L’Ucraina in Ue, Giuseppe Conte dice “no”. Il leader del M5s: “Nessun corridoio privilegiato. Le primarie? Ora pensiamo ai programmi”
In un’intervista al Messaggero, Giuseppe Conte ribadisce la contrarietà del Movimento 5 Stelle all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. L’ex premier sottolinea come il Paese richieda un complesso processo di adeguamento normativo, evidenziando – sulla base di indici come quelli di Freedom House e Transparency International – criticità legate al livello di democrazia e alla corruzione. Secondo Conte, una corsia preferenziale per Kiev rischierebbe inoltre di destabilizzare i Balcani occidentali, che da anni attendono il proprio percorso di adesione, alimentando sentimenti antieuropeisti e nazionalisti e mettendo in difficoltà le leadership locali.
“L’Ucraina è un Paese che richiede un complesso adeguamento della legislazione, perché, come dice la Freedom House, ha un livello di democrazia molto basso, e come attesta Transparecy, un livello di corruzione molto alto. Creandogli un corridoio privilegiato per l’accesso andremmo a destabilizzare i Balcani occidentali che attendono da anni. Il rischio di acuire un sentimento antieuropeista e nazionalista in questi ultimi Paesi e mettere in difficoltà i loro gruppi dirigenti che hanno sempre lavorato per l’ingresso nell’Ue”, ha detto Conte.
Il leader M5s mette in discussione anche l’impianto attuale del processo di allargamento europeo, sostenendo che la definizione di “Paesi associati” sia insufficiente e che l’Unione dovrebbe invece riflettere su un possibile superamento del principio di unanimità per evitare ulteriori paralisi decisionali. Propone, in alternativa, l’introduzione di uno “status di partner privilegiato” per i Paesi coinvolti nel processo di avvicinamento all’Ue, almeno fino alla definizione di un assetto istituzionale più funzionale alle sfide globali.
“La netta impressione è che a Bruxelles, dopo aver scommesso sulla vittoria militare sulla Russia e averla persa, non si voglia ammettere il fallimento e non ci si rassegni una svolta negoziale. Lo dimostra il fatto che, nonostante Putin abbia dichiarato ufficialmente la disponibilità al negoziato, dal lato europeo ci sia ancora un balbettio imbarazzante. Addirittura non si è ancora trovato il negoziatore che dovrebbe sedersi a quel tavolo. E inizio anche a pensare a un’altra cosa. Non vorrei che anche l’idea di far entrare in Europa l’Ucraina nasconda la difficoltà di continuare a finanziare questa guerra. Io dico: smettiamola con queste ipocrisie e sposiamo con decisione la svolta negoziale, cercando di ottenere condizioni di massimo favore per gli ucraini. È inutile illuderli rispetto a un implausibile ingresso immediato in Ue per coprire la realtà, cioè che ormai anche presso le nostre opinioni pubbliche non c’è più disponibilità inviare armi e soldi senza nessuna strategia di soluzione del conflitto e un’emergenza economica alle costole”. Conte conferma quindi il voto contrario del M5s a ogni decreto sull’Ucraina. “E’ chiarissimo e coerente con quanto abbiamo già più volte votato, sia in Parlamento che a livello europeo”.
Conte interviene infine anche sul quadro politico interno e sulla coalizione di centrosinistra, respingendo l’idea di una rapida definizione programmatica sul modello delle tradizionali “sintesi tra segreterie”. Il Movimento, afferma, sta invece costruendo il proprio programma attraverso un percorso partecipativo con i cittadini, nell’ambito dell’iniziativa “Nova”. “L’importante è essere pronti al momento giusto. Serve un programma condiviso e solido, che possa cambiare veramente questa società senza garantire benefici ai soliti poteri forti. Ho parlato sin troppo di primarie. C’è un tempo per il programma e c’è un tempo per scegliere il candidato. Ci porremo la questione dell’online, quando arriverà il tempo delle primarie, questo è il tempo del programma“.
Sul tema delle riforme istituzionali, definisce “mal impostata” la proposta di revisione della legge elettorale avanzata dalla maggioranza, mentre sulle primarie ribadisce che ogni decisione sarà affrontata al momento opportuno. Infine, commentando l’eventuale discesa in campo di Alessandro Di Battista, afferma di non temere iniziative nel campo progressista, purché coerenti con quell’area politica.

