Dacia Sandriders chiude il Desafío Ruta 40 senza vittoria ma resta leader nel Mondiale Rally-Raid Piloti, Navigatori e Costruttori.
Dacia Sandriders lascia il Desafío Ruta 40 2026 senza vittoria, ma con l’obiettivo industriale e sportivo più importante ancora centrato: mantenere il comando nelle classifiche Piloti, Navigatori e Costruttori del Campionato Mondiale FIA di Rally-Raid. In Argentina, su un terreno nuovo, duro e roccioso, il team del gruppo Renault ha chiuso con Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin terzi assoluti, mentre Sébastien Loeb ed Édouard Boulanger hanno concluso quarti, conservando la leadership iridata con appena tre punti di margine.
La notizia conta per il settore automotive perché il rally-raid non è soltanto una disciplina estrema: è un banco prova tecnico e strategico per resistenza, gestione termica, assetto, pneumatici, elettronica e robustezza dei veicoli. Per Dacia, marchio storicamente associato a razionalità e accessibilità, il progetto Sandrider rappresenta un’operazione di posizionamento nuova: entrare nell’area più dura del motorsport per costruire immagine tecnologica, credibilità globale e competenze trasferibili alla filiera del prodotto.
Il risultato argentino interrompe la serie di tre successi consecutivi dei Dacia Sandriders, arrivati tra il Rally del Marocco, la Dakar e il Rally-Raid del Portogallo, ma non ridimensiona la solidità del programma. Il Desafío Ruta 40era una gara inedita per la squadra, disputata in quota e su fondi particolarmente aggressivi. Le forature e i danni agli pneumatici hanno inciso pesantemente sull’andamento della corsa, obbligando gli equipaggi a una gestione più prudente e meno lineare rispetto alle precedenti uscite.
La coppia Al-Attiyah-Lurquin era arrivata alla tappa decisiva con soli sette secondi di ritardo dai leader, dopo una prestazione di alto livello costruita con la vittoria nella seconda tappa e il secondo miglior tempo nella quarta. La possibilità di lottare per il successo assoluto si è però chiusa nella quinta frazione, quando un cambio gomma ha fatto perdere il ritmo necessario per restare agganciati alla vetta. Il terzo posto finale, a 2 minuti e 26 secondi dal vincitore, resta comunque un risultato pesante in chiave campionato.
Anche Loeb e Boulanger hanno vissuto una gara condizionata dalle gomme. Il loro rally è stato segnato da più pneumatici danneggiati, ma la coppia francese è riuscita a limitare i danni con due secondi tempi di tappa, mercoledì e venerdì, e con una prova finale di grande intensità. Nella quinta speciale, lunga 340 chilometri cronometrati attorno a San Juan, Loeb ha firmato il secondo miglior tempo nonostante un ulteriore cambio gomma, guadagnando punti decisivi per restare al comando della classifica iridata.
Il margine, però, si è assottigliato. Dopo tre round su cinque, Loeb guida tra i piloti con 114 punti, davanti ad Al-Attiyaha quota 111 e a Seth Quintero con 101. Lo stesso equilibrio si ritrova tra i navigatori, con Édouard Boulanger primo a 114 punti e Fabian Lurquin secondo a 111. Per il team, la classifica più significativa resta quella Costruttori: Dacia Sandriders è davanti con 315 punti, seguita da Toyota Gazoo Racing W2RC a 250 e Ford Racing a 161.
Più complicata la gara dei campioni del mondo in carica Lucas Moraes e Dennis Zenz, costretti a inseguire dopo un avvio difficile. La collisione con un altro concorrente e i danni alle sospensioni posteriori del Dacia Sandrider li avevano obbligati al ritiro nella terza tappa. Ripartiti giovedì, hanno chiuso il rally in 21ª posizione, ma nella quinta frazione hanno comunque ottenuto il sesto miglior tempo, contribuendo al lavoro di squadra e alla protezione del risultato complessivo.
Il successo finale in Argentina è andato a Toyota, con il primo trionfo di Seth Quintero, dato che conferma il livello crescente del campionato. La stessa Tiphanie Isnard, team principal dei Dacia Sandriders, ha riconosciuto il valore degli avversari, sottolineando però il bilancio positivo per una squadra alla prima esperienza su questo terreno. Tre vetture al traguardo, un podio assoluto e il mantenimento della leadership iridata rappresentano, in questa fase del programma, un risultato coerente con gli obiettivi.
Dal punto di vista industriale, il dato più interessante è la capacità del progetto Dacia Sandrider di competere subito ai vertici in un contesto tecnico estremo. Il rally-raid mette sotto stress componenti e strategie in condizioni che difficilmente trovano equivalenti nel motorsport tradizionale: fondi rocciosi, temperature elevate, polvere, lunghi tratti di navigazione e chilometraggi elevati. In questo scenario, l’affidabilità diventa parte integrante del valore di marca.
Ora la stagione entra nella pausa estiva prima della ripresa in Nord Africa, a fine settembre, con il Rally del Marocco. È una tappa che per Dacia Sandriders ha un peso particolare: il team l’ha vinta nel 2024 al debutto nel campionato e poi di nuovo nel 2025. Con due round ancora da disputare e distacchi ridotti nelle classifiche piloti e navigatori, il Marocco sarà uno snodo decisivo per capire se il progetto Dacia potrà trasformare la competitività iniziale in un titolo mondiale.

