All’indomani della vittoria del “no” al referendum sulla giustizia, il clima all’interno della magistratura-secondo quanto filtra dai palazzi romani- si starebbe rapidamente surriscaldando. Le tensioni, già forti durante la campagna referendaria, non si sono affatto placate e rischiano ora di trasformarsi in uno scontro “aperto”.
Tra i magistrati più esposti, nel mirino dei colleghi favorevoli al “no” è finita Annalisa Imparato, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere e volto di spicco del fronte del “sì”. Imparato, intervenuta in numerosi dibattiti pubblici e ospite anche della kermesse La Piazza romana e pugliese di Affaritaliani, è stata contestata a Napoli con cori contro di lei subito dopo l’esito del referendum. Un episodio simbolo del livello di tensione raggiunto e che- secondo quanto filtra dai palazzi romani- rende necessaria una riflessione sull’urgenza di garantire una forma di tutela per i magistrati che si sono schierati per il “sì”.
Va ricordato che sulla vicenda è intervenuto anche il procuratore Nicola Gratteri, che alla domanda se non fosse necessario difendere la magistrata ha liquidato così la questione: “I toni vanno abbassati, ok, ma esistono organi preposti per la difesa”. Una presa di posizione che non ha aiutato a smorzare le tensioni, lasciando aperta la questione della protezione per chi ha espresso posizioni pubbliche durante la campagna referendaria.

