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Politica

 

 

Grillo su Letta: "Membro del Bildeberg"

Nel giorno della Liberazione dal nazi-fascismo, il presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta avvia le consultazioni e prova a trovare una sintesi tra le forze politiche che consenta l'avvio di un esecutivo. Un impegno gravoso ma che potrebbe anche andare a buon fine considerando che, al di là dei distinguo, i partiti principali hanno manifestato interesse ad uscire dalla fase di incertezza e a dare al Paese un esecutivo che possa varare riforme e provvedimenti per il rilancio dell'economia. Anche il presidente Giorgio Napolitano, nel corso delle celebrazioni per il 25 Aprile, ha voluto lanciare un appello alle forze politiche invitandole a prendere esempio dalla Resistenza e dai valori di "coraggio e unità" che trasmise alla nazione. Si parla di un certo ottimismo nell'entourage di Letta. L'ipotesi è che il governo si presenti per la fiducia lunedì prossimo alla Camera e martedì al Senato.

L'INCONTRO TRA LETTA E LA DELEGAZIONE DEL PDL

"Lungo incontro affrontato con spirito costruttivo per il bene dell'Italia, delle famiglie e imprese. Lo stesso spirito costruttivo riscontrato nell'approccio di Enrico Letta e quindi siamo soddisfatti dell'incontro". Lo afferma Angelino Alfano, segretario del Pdl, al termine delle consultazioni con il premier incaricato. "Linea Pdl, espressa con grande chiarezza in queste ore dagli Usa dal presidente Berlusconi, e' chiara: non stiamo ponendo questione di formule di governo ne' problema di poltrone e cadreghe ma piu' concretamente un discorso per il bene dell'Italia che possa rialzarsi. C'e' emergenza economica e solo su questo abbiamo incentrato l'incontro con Letta". Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano. "Sono stati fatti passi avanti ma ci sono ancora alcuni nodi da scogliere, c'e' ancora altro lavoro da fare ma la rotta e' tracciata nel mettere al centro la questione economica del Paese". Lo ha detto il segretario del Pdl. "Abbiamo ricevuto delle aperture sui nostri 8 punti del programma. Non ci e' stata una sola questione degli 8 punti su cui Letta ci ha detto che e' improponibile". "Se mi chiedete se e' stato chiuso l'accordo vi dico di no, ci sono state aperture da parte di Letta ma non ci siamo ancora". "La formula di questo governo prevede la partecipazione del Pdl. Se la deve prevedere, allora e' chiaro che noi non diamo in outsourcing la nostra rappresentanza. Abbiamo rappresentanti in Parlamento, e' chiaro che possono far parte del governo". Cosi' Angelino Alfano, dopo il colloquio con il premier incaricato Enrico Letta alla Camera. "Non affidiamo a terzi la rappresentanza del Pdl, il Pdl ha esponenti che sono perfettamente in grado di far parte del governo", ha sottolineato Alfano.  Il totoministri? "Non sono candidato a nulla, se non a mantenere il consenso del gruppo parlamentare che mi ha eletto all'unanimita'". Lo afferma il Presidente dei senatori Pdl, Renato Schifani, che esclude di voler lasciare il suo attuale incarico per un ministero.

Nessun veto sulla Cancellieri, anche se ancora il Pdl non ha ragionato sui nomi dei prossimi ministri. E' il messaggio che arriva da Silvio Berlusconi, attualmente negli Usa. "Nelle riunioni avute tra i vertici all'interno del Pdl non abbiamo mai parlato di ministri. La Cancellieri? Nessun veto", dice il leader Pdl. "Le abbiamo offerto - ricorda - di essere nostro candidato a Bologna e l'abbiamo candidata come Commissario a Bologna. E' un funzionario dello Stato - rileva ancora Berlusconi - che apprezziamo tantissimo". "Non voglio nemmeno pensare all'ipotesi di un fallimento. Abbiamo bisogno di un governo che faccia. E subito. L'economia e' in condizioni terribili. Non gestisco piu' direttamente aziende, ma sono pur sempre un imprenditore e sento le voci dei miei colleghi, vedo quello che sta succedendo nelle imprese. Sono in trincea, sono disperati. Leggete anche voi le notizie dei suicidi. Dobbiamo agire per rianimare l'economia". Cosi' Silvio Berlusconi in un'intervista al Corrierere.it da Dallas.

Sui provvedimenti urgenti per affrontare la crisi economica e l'impasse istituzionale punta Silvio Berlusconi: "Noi sosterremo qualunque governo possa essere in grado di fare approvare i disegni di legge di cui l'Italia ha bisogno", ha detto in un'intervista anticipata da TgCom24. Il Cavaliere ha ricordato che per il Pdl non è importante chi guida l'esecutivo ma la linea che verrà data. E ha sottolineato che il suo partito ritiene fondamentale partire dagli "otto punti" più volte rilanciati da via del Plebiscito, tra cui spicca l'abolizione (e restituzione) dell'Imu. "Il nome di Letta non è importante - ha enfatizzato Berlusconi -. L'importante è che ci siano un governo e un Parlamento per approvare provvedimenti urgenti; sono molto preoccupato ma, essendo ottimista di natura, continuo ad essere fiducioso e a combattere".

L'INCONTRO TRA LETTA E LA DELEGAZIONE DEL M5S

Il governo Letta sara' "snello e sobrio". Lo assicura lo stesso presidente del Consiglio incaricato durante il colloquio con il M5s alla Camera. Enrico Letta ha spiegato di volere come ministri "persone competenti, che non abbiamo bisogno di scuola guida o di un lungo rodaggio ma siano in grado di accendere la macchina del singolo ministero immediatamente", quindi saranno ministri con un mix di "esperienza e competenza". "Ce la sto mettendo tutta, anche se vedo tutte le difficolta'". Cosi' Enrico Letta, presidente del Consiglio incaricato, durante il colloquio con i capigrguppo di M5S alla camera. "Vorrei provare rapidamente a dare una risposta positiva all'incarico datomi da Napolitano perche' non si puo' piu' perdere tempo, anche se per me e' stata una sorpresa e mi trovo in un percorso irto e difficile, ma voglio evitare di perdere ulteriore tempo". "Non si puo' far passare nemmeno un giorno senza consegnare fatti che hanno a che fare con il tema della riforma della politica". Lo ha detto Enrico Letta nelle consultazioni con M5s. "Chiedero' tempi certi e in parte leghero'" il mio governo "al successo su questo tema": riduzione numero parlamentari, riforma del bicameralismo perfetto, tema dell'abolizione delle province, titolo V della Carta e legge elettorale. "Ritengo molto importante che ci sia comprensione della determinazione che ci metteremo", ha aggiunto. "L'esperienza di questi sessanta giorni", il ritardo che si e' accumulato prima che si potesse formare un governo, "mi auguro facciano maturare il dialogo fra tutti. Spero che nessuno si senta fuori da questa responsabilita'. Sarebbe un danno sara' per i cittadini, non per le istituzioni". Cosi' Enrico Letta, presidente del Consiglio incaricato, durante il colloquio con la delegazione del M5s. "Troverete sempre porte aperte, ma e' importante che si scongeli una presenza parlamentare come la vostra che se rimane congelata nel no, finisce per frustrare un desiderio di cambiamento". Lo ha detto Enrico Letta.

"La questione che ci preme sono i fatti. Abbiamo assistito a tantissime promesse in questi anni". Lo ha detto il capogruppo al Senato del M5S Vito Crimi alle consultazioni di Enrico Letta. "Vogliamo vedere azioni concrete e noi nelle azioni concrete ci saremo. Sui singoli provvedimenti la nostra posizione sarà di contributo mai di demolizione", ha aggiunto. "Ci aspettiamo di veder nomi di altissimo profilo" e "fatti concreti". Lo ha detto la capogruppo M5S alla Camera, Roberta Lombardi al premier incaricato, Enrico Letta.

La Lega Nord, invece, ha fatto sapere che non farà parte del nuovo esecutivo: "Staremo all'opposizione - ha spiegato Roberto Maroni - perché noi vogliamo lavorare soprattutto per il Nord: la macroregione, il mantenimento nel territorio del 75% delle tasse pagate, il superamento dello stato centralista". Tutti punti, ha precisato, su cui Enrico Letta "non ha detto no, ma non ha neppure detto sì". Maroni ha attaccato poi il Movimento 5 Stelle: "Noi non puntiamo a poltrone - ha detto il leader leghista rispondendo a chi gli chiedeva se dall'opposizione la Lega rivendicherà la presidenza di commissioni di controllo -. Vogliamo solo dire la nostra ed essere il più possibile costruttivi, sempre partendo dagli interessi del Nord".

La prima delegazione a essere ricevuta, nella Sala del Cavaliere di Montecitorio, è stata quella di Sel, con i capigruppo del Senato Loredana De Petris e della Camera, Gennaro Migliore. Con loro c'era il leader Nichi Vendola. "Abbiamo spiegato le ragioni della nostra opposizione a quello che si preannuncia essere un governo di larghe intese", ha detto Nichi Vendola al termine dell'incontro con Letta, confermando il no di Sel all'esecutivo e sottolineando che le larghe intese "sono la risposta sbagliata al fatto epocale della richiesta di cambiamento". Un'altra voce critica, ma dall'interno del Pd, è quella che arriva da Pippo Civati, secondo cui "il principale azionista del governo è Berlusconi". Per il deputato brianzolo "il calcolo è facile da fare: la coalizione di centrosinistra, che non esiste più, ha vinto le elezioni per 120.000 voti. Se a questa cifra si tolgono gli elettori di Sel (e non parlo di quelli del Pd che si sono volatilizzati, in queste ore, parlo dei voti di Sel il 24 e 25 febbraio), che sono stati 1.089.409, è il Pdl con i suoi alleati a essere il primo azionista del nuovo governo Pd-Pdl". Scelta civica ha invece parlato di "serietà e responsabilità", non nascondendo "serie difficoltà" ma dicendosi comunque disponibili a collaborare - per dirla con Andrea Olivero - "attorno ad un programma serio che non faccia sconti a nessuno, a partire dal programma dei saggi e per affrontare le singole specifiche questioni".
 
"Io e all'amministrazione fiorentina saremo al suo fianco per mettere fine ad una delle pagine più brutte inconcludenti della nostra storia", ha detto invece il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che da più parti era visto come un possibile nome alternativo a Letta ("ma Berlusconi non mi ha voluto"). "Non basta dire che il Presidente della Repubblica ha ragione - ha aggiunto Renzi -: ora è il momento che chi ha il coraggio delle proprie azioni vada fino in fondo, non deve disertare". Renzi è poi tornato sulle parole di Beppe Grillo sull'elezione del capo dello Stato: «Definire il gesto del presidente Napolitano un "golpettino", è ridicolo. È umiliante per chi lo dice, prima che per chi lo ascolta». E Grillo si è lanciato all'attacco di Letta dal suo blog: "Con lui il 25 aprile è morto".

 

 


 

 

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