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Lega, Giorgetti premier e Draghi al Quirinale. L’ipotesi clamorosa. Inside

Nucleare e stop restrizioni, così Salvini si prepara alle elezioni, ma…

Lega, Giorgetti premier e Draghi al Quirinale. L’ipotesi clamorosa. Inside
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Rimarcare la profonda differenza rispetto a Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, sia sulla gestione della pandemia sia su temi chiave per il Paese come l’approvvigionamento energetico, oltre a non lasciare a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia praterie (facili) dalla comoda…

Quirinale, governo, Covid, energia: il piano di Salvini. Inside

Rimarcare la profonda differenza rispetto a Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, sia sulla gestione della pandemia sia su temi chiave per il Paese come l’approvvigionamento energetico, oltre a non lasciare a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia praterie (facili) dalla comoda poltrona dell’opposizione al governo. E’ il senso dell’azione politica della Lega in questi primi giorni del 2022.

Matteo Salvini, dopo aver incassato una chiara e forte vittoria sull’ultimo decreto anti-Covid, piegando il premier Mario Draghi e ottenendo che per i servizi alla persona sia ancora valido il tampone negativo e non solo la vaccinazione o la guarigione (la prola d’ordine in Via Bellerio è giusto vaccinare e mettere in sicurezza soprattutto gli anziani ma stop alle restrizioni, scuole incluse), rilancia con forza il tema dell’energia.

Dopo il pressing quotidiano per un nuovo intervento per tagliare le bollette di gas e luce, tema fondamentale per la sopravvivenza stessa di molte aziende soprattutto medio-piccole, il leader del Carroccio ha alzato ulteriormente la posta con un appello chiaro e diretto al presidente del Consiglio: “L’Italia ha bisogno di gas e nucleare pulito per aiutare famiglie e imprese a pagare bollette meno care, non ci servono dei No ideologici. Siamo sicuri che il premier Draghi e il ministro Cingolani sosterranno l’impostazione della Commissione europea e di altri governi, da quello francese a quello finlandese: meno emissioni, bollette meno care e più indipendenza nazionale per luce e gas”.

Su questo tema, come noto, Pd e soprattutto M5S sono assolutamente contrari, mentre la Lega è in sintonia sia con Forza Italia (che proprio presenta una proposta simile) sia con Fratelli d’Italia. L’obiettivo di Salvini è quindi quello di segnare e sottolineare la profonda distanza con Enrico Letta e Giuseppe Conte, aprendo invece un fronte di dialogo con Italia Viva vista la posizione di apertura di Italia Viva sul nucleare pulito. In sostanza la Lega si prepara alle elezioni politiche, che in ogni modo, anche se si arrivasse al termine della legislatura, si terranno tra poco più di un anno. Sempre che la situazione non precipiti e alle urne non si vada già in primavera.

Ovviamente il tutto è legato a doppio filo con la partita dell’elezione del presidente della Repubblica. Nel Carroccio, pur confermando lealtà e sostegno a Silvio Berlusconi, considerano altamente improbabile l’elezione dell’ex Cavaliere al Quirinale e quindi, nonostante le molte riserve, l’unico nome in grado di trovare l’unità della coalizione è quello del premier. E qui si aprono i giochi. Se Draghi va al Quirinale, i nomi di tecnici per Palazzo Chigi come quelli dei ministri Cartabia, Franco e Colao sembrano oggettivamente molto deboli (“Non durerebbero una settimana”, spiegano perfino dal Pd) e, se questa fosse (improbabile) la soluzione a quel punto la Lega potrebbe davvero sfilarsi dalla maggioranza aprendo la strada alle elezioni anticipate a maggio di quest’anno.

Ma per salvare la legislatura sta prendendo corpo l’ipotesi di un premier politico con Draghi al Colle, come ha spiegato qualche giorno fa Renzi. E Salvini, forte anche delle divisioni interne soprattutto nel M5S, ma anche nel Pd, potrebbe giocare la carta di Giancarlo Giorgetti presidente del Consiglio fino all’inizio del 2023. Si sa che i rapporti tra il segretario leghista e il suo vice, nonché ministro dello Sviluppo economico, non sono sempre stati idilliaci, ma gestire il governo direttamente con un proprio uomo premier nell’anno che porta alle elezioni sarebbe per Salvini un vero e proprio colpaccio.

Giorgetti, moderato ed europeista, è stimato da buona parte del Pd, ha ottimi rapporti con Luigi Di Maio (la famosa pizza romana una volta al mese), piace ai centristi (non solo ai renziani) e andrebbe benissimo anche a Forza Italia. Sarebbe in sostanza il modo migliore per Salvini per restare nella maggioranza con Draghi Capo dello Stato, differenziandosi da Pd e M5S e arginando l’ascesa di Meloni a destra. La Lega sta giocando con astuzia le sue carte e Salvini appare al momento il vero king maker sui dossier governo e Quirinale. Anche perché, come dimostra la partita del Quirinale, ormai il Centrodestra è maggioranza in Parlamento.