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La Lega attacca l’Ue: “Paghiamo Putin ma non possiamo comprare gas”

Si riaccende il dibattito energetico in Italia ed Europa. La Lega torna a spingere per un cambio di rotta nelle politiche europee, chiedendo di riaprire all’acquisto di gas e petrolio dalla Russia.

A intervenire in Aula è stato Riccardo Molinari, capogruppo del partito, durante la discussione sull’informativa della premier Giorgia Meloni. Il punto è chiaro: secondo la Lega, continuare a escludere le forniture energetiche russe sarebbe una scelta incoerente e penalizzante.

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“Dobbiamo uscire dall’ipocrisia”, ha dichiarato Molinari, sottolineando come l’Europa continui comunque a importare dalla Russia materie prime strategiche, come nichel e altri elementi fondamentali per la transizione energetica.

Il nodo, secondo il deputato, è proprio questo: da un lato l’Unione Europea limita l’acquisto di gas e petrolio, dall’altro mantiene rapporti commerciali su altri fronti. Una contraddizione che, secondo la Lega, finisce per pesare direttamente su famiglie e imprese.

Nel suo intervento, Molinari ha anche posto una domanda politica più ampia: l’Europa sta realmente difendendo l’Ucraina o rischia di indebolire la propria industria, aumentando la dipendenza da altri Paesi?

Il tema resta centrale nel dibattito economico e geopolitico: tra sanzioni, transizione energetica e costi in crescita, il confronto sulle strategie europee è tutt’altro che chiuso.