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Politica

Di Tommaso Cinquemani

berlusconi galan
"Il Consiglio Nazionale sarà la replica dell'Ufficio di Presidenza del 2 ottobre. Gli alfaniani non parteciperanno e si faranno i loro gruppi parlamentari e poi il loro partito". Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto e uomo vicinissimo a Berlusconi, è sicuro: la scissione è inevitabile. Con una intervista ad Affaritaliani.it spiega: "La corrente alfaniana già si sta organizzando sul territorio. Una fazione opposta a Berlusconi e fiancheggiatrice della sinistra". Il punto cruciale sarà il voto sulla Legge di Stabilità: "Così com'è non va affatto bene. Mette nuove tasse nascondendole sotto nuovi nomi e rimette l'Imu. Noi certo non la voteremo. Vedremo se Alfano e i suoi lo faranno".

Onorevole Galan, che cosa pensa della decisione di fissare per il 16 novembre il Consiglio Nazionale?
"Assolutamente opportuna. Perché altrimenti sarebbe stato uno strazio, uno stillicidio continuo di accuse e dichiarazioni, da una parte e dall'altra. Dobbiamo risolvere la questione il prima possibile. Già il fatto di aver convocato il Consiglio il 16 ha provocato una prima reazione sconsiderata in Alfano".
 
Quale?
"Hanno convocato, non si sa a che titolo, una riunione degli amministratori locali in Veneto. Tra l'altro convocata non dal segretario regionale, quindi francamente è proprio una riunione di corrente, una corrente opposta a Silvio Berlusconi".

Roberto Formigoni ha detto che al Consiglio Nazionale si dovrà votare in maniera segreta. Lei è d'accordo o pensa invece che sia meglio il voto palese?
"Io non ho mai visto un Congresso in cui si voti in maniera segreta. Perché mai?"

Forse qualcuno ha paura delle ritorsioni...
"Se qualcuno ha paura di prendere una decisione è un problema suo. Che stia a casa".

Secondo lei che cosa succederà al Consiglio Nazionale?
"Succederà la replica di quello che è accaduto all'Ufficio di Presidenza. Gli alfaniani non parteciperanno e purtroppo si costruiranno i loro gruppi parlamentari e poi il loro partito".

Quindi Berlusconi andrà dritto verso la rifondazione dei Forza Italia e lascerà il Pdl ad Alfano?
"Non credo, perché dovremmo lasciargli un marchio così affermato. Che si faccia un suo partito".

Magari con altre sigle di centro? Scelta Civica e l'Udc sembrano interessati.
"Ma che si inventi quello che vuole. Il 16 dicembre si erano inventati Italia Popolare, mi sembra un bel nome. Le prove per dare il nome al nuovo partito fiancheggiatore del Centrosinistra ci sono già da tempo".

L'altro appuntamento cruciale sarà quello del 27 novembre, quando il Senato si esprimerà sulla decadenza del Cavaliere. Il governo Letta è a rischio?
"Quel voto è ormai deciso, ma dopo non so che cosa succederà. E' interessante però il fatto che il voto sulla decadenza sia stato fissato dopo la Legge di Stabilità. Lì vedremo quel che succede".

In che senso?
"L'attuale Legge di Stabilità non va affatto bene. Mette nuove tasse nascondendole sotto nuovi nomi e rimette l'Imu. Noi, così com'è, certo non la voteremo. Vedremo se Alfano e i suoi la voteranno".

Quanti saranno gli onorevoli pronti ad andare con Alfano?
"Sono ogni giorno che passa di meno. Il numero nessuno lo sa".

 twitter@Tommaso5mani

 

Tags:
alfanogalanberlusconiconsiglio nazionale
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