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Gentile, il piacere dell’onestà

Gentile, il piacere dell’onestà
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“Il piacere dell’onesta” è uno dei capolavori di don Luigi Pirandello. Spero che Angelino Alfano, di Agrigento come il grande drammaturgo siciliano, si sia ispirato a quella commedia, per sciogliere il nodo della presenza al governo del senatore calabrese Tonino Gentile… IL COMMENTO DI PIETRO MANCINI

di Pietro Mancini

“Il piacere dell’onesta” è uno dei capolavori di don Luigi Pirandello. Spero che Angelino Alfano, di Agrigento come il grande drammaturgo siciliano, si sia ispirato a quella commedia, per sciogliere il nodo della presenza al governo del senatore calabrese Tonino Gentile, che ieri, tardivamente, si è dimesso da sottosegretario. Questa nomina, inopportuna, aveva esposto l’esecutivo a motivate critiche sul fronte della trasparenza, della libertà di stampa e del profondo rinnovamento dei metodi e del personale politico, assicurati al Parlamento e al Paese dal giovane premier, Matteo Renzi. Convincendo alle dimissioni Gentile, Alfano, titolare di un dicastero delicato, gli Interni, pressato da Renzi, ha inteso smentire, con i fatti, le voci su un presunto, molto opaco, “scambio” tra la poltrona, richiesta e ottenuta dal senatore, e i voti alle Europee, promessi al NCD dal clan del discusso notabile calabrese.

Di costui, sinora, a livello nazionale si parlò solo in occasione della sua proposta, bocciata, del conferimento del premio Nobel per la pace nel mondo all’allora premier e Capo del partito di Gentile, Cav.Silvio Berlusconi. Dopo l’ex ministra de Girolamo, don Tonino è il secondo ex Pdl costretto a lasciare poltrona e stipendione. Alfano non ha dimostrato quell’autorevolezza e quel decisionismo nel difendere gli esponenti NCD, che non mancavano al pur declinante Cavaliere.