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Politica
Giustizia, il governo incassa la fiducia

Soltanto una decina di giorni fa, nell'aula di Palazzo Madama era saltato dalla legge comunitaria 2013-bis l'emendamento proposto dalla Lega (e già approvato alla Camera a giugno, con il governo che era andato sotto) sulla responsabilità civile dei magistrati. Oggi al Senato, durante l'esame della legge di delegazione Ue, il Carroccio ha tentato di reintrodurre la proposta e il ministro per le Riforme con il parlamento, Maria Elena Boschi, ha deciso di porre la fiducia sulla questione, incassando il sì dell'aula: l'assemblea ha infatti bocciato con 159 no, 70 voti favorevoli e 51 astenuti, la proposta dei leghisti.

Prima del voto, il senatore leghista Stefano Candiani, autore della proposta, aveva protestato e fatto presente che era "dal 1986, governo Fanfani, preistoria della prima Repubblica, che non si ricorreva alla fiducia su un singolo emendamento. Occorre affrontare con serenità questo tema perché non si può sempre attendere, rinviando a un futuro provvedimento che definisca la responsabilità civile dei magistrati".

Va detto che la stretta sulla responsabilità civile delle toghe - in forma ben più morbida - è contemplata nella riforma della giustizia su cui il Guardasigilli, Andrea Orlando, è al lavoro. Secondo le linee portanti della riforma del Guardasigilli, non ci sarà alcuna responsabilità diretta del magistrato, ma un riordino per "rendere effettivo lo strumento" e seguire le linee indicate dall'Europa. Il meccanismo di responsabilità civile resterà indiretto, cioè senza la possibilità per il cittadino di rivalersi sul singolo magistrato: l'azione sarà condotta nei confronti dello Stato, che potrà poi decidere se procedere nei confronti del magistrato.

Viceversa, l'emendamento approvato a giugno che poi è stato soppresso prevedeva che "chi ha subìto un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni, ovvero per diniego di giustizia, può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale".

Sulla riforma della giustizia, tuttavia, il governo ha un fronte aperto con il Consiglio superiore della magistratura. E proprio oggi il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, a margine del plenum, ha risposto così a chi gli ha chiesto dello scontro con il premier Matteo Renzi: "Io - ha detto - sono contro le semplificazioni. Ogni cosa è garantista o giustizialista, filomagistrati o antimagistrati: proviamo a dare una lettura delle cose un po' meno manichea".  E sulle polemiche aperte a proposito delle ferie dei magistrati, aggiunge: "Si sono spese sin troppe parole. Mi auguro che il confronto che ci deve essere sia sul merito delle proposte e non sulle ferie".

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