Province. Autonomia regionale. Voto in Sicilia. Senza dimenticare il caso Siri. Ogni giorno ci sono motivi di tensione all’interno della maggioranza. Come si fa a governare in questa situazione? “Abbassando i toni. Io continuo a dirlo, abbassando i toni perché così non si può andare avanti”, risponde ad Affaritaliani.it il ministro delle Politiche Agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio, esponente di primissimo piano della Lega. “L’unica soluzione è andare avanti a lavorare come abbiamo fatto fino adesso e cioè sulle cose concrete. Il messaggio che sto mandando e che continuo a mandare in continuazione anche ai colleghi dei 5 Stelle è semplice: torniamo a lavorare sulle concrete e non sui no”.
Però il vicepremier Di Maio è stato pesantissimo sulle autonomie… “E’ nel contratto di governo. Punto”. Dopo le elezioni europee del 26 maggio il governo andrà avanti? “Sì, secondo me sì”. E non cade neanche sul caso Siri? “No, nel senso che continuo a pensare che su questo caso le cose si risolveranno. Come è nato, finisce. Però – sottolinea ancora Centinaio – il governo va avanti nel momento in cui si torna a parlare di problematiche reali, concrete e non di veti”. La Lega non ha l’impressione che il M5S attacchi su vari fronti per cercare di rompere l’alleanza? “Non lo so davvero”.
E infine il premier Giuseppe Conte. Il ministro delle Politiche Agricole e del Turismo non ha dubbi: “Il suo ruolo è quello del presidente del Consiglio, deve essere super-partes e deve portare avanti l’azione di tutti i ministri che stanno governando in questo momento e stanno provando a cambiare questo Paese”. Ma Conte è sempre stato super partes o è troppo vicino al M5S? “No, è sempre stato super partes”, conclude Centinaio.


