli ultimi sondaggi non vanno oltre il 18%, afferma ad Affaritaliani.it che l’obiettivo di Silvio Berlusconi è il 23-24%, perché “quando scende in campo lui guadagna sempre almeno il 5%. E sono quattordici mesi che non va in tv”. L’asticella di Forza Italia dunque si alza e non poco rispetto agli attuali valori segnalati dai sondaggi. Se l’ex Cavaliere fa il miracolo bene, ma se questo non accade che succede?

I mal di pancia nei gruppi parlamentari azzurri sono sempre più forti. Da un lato la delega a Giovanni Toti non convince, dall’altro le liti tra i colonnelli, in particolare tra i filo-Renzi di Verdini e i duri e puri della Santanché. Sta di fatto che se Forza Italia non fa almeno il 20-21% il 25 maggio – affermano fonti ben informate – una ventina di parlamentari potrebbero andarsene. In particolare una quindicina di deputati e cinque senatori. Tra i nomi dei ‘dissidenti’ ci sarebbero quelli di Bianconi, Laffranco, Calabria, Giammanco, Di Stefano, Giorgetti e Gallo. Ma dove andrebbero questi fuoriusciti da Forza Italia? La direzione naturale sarebbe l’Ncd di Alfano, visto il movimento di Bonaiuti. Il problema è che il ministro dell’Interno non se la passa affatto bene. Nel weekend c’è stato lo schiaffo della lettera dei sedici che ha chiesto maggiore democrazia interna.

Il senatore Giovanardi, uno dei firmatari, ha negato ad Affaritaliani.it qualsiasi pericolo di scissione derubricando la missiva come “nornale dialettica interna enfatizzata dal giornale di Berlusconi”. Fatto sta che all’interno di Ncd c’è molta fibrillazione, in particolare per come sono state stilate le liste per le Europee e per le Amministrative. Non solo. Nonostante l’alleanza con l’Udc di Casini i sondaggi non assegnano più del 6% e addirittura alcuni prevedono una percentuale inferiore a quella della Lega. Troppo poco per chi vuole ricostruire il Centrodestra.

Ed ecco che spunta l’ipotesi di una passaggio significativo anche se non di massa di parlamentari e dirigenti di Forza Italia verso Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, che, non a caso, negli ultimi sondaggio è in forte crescita addirittura oltre lo sbarramento del 4%. L’ingresso di Alemanno nel partito della Meloni potrebbe portare ad altri innesti di figure provenienti dalla vecchia An. C’è da dire poi che Berlusconi non può obtorto collo sposare la linea del no all’euro e del ritorno alla moneta nazionale, che ha fatto la fortuna della Le Pen in Francia. La Meloni, invece, insieme a Salvini, ha una posizione non ibrida ma netta e precisa. Un richiamo per chi da destra intende difendere l’Italia e la sovranità nazionale, a differenza di una linea poco chiara e incerta di Forza Italia.