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Politica
Giustizia, schiaffo di Bettini al Pd: "Firmerò alcuni referendum"

"Come spinta al dibattito e all'azione concreta ho annunciato da tempo che avrei firmato alcuni referendum proposti dai radicali. Lo faro' martedi' mattina recandomi proprio nella sede del partito radicale". Cosi' Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, in un intervento sul Foglio annuncia la sua firma ad alcuni dei referendum sulla giustizia.

"Sicuramente firmero' il referendum che riguarda la custodia cautelare. Riferendomi anche al lavoro prezioso che nel passato il ministro Orlando ha svolto su questo tema", spiega Bettini. "Cosi' come mi pare sensata l'abrogazione della legge Severino in materia di candidabilita' e di divieto di ricoprire cariche elettive e di governo, ben prima di un accertamento definitivo di responsabilita'. Infine, seppure e' un tema aperto e controverso, ritengo che la separazione delle carriere nella magistratura garantisca una maggiore terzieta' del giudice, nel corso del processo, determinando un equilibrio paritario tra accusa e difesa".

Per Bettini, "allo stato attuale, non e' condivisibile l'azione diretta di risarcimento nei confronti dei magistrati qualora si evidenziasse per l'imputato un danno materiale e morale ingiusto, che va sanato in forme diverse. L'azione diretta, infatti, soprattutto da parte degli imputati che hanno maggiore forza finanziaria e relazionale puo' creare un clima di intimidazione a procedere nei loro confronti. Sugli altri quesiti posti dai referendum penso ci siano spazi piu' facilmente praticabili in sede parlamentare". 

 L'esponente dem sottolinea, inoltre, che i referendum sono "diventati una clava politica strumentale, in particolare per quanto riguarda la Lega. Cio' non toglie le ragioni, ma anzi le fortifica, di un impegno libero e schietto da parte della sinistra; perche' e' a tutti chiaro che la Lega nella sua medesima natura non ha nulla a che fare con i principi di tutela delle liberta' personali e di quelli sinceramente liberali.

La sua storia lo dimostra: l'esposizione dei cappi in parlamento, il respingimento degli immigrati indifesi, il fomentare la paura populista nei confronti dell'altro, il legittimare l'uso delle armi anche quando non e' necessario. Proprio per questo, guai a lasciare a loro gli ideali che sono nostri; propri di una sinistra innovativa, moderna, critica e libertaria". Per Bettini, la riforma Cartabia e' "un passo in avanti di grande importanza circa i temi della giustizia italiana.

Nella fase conclusiva si e' arrivati a un compromesso, che non cambia la sostanza del testo varato dal governo Draghi. Anche in questa circostanza il Presidente del consiglio ha dimostrato di non essere solo un alto garante dei 'conti' del paese e della sua credibilita' internazionale, ma un sapiente politico, in grado di confrontarsi con una dialettica forte e inevitabile nella maggioranza cosi' variegata che lo sostiene. Sulle regole di comportamento per il controllo della pandemia, sulla utilita' del reddito di cittadinanza, sulle nomine (penso alla Rai) si avverte una guida che rafforza e unisce la Repubblica".

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