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Giorgia Meloni fa l’occhiolino a Confindustria: “Taglio del cuneo da 16 mld”

La leader di Fdi: “La misura è valida ed è anche una nostra idea. Ma temo che il governo la trasformerà in una norma ininfluente”

Giorgia Meloni fa l’occhiolino a Confindustria: “Taglio del cuneo da 16 mld”
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Giorgia Meloni fa l’occhiolino a Confindustria: “Taglio del cuneo da 16 mld”
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Giorgia Meloni fa l’occhiolino a Confindustria: “Taglio del cuneo da 16 mld”

Fdi, Meloni: “Il momento delle scelte, concentrare risorse sul lavoro”

Giorgia Meloni e Confindustria concordano su una misura per affrontare la crisi: il taglio del cuneo fiscale. La leader di Fdi sposa la proposta di Bonomi ma non è fiduciosa sulla riuscita del provvedimento. “L’idea di Confindustria – spiega Meloni al Sole 24 Ore – di un taglio del cuneo fiscale da 16 miliardi è anche la nostra, ma temo che il governo la accantonerà o la trasformerà in una misura ininfluente. Questo è il momento delle scelte ed è necessario concentrare le risorse sul lavoro. Dall’inizio della pandemia abbiamo speso 200 mld in deficit, non credo che non si potessero trovare 16 mld per questa misura. E’ una questione di scelte, la maggioranza ce l’hanno Pd e M5s quindi si continuano a gettare miliardi su una misura fallimentare come il reddito di cittadinanza, oltretutto fonte di abusi e non si tutela chi sta subendo gli effetti devastanti provocati dalla pandemia prima e dalla crisi ucraina ora”.

“Sulla scelta di sostenere l’Ucraina – prosegue Meloni al Sole – non ci possono essere tentennamenti. Su questo in un futuro governo di centrodestra la garanzia è Fdi. Ma con altrettanta forza va sostenuta la creazione immediata di un fondo di compensazione per fronteggiare gli effetti della crisi, che deve essere finanziato non solo dall’Europa ma anche dagli altri partner, Stati Uniti compresi. Se non interveniamo in tempi rapidi non solo la tensione sociale crescerà ulteriormente ma ci sarà un allentamento della solidarietà verso l’Ucraina. E questo è un effetto politico pericolosissimo, una vittoria per Putin e Xi Jinping che guardano ben oltre l’Ucraina”.