“Non puoi andare al governo dicendo: O io o nessuno. E se Di Maio dicesse davvero ‘o io o salta tutto’, questo
| LA REPLICA DI DI MAIO A SALVINI/ “Il 17% degli italiani ha votato Salvini Premier, il 14 Tajani, il 4 Meloni. Oltre il 32% ha votato il M5S e il sottoscritto come premier – dice Luigi Di Maio martedì sera, al termine di una giornata di muri e paletti tra M5S e Lega -. Non mi impunto per una questione personale, è una questione di credibilità della democrazia. È la volontà popolare quella che conta. Farò di tutto affinché venga soddisfatta”. |
non è il modo di agire. Se dice così sbaglia, perché ad oggi è nessuno”. Il segretario della Lega Matteo Salvini risponde a stretto giro di posta, nella registrazione di Porta a Porta, ai 5 Stelle che nella mattinata di martedì avevano fatto filtrare una sorta di aut aut sulla formazione del nuovo governo, “O Di Maio premier o nessuno”.
“Io – ha aggiunto il leader del Centrodestra – sono pronto, c’è una squadra pronta. Non c’è un pacchetto prendere o lasciare, e un programma che si può arricchire e discutere. Ma se si dice ‘dopo Salvini il diluvio’, no. Guai a chi dice ‘o Salvini o niente’: non è che l’Italia muoia o rinasca in base a Salvini. Io non vedo l’ora di essere messo alla prova, ma sarei arrogante a dire ‘o io o nessuno’”. E poi il leader leghista dice di più: “Se Di Maio insiste con ‘io io io’, gli rispondo ‘amico mio o non se ne fa niente”. Aggiunge anche: “Sono pronto a far saltare tutto anche se si dice ‘Forza Italia fuori dall’accordo”, così il leader del Carroccio, “Io parto dal Centrodestra, abbiamo preso i voti insieme e se Di Maio mi chiede di lasciar fuori Forza Italia, lo saluto. Arrivederci”.
Ma Salvini non chiude tutte le porte ai pentastellati. “Conoscevo poco Di Maio e i 5 Stelle. Devo dire che in questi giorni ho trovato persone ragionevoli, costruttive e propositive. Logico che ci siano schermaglie, ma attorno ad un tavolo è possibile ragionare” rileva Salvini, “a loro proporremo un’idea di Italia non di cinque mesi, ma di cinque anni. Non pretendo di imporre il mio pacchetto, ma tutti devono ritenersi provvisori su questa terra”.
Poche ore prima era invece apparsa chiara la strategia del Movimento 5 Stelle per provare a formare un nuovo governo. Si stringeva intorno al suo capo politico Luigi Di Maio e, senza cedere al pressing della Lega che vorrebbe anche una figura terza cui affidare la guida del governo, mandava in avanscoperta un fedelissimo e ministro alla Giustizia in pectore, Alfonso Bonafede: “Di Maio premier o niente” perchè “se noi ai cittadini presentiamo un altro nome, non eletto, determiniamo il definitivo allontanamento dalla politica”, aveva detto ai microfoni di 24Mattino, saldando il tema della formazione del nuovo governo a quello della credibilità del M5S nei confronti dell’opinione pubblica. “A queste elezioni i cittadini hanno partecipato con entusiasmo e, quindi, va data una risposta e questa risposta secondo noi non può prescindere dalla presenza di Luigi Di Maio come candidato premier”, ha motivato. E a chi gli ha chiesto: “O lui o non si fa il governo?”, la replica è stata :”Noi riteniamo che debba essere lui il candidato premier, sì, il premier del governo”.
Il deputato grillino è poi intervenuto sulla proposta avanzata da Beppe Grillo di realizzare un reddito di cittadinanza universale per tutti i nati in Italia”: “Il fondatore del Movimento parla di una proposta che in questo momento non può essere realizzata: siamo comunque al lavoro per prevedere altre forme di reddito di cittadinanza”.
