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Politica
Europee/ Giorgetti (Lega): "La Tasi si mangerà gli 80 euro di Renzi"


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Non rilascia praticamente mai interviste. Ora, alla vigilia delle elezioni europee, Giancarlo Giorgetti - capogruppo della Lega Nord alla Camera - parla a tutto campo con Affaritaliani.it. Dall'euro all'immigrazione, dal futuro del Centrodestra a Marina Berlusconi, dal governo Renzi alle tasse.

L'INTERVISTA

Mancano due giorni alle elezioni. Siete ottimisti?
"Siamo ottimisti perché è tornata la simpatia della gente nei confronti della Lega. Lo percepiscono i militanti che sono impegnati in campagna elettorale prima ancora che i candidati".

Perché l'Italia starebbe meglio fuori dall'euro?
"Semplicemente perché standoci dentro non potrà che andare di male in peggio. La scelta di entrare nell'euro è stata sbagliata sotto il profilo economico e soltanto la Lega a suo tempo l'aveva contrastata e, in qualche modo, aveva avvertito rispetto alle conseguenze. Una scelta suicida per la nostra economia. Uscire dall'euro è un'opzione che si sta facendo largo non soltanto in Italia ma in tantissimi altri paesi europei. E se il risultato di domenica sarà di un certo tipo come tante cose lasciano intendere, finalmente si potrà aprire un negoziato per gestire una fase nuova in Europa. Una fase che rispetti identità, specificità e peculiarità ed esalti le differenze e non soltanto delle pretese omogeneità".

Perché da Nord a Sud un elettore di Centrodestra dovrebbe votare Lega e non Forza Italia, Fratelli d'Italia o Alfano?
"Perché siamo unici che abbiamo le idee chiare e dicono chiaramente come la pensano".

Tutti si aspettano un boom di Beppe Grillo. Ci sono punti di contatto con il M5S?
"Non è una questione di punti di contatto e di dialogo aperto o chiuso. Partiamo da un'analisi che spesso è simile, dopodiché rispetto a loro abbiamo anche un progetto mentre il M5S sembra si fermi alla critica e alla necessità di ribaltare il sistema".

Sull'immigrazione vi accusano di essere razzisti. Cosa rispondete?
"La Lega non è né razzista, né xenofoba, né intollerante. E' semplicemente realista. Non stiamo facendo discorsi filosofici o religiosi, ma politici. E la politica si deve basare sul realismo. Questo Paese non è in grado di assistere i tanti poveri di casa nostra non vedo come possa ragionevolmente e realisticamente assistere i poveri di tutto il mondo. E' questo quello che negli ultimi tempi l'Italia si è abituata a fare".

Guardando al futuro, Berlusconi può essere ancora il leader del Centrodestra?
"Noi siamo gli unici che parlano chiaramente. Quell'elettorato che una volta votava Centrodestra oggi vede probabilmente nella Lega l'unico interlocutore chiaramente definito su certe posizioni, ad esempio l'immigrazione e la sicurezza. Il problema non è nostro se facciamo parte o meno del Centrodestra, ma è degli altri che devono guardarsi allo specchio e decidere cosa vogliono fare. Se vogliono diventare stampella della sinistra prego si accomodino, a noi non interessa".

Marina Berlusconi futuro leader del Centrodestra. Che cosa ne pensa?
"Ha lo stesso nome della Le Pen. Dopodiché la politica è una cosa complicata e complessa e giustamente anche la stessa Marina Berlusconi, che tanti tirano per la giacchetta, ci sta pensando su. Sicuramente è una brava imprenditrice e ha anche le possibilità e le capacità politiche. E' un'opzione, che comunque non riguarda noi, però ricordo che per fare politica bisogna sentirsela dentro".

Un voto al governo Renzi?
"Sull'orale sei perché è capace di comunicare bene, ma sullo scritto siamo a uno meno".

Motivo?
"Oltre a parlare bisogna anche fare i fatti. E per adesso, oltre a tante promesse, i risultati, testimoniati da tutti gli indicatori economici e non, parlano di un fallimento. Gli sbarchi sono aumentati dell'842%, il Pil è tornato in recessione, abbiamo fatto il record di disoccupazione e debito pubblico... non vedo perché il voto dovrebbe essere superiore all'uno".

Ma gli 80 euro in busta sono un fatto concreto...
"Sono un fatto per una limitata parte degli italiani che sarà ripagato da tutti gli italiani, compresi quelli che prendono gli 80 euro, quando dovranno pagare la Tasi ai comuni".

Manovra correttiva a settembre?
"Manovra a parte, già a settembre e a dicembre il conto per gli italiani sarà salatissimo, quando avremo a che fare con la nuova imposta sulla casa che è stata approvata e che deve essere soltanto applicata. Il governo ha deciso soltanto di rinviare questa tassa per allontanare il momento del dolore".
 

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