Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
“Quest’anno crescita zero. O al massimo 0,2% taroccando i numeri”. Lo prevede Massimo Garavaglia, responsabile economico della Lega Nord e assessore al Bilancio ed Economia della Regione Lombardia, intervistato da Affaritaliani.it. “Lo sforamento del rapporto deficit-Pil non è probabile, è certo”, anche se “Renzi potrebbe ottenere l’ok dall’Unione europea allo sforamento”. Che però farebbe solo “inasprire il percorso verso il pareggio di bilancio”. La Legge di Stabilità? “Sarà molto complicata, almeno 20 miliardi di euro”.
Che cosa è successo sulle pensioni? Prima il governo sembrava volesse intervenire e poi invece ha fatto marcia indietro…
“Come sempre quando c’è un problema si tenta di trovare la soluzione possibilmente nell’ambito del proprio settore. Poletti ha sulla coscienza il dramma degli esodati. Ovvero di migliaia di persone che hanno sottoscritto un contratto con lo Stato, il quale poi lo ha stracciato. Probabilmente, in maniera ingenua, pensava di trovare la soluzione tagliando gli assegni pensionistici più alti. Ma per fare grandi numeri servono grandi numeri e quindi scendere con il prelievo a livelli politicamente insostenibili, fino a 2.000 euro netti. Viceversa, meglio non far niente”.
Dopo il meno 0,2% del Pil nel secondo trimestre dell’anno, come sarà il dato dell’intero 2014?
“E’ evidente che si arriva a crescita zero, taroccando i numeri potrebbe risultare uno 0,2% stiracchiato, che però non risolve nulla. Tutto ciò a fronte dello 0,8% previsto dal governo…diciamo che si apre una voragine nei conti pubblici”.
L’Italia sforerà il tetto del 3% nel rapport deficit-Pil?
“Lo sforamento del rapporto deficit-Pil non è probabile, è certo. Da due mesi Renzi è presidente di turno dell’Ue, e a dire il vero non se ne è accorto nessuno, può darsi che possa far valere la sua posizione e da qui alla fine del semestre, siamo a metà circa del percorso, ottenga quello che la Francia si prende con le buone o con le cattive, fregandosene”.
Ovvero?
“Lo sforamento del 3%. Il che significa inasprire il percorso verso il pareggio di bilancio”.
Come se ne esce?
“Il problema vero dell’Italia è il Fiscal Compact e il piano di rientro del debito. Ma tutti dimenticano una cosa elementare, il debito aumenta quando si ha deficit. Il risultato è che siamo in un vicolo cieco. E il deficit sarà di circa 40 miliardi di euro a fine anno”.
Come sarà la Legge di Stabilità?
“Inevitabilmente sarà molto complicata. Può darsi che verrà consentito al governo di non correggere il deficit in corsa (cosa che a Letta l’anno scorso è costata 1,6 miliardi per uno 0,1%) ma comunque il piano di rientro verso il pareggio con questi dati è drammatico”.
L’entità della Legge di Stabilità?
“E’ un mistero, almeno 20 miliardi di euro”.
In Italia c’è il pericolo che arrivi la troica?
“Già non c’è?”.
Beh, come in Grecia…
“Di fatto siamo già eterodiretti dal 2011 e si tratterebbe solo della formalizzare di uno status quo. Renzi si è posto come rivoluzionario e invece è evidente che ormai è più conservatore di Letta”.
Che cosa potrebbe contenere la Legge di Stabilità?
“Al solito il governo punterà sulla leva del contrasto all’evasione fiscale, la cui unica risposta vera è la flat tax proposta da Salvini, anche perché il recupero di 13 miliardi di euro di evasione l’anno scorso ha prodotto un crollo del Pil dell’1%. Meglio quindi lasciar perdere. L’altra invenzione sarà quella del contrasto alla corruzione, legittima, ma che non ha nessuna correlazione empirica con l’andamento dei conti pubblici. Checché ne dicano i benpensanti”.

