
Si apre il secondo e ultimo capitolo della formazione del governo: la scelta di viceministri e sottosegretari. Vista la compagine di 21 ministeri, e’ probabile che gli incarichi da assegnare non saranno meno di una cinquantina. E nell’equilibrio tra i partiti di maggioranza, al Pd potrebbe toccare la meta’ delle poltrone di seconda fila dell’esecutivo mentre Pdl e Scelta civica si spartirebbero il resto rispettando le proporzioni uscite dalle urne. Sono in molti a ritenere che i tempi siano stretti e che le nomine arriveranno in settimana. Il primo nodo da sciogliere è quello del profilo. E’ possibile che il premier Enrico Letta, insieme con i partiti, valuti opportuno mantenere il criterio seguito per la nomina dei ministri, vale a dire niente ex. Ma certo sarebbe un po’ piu’ complicato, visti i tanti esclusi eccellenti. Per questo c’e’ grande fibrillazione tra i parlamentari e gia’ sono iniziate, quantomeno nel Pd, le riunioni delle varie correnti per predisporre le candidature. In ballo non ci sono solo i posti di sottogoverno ma anche le presidenze delle commissioni parlamentari, dove gia’ si danno per probabili Francesco Boccia alla Bilancio e Donatella Ferranti alla Giustizia.
Dunque il risiko si presenta piuttosto complesso, anche se ogni ministero avra’ dai 2 ai 4 posti da assegnare. Non e’ stata dimenticata l’esperienza del governo Monti, quando la ristrettissima platea di sottosegretari ha spesso complicato i lavori delle commissioni parlamentari. I nomi dei papabili gia’ circolano. Nel Pd si da’ per certo un posto da viceministro, in un dicastero economico, per Stefano Fassina, escluso all’ultimo dalla rosa dei ministri. In lizza per l’Economia anche Giovanni Legnini, che in Senato alla scorsa legislatura era stato apprezzato per il suo lavoro su molti provvedimenti economici. Al Lavoro si fanno i nomi di Cesare Damiano, Alessia Mosca, Marianna Madia o lo stesso Fassina. Allo Sviluppo economico, potrebbe andare Paola de Micheli. All’Interno in lizza ci sarebbero Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd e il lettiano Francesco Sanna. Mentre agli Esteri Lapo Pistelli potrebbe ambire al posto di viceministro. Particolarmente delicati per i rapporti con il Pdl sono i due dicasteri della Giustizia e delle Infrastrutture e telecomunicazioni. Qui potrebbero essere ripescate i ‘saggi’ esclusi dal governo, per esempio Filippo Bubbico. In area renziana, all’Ambiente potrebbe andare Ermete Realacci mentre all’Agricoltura Francesco Carbone. Cruciale sara’ poi il ruolo dei sottosegretari chiamati a seguire il cammino delle riforme: si fanno i nomi di Pino Pisicchio e Gianclaudio Bressa, sempre che quest’ultimo non vada a presiedere la commissione Affari costituzionali della Camera se in Senato non dovesse essere nominata per la prima commissione Anna Finocchiaro.
Ai rapporti con il Parlamento, con Franceschini, sarebbe gradita da molti la conferma di Giampaolo D’Andrea. Quanto al Pdl, Silvio Berlusconi ha tranquillizzato i suoi. Ci sono ancora tanti posti da distribuire, tra sottosegretari, viceministri e presidenti di commissione, e poi ci sono le ‘quote’ in forza al pdl per la Convenzione sulle riforme, ha spiegato al termine della riunione dell’assemblea del gruppo Pdl alla Camera, per provare a sedare gli animi degli ‘scontenti’ esclusi finora da ogni incarico. A scalpitare, e’ stato riferito, sono soprattutto i cosiddetti falchi, che non solo sono stati silenziati direttamente dal Cavaliere in virtu’ della necessita’ che il governo nascesse, ma si sono visti scavalcare dalle colombe. O, peggio, a loro dire sono stati premiati quanti nella concitata ultima fase del governo Monti aveva anche tentato di fare il salto sulla barca dei montiani mettendo in discussione la leadership stessa dell’ex premier. Dunque, per il Cavaliere non sara’ un compito facile presentare la rosa dei papabili. Innanzitutto c’e’ la casella della vicepresidenza delle Camera da assegnare, dopo che Maurizio Lupi e’ passato al governo. In pole ci sarebbe Mara Carfagna, ma fonti pidielline riferiscono che il ruolo piacerebbe anche a Laura Ravetto, a secco di nomine dopo la bocciatura a segretario d’aula. Per la successione a Lupi circola anche il nome di Daniela Santanche’, ma i maliziosi nel Pdl insinuano il dubbio che la ‘pasionaria’ possa non ottenere tutti i voti necessari. Per lei, quindi, potrebbe aprirsi la strada per un sottosegretariato, sempre che non venga bissata la regola per cui al governo non vada nessun ex. Aspira a un riconoscimento anche Michaela Biancofiore. Tra i nomi che circolano quello di Luigi Casero, gia’ sottosegretario all’Economia. Secondo fonti pidielline anche Gianfranco Polillo si sarebbe fatto avanti. E ancora, e’ la voce che gira, Francesco Nitto Palma, Deborah Bergamini e Fabrizio Cicchitto non disdegnerebbe un ruolo di primo piano, e potrebbe avere un posto alla giustizia anche l’ex capogruppo in commissione Giustizia Enrico Costa.
