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Politica
Insight Quirinale, salgono le quotazioni di Grasso. Ecco perché
Nel tradizionale 'duello' ai vertici delle Camere, Boldrini e Grasso hanno attestato di non aver avuto variazioni rispetto alla precedente dichiarazione. Il presidente del Senato ha dichiarato un imponibile pari a 316.018 euro


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Matteo Renzi incontra i deputati del Pd e annuncia che farà un solo nome per il Quirinale e non una rosa. Seconda notizia: alle prime tro votazioni, quando il quorum prevede la maggioranza qualificata dei grandi elettori, i democratici voteranno scheda bianca. Questo annuncia dimostra che il premier ha paura di non riuscire a coaugulare i voti necessari intorno a un nome forte e quindi si dovrà attendere, sempre che tutto vada bene, il quarto scrutinio (quorum 506). Secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti qualificate del Nazareno, confermate anche dai rumor che circolano in ambienti di Forza Italia, la candidatura al momento più probabile per il Colle sarebbe quella del presidente del Senato Piero Grasso. Alla base di questa scelta ci sarebbe un ragionamento ben preciso. L'ex capo della Procura anti-mafia non è un uomo della Prima Repubblica e il segretario Pd, essendo stato il rottamatore, vorrebbe evitare di proporre agli italiani un Capo dello Stato non gradito dai cittadini.

Nei sondaggi che ha in mano Renzi Grasso non è al top ma nemmeno in fondo alla classifica. Viene visto che una figura incolore e insapore e al di fuori delle logiche della vecchia politica. Non solo. in passato il numero uno di Palazzo Madama ha perfino difeso l'ex Cavaliere e quindi, non essendo un anti-berlusconiano come altri esponenti del Pd (specie ex Ds) potrebbe ottenere l'ok anche del Centrodestra (Lega e Fratelli d'Italia esclusi). In più Grasso essendo uomo delle istituzioni sarebbe benvisto anche dalla minoranza dem, alla quale Renzi potrebbe offrire la presidenza del Senato, che Grasso lascerebbe libera per andare al Quirinale, magari candidando un esponente della minoranza Pd.

Al momento le quotazioni di Giuliano Amato vengono definite "stabili". Berlusconi e Alfano preferirebbero il Dottor Sottile ma Renzi non è convinto per due motivi: teme i franchi tiratori (in tutti i partiti) e non vorrebbe mandare al Colle una figura della Prima Repubblica. In calo invece le chance per Anna Finocchiaro, Walter Veltroni e per tutti gli altri ex segretario del Partito Democratico, da Pierluigi Bersani a Dario Franceschini.

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