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Politica
Letta: "Governo fino alla fine delle riforme". Colle: "No a elezioni"

"Non metto una data a Impegno Italia, questa legislatura deve farci uscire dall'emergenza. La durata di Impegno Italia per me e' legata al compimento delle riforme, cioe' della legge elettorale, del Senato, del titolo V della Costituzione. Terminato questo processo ritengo che il lavoro possa essere legato a questo". Cosi' il premier Enrico Letta.

Perche' ora il programma 'Impegno 2014'? "Perche' sono rispettoso delle regole e degli impegni presi, il Pd ha chiesto che ci fosse prima l'impegno sulla legge elettorale. Io sono un uomo del Pd". Cosi' Enrico Letta. L'auspicio espresso dal premier e' che "il patto ci veda tutti impegnati in modo sintonico". Perdita di tempo? "Se perdita di tempo c'e' stata non e' colpa mia", dice il premier.

"Il tema non e' una data di scadenza ma le riforme". Lo dice il premier Enrico Letta in conferenza stampa. "Io mi considero un uomo delle istituzioni, cosi' mi sono comportato fino adesso e cosi' mi comportero'", afferma il premier. "Gli uomini delle istituzioni devono assumersi le proprie responsabilita' e credo che tutti i cittadini debbano verificare gli atteggiamenti e i pronunciamenti", afferma il presidente del Consiglio.

"Il mio governo e' nato in Parlamento e ognuno si deve esprimere e pronunciare nelle sedi appropriate, cioe' i partiti che esprimono i gruppi che votano la fiducia. Ognuno, io e il mio partito con il suo segretario, dobbiamo assumerci le nostre responsabilita'. Chiedo chiarezza. Lo dobbiamo ai cittadini italiani". Cosi' il premier Enrico Letta. "Ieri mi hanno chiesto se mi dimettevo: le dimissioni non si danno per dicerie o manovre del palazzo, per un retroscena. Il rispetto delle istituzioni merita chiarezza. Chi vuole venire qui al posto mio deve dire cosa vuole fare".

"Abbiamo preso il timone di questo Paese quando c'era il segno meno, oggi il Paese ha il segno piu'. E' una crescita piccola, ma significativa". Lo dice il premier Enrico Letta presentando 'Impegno Italia'. "Il debito scende, il deficit e' sotto il 3%. Ora crescita e lotta alla disoccupazione", afferma il presidente del Consiglio. "E' una visione di Italia che riparte", dice Letta.

"L'incontro con Renzi e' stato, come dite voi, franco...". Cosi' il premier Enrico Letta ha risposto a chi gli chiedeva come fosse andato l'incontro con il leader Pd. "Ci siamo parlati, ognuno ha spiegato il suo punto di vista, e' sempre positivo quando ci si parla".

"Tutto deve venire in campo aperto, la discussione si deve spostare sui contenuti, non sui personalismi, non voglio prestarmi ai personalismi e penso che non voglia farlo anche Renzi". Lo dice il premier Enrico Letta in conferenza stampa.

"Un aggiustamento non e' sufficiente, e' evidentemente necessario tener conto di quello che e' successo". Lo dice il premier, Enrico Letta in conferenza stampa, presentando 'Impegno Italia'.

Nel piano che il premier Enrico Letta presenta in conferenza stampa "c'e' il massimo dell'impegno sulla questione dei maro' e con il governo indiano". E' quanto comunica lo stesso presidente del Consiglio.

Per decretare la fine di un governo "serve l'evidenza istituzionale, che puo' essere espressa in vari modi, che non c'e' il sostegno della maggioranza". Cosi' il premier Enrico Letta, che ha poi affermato di non sapere come si svolgera' la riunione della direzione di domani, con un voto o meno: "non presiedo la direzione del Pd, vedremo. Domani e' un altro giorno...".

Trenta miliardi in due anni, 2014-2015, da mettere per il rilancio dell'economia e la riduzione delle tasse sul lavoro. Sono le previsioni fatte dal premier Enrico Letta in Impegno Italia. Dalla spending review, ha detto Letta, nel biennio 2014-2015 e' previsto l'arrivo di 16 miliardi, il resto dal rientro dei capitali dall'estero e dal calo dei tassi di interesse. In totale dunque 30 miliardi, compresi quelli gia' stanziati nell'ultima legge di stabilita', da mettere soprattutto nella riduzione di tasse per le imprese e per i lavoratori: 9 miliardi per le imprese e 10 per i lavoratori.


"Non diciamo sciocchezze". E' la risposta lapidaria data da Giorgio Napolitano alla domanda se il confronto tra Renzi e Letta comporti il rischio di elezioni anticipate. A una seconda domanda sul muro contro muro tra i due leader, Napolitano ha replicato: "Di muri non ne vedo". Poi, riferendosi al fatto che stava uscendo da un pranzo con Re Juan Carlos di Spagna e il Presidente portoghese, Hanibal Cavaco Silva, ha aggiunto: "Non ho notizie fresche".

L'incontro a Palazzo Chigi fra il premier e il segretario del Pd durato più di un'ora si è concluso con un nulla di fatto. E' muro contro muro tra Enrico Letta e Matteo Renzi, che sembra non siano riusciti a trovare un accordo sul futuro del governo: fonti ufficiali confermano che ciascuno dei due è rimasto sulle sue posizioni. Le prime indiscrezioni riferiscono di una reazione piuttosto dura di Letta: "Mi devono sfiduciare".

Renzi si è presentato nella sede dell'esecutivo alle 11.30 a bordo di una Smart blu. Subito dopo il colloquio, il sindaco ha raggiunto la sede del partito a largo del Nazareno dove poi si è riunito con i suoi fedelissimi (Graziano Delrio, Maria Elena Boschi, Lorenzo Guerini e Luca Lotti). E più tardi ha scritto su Twitter che chiarirà tutto domani nella decisiva direzione Pd, anticipata rispetto alla convocazione del 20 febbraio:
 
Intanto Angelino Alfano, nel corso di una riunione lampo con i parlamentari di Ncd in Senato, non ha usato giri di parole per dichiarare ormai finita l'era del governo Letta: "Enrico si è sconfitto da solo. Qualunque cosa dica oggi sarà comunque troppo tardi, il Pd è tutto con Matteo Renzi, è un dato di fatto". Ncd rischia di essere ridimensionato in un eventuale governo Renzi? "Se la parola 'eventuale' sarà tolta nelle prossime ore - ha precisato ancora Alfano - rifletteremo e ragioneremo. Non diamo nulla per scontato".

Quanto alle altre forze, Renato Brunetta, capogruppo dei deputati di Forza Italia in un'intervista a Radio Capital, ha dichiarato che "il Pd è da alcuni anni in convulsione continua. Prima Veltroni, poi Bersani, poi il governo delle larghe intese, poi il governo delle piccole intese, adesso Renzi. Il Pd è in congresso continuo e scarica le tensioni del suo congresso continuo sulle istituzioni, sul governo del Paese".

Sul fronte della nuova maggioranza che dovrebbe appoggiare Renzi, da parte di Ciccio Ferrara, coordinatore uscente della segreteria Sel, ha precisato: "Siamo disponibili a discutere di contenuti e programmi, non certo ad occupare poltrone insieme al centrodestra o fare da semplici spettatori". Un'apertura più chiara, invece, arriva da Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che ai cronisti ha detto di non "chiudere a priori un possibile appoggio a un governo guidato da Matteo Renzi".

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