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Politica

Di Tommaso Cinquemani
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roberto giachetti

"Lo stallo sulla legge elettorale è un segnale preoccupante. Il governo preferisce rinviare il problema piuttosto che affrontarlo", Roberto Giachetti, onorevole Pd vicinissimo a Matteo Renzi e promotore di una mozione per il ritorno al Mattarellum, con una intervista ad Affaritaliani.it non accetta giustificazioni dall'esecutivo: "Condivido quello che ha detto Matteo: un governo così particolare è nato perché deve risolvere delle questioni nel più breve tempo possibile, se invece vivacchia non ha senso di esistere". E su Napolitano: "E' stato ben più duro di me sull'incapacità della politica di riformare il Porcellum".

Onorevole Giachetti, il Parlamento ha respinto una mozione da lei presentata con la quale chiedeva il ritorno al Mattarellum per evitare di andare al voto con il Porcellum. Una parte del suo partito ha detto che lei è stato intempestivo perché la sua mozione era in contrasto con la linea del governo, sostenuto dal Pd, che invece aveva rimandato la 'questione Porcellum'. E' solo una quesitone di tempestività?
"Se io ho sbagliato, come dicono alcuni esponenti del mio partito, perché sono stato intempestivo, vorrei che qualcuno gentilmente mi dicesse quando sarà il momento opportuno per  varare la norma di salvaguardia (mettere al sicuro la legge dal possibile giudizio di incostituzionalità della Corte Costituzionale, ndr) e qual è la proposta alternativa alla mia".

Secondo lei c'è la volontà politica di andare oltre il Porcellum?
"Mi pare evidente che al netto delle buone intenzioni, avendo perso l'occasione di ieri e avendo rimandato tutto a dopo il varo delle riforme costituzionali, nel momento in cui dovesse saltare il governo andremmo a votare con il Porcellum".

Diciamo la verità, alcuni nel governo pensano che lasciare tutto come sta è la migliore assicurazione per Letta, perché scoraggia i partiti di maggioranza a tornare alle urne. E' così?
"Non credo. Il tema della norma di salvaguardia e della data del 31 luglio come termine non le ho inventate io, le ha espresse il Presidente del Consiglio dopo la riunione di Spineto. Io ho semplicemente presentato una mozione, in relazione alle cose che avevo ascoltato, che indicava nel ritorno al Mattarellum una soluzione provvisoria. Invece ora, bocciata la mia mozione, la data del 31 luglio è sparita, così come la norma di salvaguardia. Rimane solo che la legge elettorale definitiva si farà dopo le riforme costituzionali".

Ha senso fare assieme riforma costituzionale ed elettorale?
"Certo che è giusto. Intanto però, come ha detto il Presidente del Consiglio, non bisogna più rischiare di andare a votare con il Porcellum".
 

Ministri Enrico Letta

Anche Napolitano, in più di una occasione, ha espresso la sua preoccupazione per il rischio di andare a votare con questa legge…
"Voglio lasciare Napolitano fuori dalla discussione perché è l'unico che quando ho fatto lo sciopero della fame contro questa legge elettorale mi ha mandato una lettera nella quale è stato ben più duro rispetto alle considerazioni che io facevo in quei giorni. La sua surroga in termini di monito all'incapacità di decidere delle forze politiche è nota. Anche nel suo discorso in Parlamento ha detto chiaro e tondo che la riforma della legge elettorale va fatta".

Epifani però ha detto esplicitamente che "col Porcellum non andremo a votare".
"Certo, ma questo solo se il governo arriverà a fine legislatura e se si faranno le riforme costituzionali. Ma se la legislatura finisce prima, ipotesi non trascurabile, con che legge andiamo a votare? Vogliamo correre questo rischio? Per il Pdl è coerente il ragionamento: loro vogliono tenersi il Porcellum".

E il Pd?
"Non credo che si voglia andare a votare così, ma qualcuno dovrebbe dire qual è la nostra proposta".

Lei prima ha parlato di 'incapacità di decidere della politica', al di là della legge elettorale, questo governo di grande coalizione è nelle condizioni di decidere o sta vivacchiando, come ha detto Renzi?
"Il governo è insediato da un mese e mezzo, non possiamo pretendere che recuperi i ritardi degli ultimi 20 anni. E' del tutto evidente però che un segnale come quello sulla legge elettorale è preoccupante. Di fronte alla difficoltà si preferisce rinviare piuttosto che decidere. Condivido quello che ha detto Renzi: un governo così particolare è nato perché deve risolvere delle questioni nel più breve tempo possibile, se invece vivacchia non ha senso di esistere".

Ieri il M5S si è diviso sulle parole di Rodotà e nel votare la sua mozione si è espresso in maniera positiva. Crede possibile una convergenza tra il Pd, Sel e una parte dei grillini?
"Il M5S ha dimostrato di aver iniziato a capire come funziona la tattica in politica. Loro hanno prima sostenuto la mozione di Crimi, contraria alla mia proposta. Quando però hanno capito che c'erano delle divisioni nel Pd, astutamente hanno votato a favore. Peccato che la mia mozione è esattamente l'opposto della loro mozione che prevede il ritocco del Porcellum. Non c'erano convergenze reali, solo tattica".

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