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DA CRIMI 30 'PERCHE' NO LA FIDUCIA' A BERSANI - Otto punti di programma non valgono una raffica di ben trenta "perche'" che spiegano i motivi per cui il Movimento 5 Stelle non votera' la fiducia a un governo a guida Bersani. La puntuale lista arriva dalla pagina Fb di Vito Crimi. "Il Movimento 5 Stelle - spiega - ricorda che la procedura di conferimento del voto di fiducia nasce con il preciso scopo di far nascere un governo creando una stabile maggioranza politica. Le votazioni sono nominali, a scrutinio palese, perche' i parlamentari, se favorevoli, possano assumersi la responsabilita' politica personale di sostenere un governo, e di farlo in modo stabile. Un impegno cosi' oneroso - sottolinea - non puo' essere sostenuto dal Movimento 5 Stelle a favore del Partito Democratico e del suo attuale - chiosa - leader Bersani, e vogliamo qui elencare alcune delle ragioni". Si parte cosi' con la lista dei perche': "Perche' di reddito di cittadinanza non ha mai parlato finche' non l'ha tirato fuori il M5S; Perche' non ha mai fatto una serie legge anticorruzione; Perche' non ha mai abolito il finanziamento pubblico ai giornali; Perche' ha approvato l'IMU; Perche' non ha mai abolito le provincie; Perche' ci ha regalato la tassa da 4 miliardi servita a pagare i conti di Monte dei Paschi di Siena; Perche' non ha mai fatto la legge sul conflitto di interessi ; Perche' ha ratificato trattati come il Fiscal Compact e il Mes; Perche' si sono accorti solo dopo venti anni che una legge del 1957 rende Berlusconi ineleggibile; Perche' e' quello di: "I rimborsi elettorali ci vogliono, se no non sopravviviamo"". La lista dei perche' resa pubblica dal capogruppo M5S al Senato prosegue cosi': "Perche' la Tav e' il progresso; Perche' copia le Parlamentarie del M5S ma poi riserva i posti chiave per i soliti noti (Bindi & Co.); Perche' e' quello di "abbiamo una banca"; Perche' e' quello di Prodi che ci ha portato nell'Euro; Perche' e' quello del golpe morbido di Giorgio Napolitano; Perche' "il Lodo Alfano non e' un nostro problema, non e' la priorita'"; Perche' e' quello dell'indulto; Perche' non ha mai cancellato le leggi "ad personam"; Perche' ha contribuito al finanziamento delle missioni di "guerra"; Perche' i bombardieri F35 servono per le missioni di pace;. Perche' asseriva candidamente in aula che Berlusconi sapeva che non sarebbero state toccate le sue televisioni; Perche' ha fatto da stampella a Berlusconi in tutto questi anni Perche' 32 parlamentari del PD erano assenti quando si votava la fiducia per lo scudo fiscale, e ne sarebbero bastati 20; Perche' non ha mai cambiato la legge elettorale ne' reintrodotto le preferenze; Perche' ha avallato le politiche "a-sociali" del governo Monti; Perche' ha detto si' alle pensioni a 67 anni; Perche' Bersani si scaglio' contro l'ordine dei medici dell'Emilia, rei di aver chiesto una moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori; Perche' ha sostenuto la gestione privata dell' acqua, dei rifiuti e del trasporto pubblico a favore di investitori privati e a discapito dei cittadini; Perche' ha collaborato alla sottrazione di risorse alla scuola pubblica, mantenendo i finanziamenti alla scuola privata". Il trentesimo e ultimo e' 'firmato': "E anche, soprattutto, perche' "non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo" [A.Einstein]".

CRIMI, ALTRA STORIA SE NAPOLITANO FA ALTRO NOME - "Se Napolitano fa un altro nome e' un'altra storia", dice Vito Crimi, capogruppo dei grillini al Senato. "E' bene che il Pd non lo faccia, altrimenti lo brucia. Non voteremo mai un governo targato Pd - ribadisce - anche se guidato da una terza persona".

GOVERNO: CRIMI PRECISA, SENZA BERSANI A NOI GUIDA ESECUTIVO - Se Napolitano non dovesse assegnare l'incarico a Bersani il Movimento Cinque Stelle proporra' comunque al Capo dello Stato un suo nome per la guida del governo. Lo dice Vito Crimi, capogruppo a palazzo Madama del M5S, precisando le parole pronunciate al Senato poco fa. "Leggo da alcune agenzie e da alcune testate online che avrei subordinato la trattativa per la formazione di un nuovo Governo all'esclusione di Bersani - dice Crimi su Facebook - Preciso che l'affermazione 'Se Napolitano fa un altro nome e' tutta un'altra storia' e' stata estrapolata dopo la consueta raffica di domande a cascata dei giornalisti, e si deve intendere nel senso di 'tutto un altro percorso istituzionale'. "Se il Presidente Napolitano non dovesse infatti assegnare a Bersani l'incarico di formare un nuovo Governo - aggiunge Crimi - il percorso delle consultazioni riprenderebbe il suo iter, nel quale - come gia' puntualizzato - il Movimento Cinque Stelle si assumera' la sua responsabilita' politica, proponendosi direttamente per l'incarico di formare una squadra composta da nominativi nuovi, in grado di avere il sostegno della maggioranza e dunque la possibilita' e l'onore di proporsi per la guida del Paese".

Bersani, Monti e Berlusconi? Beppe Grillo li definisce "i Padri Puttanieri, quelli che hanno sulle spalle la piu' grande rapina ai danni delle giovani generazioni". "Questi padri - scrive il leader di M5S - che chiagnono e fottono sono i Bersani, i D'Alema, i Berlusconi, i Cicchitto, i Monti che ci prendono allegramente per il culo ogni giorno con i loro appelli quotidiani per la governabilita'". "Hanno governato - attacca Grillo ribadendo che la missione del Movimento deve essere quella di "mandarli a casa" - a turno per vent'anni, hanno curato i loro interessi, smembrato il tessuto industriale, tagliato lo Stato sociale, distrutto l'innovazione e la ricerca. Pdl e pdmenoelle sono vent'anni che ci prendono per il culo e non hanno ancora il pudore di togliersi in modo spontaneo dai coglioni dopo Penati, Tedesco, Dell'Utri, Cuffaro, Monte Paschi di Siena, dopo il Lodo Alfano, lo Scudo Fiscale e cento leggi abominio". 

"Le nuove generazioni - scrive Beppe grillo - sono senza padri, sono figlie di NN, dal latino 'Nomen nescio: nome non conosco'. Sulle loro carte di identita', sui loro documenti di lavoro, nei libretti universitari alla voce 'figlio di' risulta la sigla NN, figlio di nessuno, figlio della colpa, figlio di padre ignoto, figlio di vecchi puttanieri che si sono giocati ogni possibile lascito testamentario indebitando gli eredi. Non ci sono pero' responsabili conclamati della miseria, della mancanza di un futuro, di una qualunque prospettiva a cui sono stati condannati questi ragazzi". "Nessuno - aggiunge Grillo - ammette responsabilita' di sorta. E' opera del destino cinico e baro, dello Spirito Santo, della moderna divinita' chiamata mercato che si manifesta all'improvviso come un nume iroso che chiede sacrifici umani. Lo sfascio ha origini soprannaturali, non e' causa dei dilettanti, cialtroni, delinquenti che hanno smontato con determinazione e scientificita' lo Stato italiano negli ultimi vent'anni- Quei padri che rifiutano ogni addebito del disastro nazionale, che percepiscono pero' vitalizi e doppie pensioni, gente canuta che non ha mai avuto il problema della disoccupazione e del pane quotidiano, e' ancora qui, ancora a spiegarci come e perche' siano le nuove generazioni, i choosy, i bamboccioni, i veri colpevoli. A raccontarci la favola che affidandosi a loro, alla loro esperienza e capacita' e senso dello Stato, si cambiera' il Paese. Questo dicono i Padri Puttanieri, quelli che hanno sulle spalle la piu' grande rapina ai danni delle giovani generazioni. Questi padri che chiagnono e fottono sono i Bersani, i D'Alema, i Berlusconi, i Cicchiito, i Monti che ci prendono allegramente per il culo ogni giorno con i loro appelli quotidiani per la governabilita'. Hanno governato a turno per vent'anni, hanno curato i loro interessi, smembrato il tessuto industriale, tagliato lo Stato sociale, distrutto l'innovazione e la ricerca". Il leader del M5S attacca: "Pdl e pdmenoelle sono vent'anni che ci prendono per il culo e non hanno ancora il pudore di togliersi in modo spontaneo dai coglioni dopo Penati, Tedesco, Dell'Utri, Cuffaro, Monte Paschi di Siena, dopo il Lodo Alfano, lo Scudo Fiscale e cento leggi abominio. Vent'anni senza riuscire a produrre una legge contro la corruzione e contro il conflitto di interessi, vent'anni per trasformare la legge elettorale in una caricatura anticostituzionale, senza mai trovare il tempo (ah, il tempo...) per cambiarla. I figli di NN vi manderanno a casa, in un modo o nell'altro, il tempo e' dalla loro parte. Hanno ricevuto da voi solo promesse e sberleffi, non hanno nulla da perdere, non hanno un lavoro, ne' una casa, non avranno mai una pensione e non possono neppure immaginare di farsi una famiglia. Vi restituiranno tutto con gli interessi".

BERSANI A M5S, AUGURI A SALVATORI DELLA PATRIA - "Auguri ai salvatori della Patria". Cosi' Pier Luigi Bersani ha commentato il duro attacco di Beppe Grillo che, sul blog, ha messo il leader del Pd tra i "padri puttanieri" che hanno rovinato un paese che adesso tocchera' al Movimento 5 Stelle salvare.

BERSANI A GRILLO: IN PARLAMENTO SI PORTANO IDEE NON INSULTI - "Pensare di fermare l'intelligenza con gli insulti e' come pensare di fermare l'acqua con le mani". Lo ha detto Pier Luigi Bersani commentando il post di oggi di Beppe Grillo. "Uno puo' insultare quando sta fuori dal Palazzo ma quando e' in Parlamento deve dire cosa vuol fare per il Paese", ha aggiunto il segretario Pd.

GOVERNO: BERSANI, ATTENDO RISPOSTA DA PARTITI. DOMANI A COLLE - "Nelle prossime ore e nella giornata di domani attendo una risposta conclusiva". Lo ha deto Pier Luigi Bersani al termine dlel consultazioni di oggi. "La mia intenzione e' nella giornata di domani di portare al Presidente dela Repubblica gli esiti, non e' questione di un'ora di esigenza di riflessione che le forze politiche dovessero avere", ha aggiunto.

BERSANI: NON IPOTIZZABILI SCAMBI GOVERNO-QUIRINALE - "Non e' che siano ipotizzabili scambi tra due cose tutt'affatto diverse". Cosi' Pier Luigi Bersani e' tornato a escludere un patto con il Pdl che preveda garanzie sull'elezione del prossimo Presidente della Repubblica. "Non mi e' stato posto in questi termini" dal Pdl, ha subito chiarito pero'. "Parto dalla Costituzione, fino a prova contraria", ha proseguito, "ci sono tre votazioni che partono dai due-terzi. Io sono per partire dal dettato costituzionale. Per le cariche costituzionali parto da un presupposto di una comune garanzia su figure che abbiano caratteri costituzionali o istituzionali. Non parto da esigenze di parte o faziose".

GOVERNO: BERSANI, NON VADO AL QUIRINALE CON DIKTAT - "Andro' al Quirinale e valutero' con il Presidente dela Repubblica, non ho dei diktat da fare". Lo ha chiarito Pier Luigi Bersani, rispondendo a una domanda dei cronisti dopo le consultazioni di oggi. "Devo portare una valutazione conclusiva che e' fatta di numeri e anche di valutazioni politiche, in un dialogo sempre corretto, bello e produttivo", ha aggiunto il leader del Pd. "A quel punto si prenderanno decisioni. Non vado la' con delle richieste in premessa", ha insistito.

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